scrivi

Una storia di steo

Hanno contribuito

4

Keep on Breaking Bad

Breaking Bad non è finito, anzi, e qui deciderai come.

Pubblicato il 25 novembre 2013

3

Jesse sta correndo, con il pedale dell'acceleratore che urla pietà, perché Jesse lo sta premendo forte, come dovesse romperlo. La barba ispida, le lacrime scendono dai suoi occhi, rossi, corrosi dal lavoro senza la maschera a gas, lacrime di dolore, di euforia che nemmeno la metanfetamina gli aveva mai dato, che si fermano sulla sua barba impregnata di sudore e agenti chimici, le mani ruvide, incollate al volante. Non riesce a pensare a nulla, non riesce a pensare ad Andrea, a Brock, a nessuno, nonostante ci stia provando con tutte le sue forze, Jesse non ci riesce, Jesse sta impazzendo, non mantiene e si deve fermare. L'auto è ferma nel deserto, il motore acceso, le luci accese, la notte, Jesse apre la porta e vomita, vomita l'anima. "Io.. io.. io non ci credo, non ci credo, non ci credo". Continua a blaterare. Si alza in piedi, vomita di nuovo.

Suda, come non mai ed intanto ride, ride di gusto, continua a ridere come non mai, ma dentro inizia a realizzare, comincia a figurare dentro di lui il pensiero che essere scappato, essere diventato libero, non gli restituisce la vita. La vita lui l'ha persa, Jesse è morto e lo sa, si sente così, dentro e dentro di lui questa idea si fa sempre più chiara.

Inizia a rendersi conto del fatto che ha perso tutto, che non ha più niente, che ricominciare da zero in questo caso non esiste.

Non c'è uno zero, no che non c'è.

1

Saul Goodman, tempo dopo i fatti narrati in Breaking Bad, vive sotto falsa identità in Nebraska, lavorando in una panetteria con la paura costante di essere riconosciuto. La sera, tornato a casa, ricorda nostalgicamente di quando era un avvocato di successo.

2002, Albuquerque. Saul si guadagna da vivere facendo l'avvocato alle prime armi con il suo vero nome: James McGill. Lo si vede, infatti, con buone idee di marketing e coinvolgimento della giuria, ma non ancora con un senso del lavoro totalmente sviluppato. Lavora spesso in tribunale come avvocato d'ufficio, ma sogna di essere un vero avvocato con casi più importanti, veri clienti e una paga sostanziosa. La possibilità di rappresentare un vero cliente la trova nel caso di peculato che coinvolge i Kettleman: il tesoriere della Contea e sua moglie. I tre si incontrano in una caffetteria, qui McGill cerca di convincere l'uomo dell'importanza di una rappresentanza legale, tuttavia al momento della firma del mandato la moglie convince il marito a prendersi un po' di tempo per decidere. Di ritorno al suo ufficio, uno stanzino all'interno di un centro estetico, l'avvocato si imbatte in un tentativo di truffa perpretata ai suoi danni da due skater: i due nel tentativo di estorcergli denaro simulano un incidente con la sua macchina. McGill si accorge subito della truffa e li fa scappare via, chiedendo lui i danni. Finalmente arrivato in "ufficio", apre la posta e straccia un assegno di 26.000 dollari intestatogli dall'importante studio legale fondato, tra gli altri, da suo fratello Chuck. Quest'ultimo vive da solo, senza elettricità né cellulare, preda della paranoia per i campi elettromagnetici, e rifiuta i consigli di James di lasciare per sempre lo studio legale, prendendo la propria consistente parte di patrimonio, perché così facendo metterebbe a rischio l'esistenza stessa dello studio e tutti i suoi casi e rassicura il fratello che tornerà al lavoro e che è in via di guarigione. Frustrato dal rifiuto di Chuck e dall'aver visto i Kettleman parlare con uno degli avvocati del grosso studio legale, rintraccia i due skater truffaldini e propone loro di fare lo stesso numero con la signora Kettleman: lui "passerà per caso" da lì, aiuterà la moglie del tesoriere, ottenendo così la rappresentanza legale dei Kettleman. Tutto viene messo in atto non andando però a buon fine dato che i due incappano in un'auto molto simile a quella della donna, che però commette un'omissione di soccorso rimettendo subito la vettura in moto per poi ripartire. Avvisati telefonicamente da James del reato commesso dall'automobilista, i due inseguono la vettura fino ad arrivare davanti alla casa dove viene parcheggiata. La guidatrice è un'anziana donna messicana, che alla richiesta di denaro per il doppio "danno" commesso conduce i ragazzi in casa sua senza esitare. Poco dopo giunge davanti alla villetta anche James, che bussa alla porta presentandosi come un sostenitore della legge avendo in mente di fingersi come avvocato dei due per salvare il piano andato a rotoli, ma viene trascinato in casa sotto la minaccia di una pistola, da chi si rivelerà essere Tuco Salamanca.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×