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Una storia di Paisley

3

Thunder Road

Signore e signori, il Sogno Americano

Pubblicato il 08 gennaio 2016

The screen door slams,

Mary’s dress waves

Like a vision she dances across the porch as the radio plays

Roy Orbinson singing for the lonely

Hey, that’s me and I want you only

Don’t turn me home again,

I just can’t face myself alone again…

Don’t run back inside

Darling, you know just what I’m here for,

So you’re scared and you’re thinking

That maybe we ain’t that young anymore.

Show a little faith, there’s magic in the night

You ain’t a beauty, but hey, you’re alright

Oh and that’s alright with me.

You can hide ‘neath your covers

and study your pain

Make crosses from your lovers

Throw roses in the rain

Waste your summer praying in vain

For a savior to rise from these streets

Well, now I’m no hero,

That’s understood,

All the redemption I can offer, girl,

Is beneath this dirty hood

With a chance to make it good somehow

Hey, what else can we do now

Except roll down the window

And let the wind blow back your hair

Well, the night’s busting open,

These two lanes will take us anywhere,

We got one last chance to make it real,

To trade in these wings on some wheels

Climb in back!

Haven’s waiting on down the tracks

Oh oh come take my hand,

Riding out tonight to case the promised land

Oh Thunder Road, Oh Thunder Road, Oh Thunder Road

Lying out there like a killer in the sun

Hey, I know it’s late, but we can make it if we run

Oh Thunder Road, sit tight, take hold,

Thunder Road

Well, I got this guitar and I learned how to make it talk

And my car’s out back,

If you’re ready to take that long walk

From your front porch to my front seat

The door’s open, but the ride it ain’t free

And I know you’re lonely

For words that I ain’t spoken,

But tonight we’ll be free

All the promises’ll be broken

There were ghosts in the eyes

Of all the boys you sent away,

They haunt this dusty beach road

In the skeleton frames of burned out chevrolets

They scream your name at night in the streets

Your graduation gown lies in rags at their feet

And in the lonely cool before dawn

You hear their engines roaring on

But when you get to the porch they’re gone on the wind,

So Mary, climb in

It’s a town full of losers

And I’m pulling out of there to win!

La porta finestra sbatte,

Il vestito di Mary ondeggia

Lei balla come una visione da una parte all’altra della veranda

Mentre la radio suona

Roy Orbinson che canta per le persone sole

Hey, sono io e tutto ciò che voglio sei tu

Non rimandarmi a casa di nuovo

Non posso affrontare me stesso da solo un’altra volta

Non tornare dentro di corsa,

Cara, tu sai perchè sono qui,

Perciò sei spaventata e stai pensando

Che forse non siamo più così giovani

Dammi un po’ di fiducia, c’è magia nella notte

Non sei una bellezza, ma hey, vai bene così

E tutto questo va bene per me.

Puoi nasconderti sotto le coperte

ed esaminare il tuo dolore

Mettere croci sui tuoi vecchi amori

Lanciare rose nella pioggia

Sprecare la tua estate pregando inutilmente

Affinchè un salvatore sorga da queste strade

Beh, io non sono un eroe,

Questo si è capito

Tutta la redenzione che posso offrire, ragazza,

Si trova sotto questo cofano sporco

Con una possibilità di renderlo migliore in qualche modo

Hey, che altro possiamo fare adesso

Se non abbassare il finestrino

E lasciare che il vento soffi indietro i tuoi capelli

La notte è tutta nostra

Queste due corsie ci porteranno ovunque

Abbiamo un’ultima possibilità per farlo,

Per scambiare con delle ruote le nostre ali

Salta dentro!

Il paradiso ci sta aspettando lungo il percorso

Prendi la mia mano,

Stanotte corriamo per raggiungere la terra promessa

Oh Thunder Road, oh Thunder Road, oh Thunder Road

Aspettando là fuori come un killer sotto il sole

Hey, so che è tardi, ma se corriamo possiamo farcela

Oh Thunder Road, siediti bene, tieniti forte

Thunder Road

Bene, ho questa chitarra e ho imparato a farla parlare

E la mia macchina è là dietro,

Se sei pronta per il lungo cammino

Dalla tua veranda al mio sedile anteriore

La porta è aperta, ma la corsa non è gratis

E so che ti senti sola

Per le parole che non ho detto

Ma stanotte saremo liberi,

Tutte le promesse saranno infrante.

C’erano fantasmi negli occhi

Di tutti i ragazzi che hai lasciato,

Tormentano questa polverosa strada di costiera

Nelle carcasse di chevrolets bruciate

Gridano il tuo nome di notte per le strade,

La tua toga universitaria giace a brandelli ai loro piedi

E nella fredda solitudine prima dell’alba

Senti i loro motori ruggire,

Ma quando ti affacci dalla veranda

Se ne sono andati nel vento,

Quindi, Mary, salta dentro

E’ una città piena di perdenti

E io mi sto tirando fuori di qui per vincere.

Scritta da:

Bruce Springsteen

Eseguita da:

Bruce Springsteen – voce, chitarra, armonica

Clarence Clemons – Sassofono

Roy Bitten – Pianoforte

Gary Tallent – Basso

Max Weinberg – Batteria

Roy Bitten, Mike Appel, Steve Van Zandt – Cori

Buongiorno a tutti!

Oggi, su richiesta di Jessica (*3*), vi parlerò di un brano del 1975, un cult che ha fatto sognare generazioni intere. Sto parlando (come avrete capito dal titolo :’) ) di “Thunder Road”, la prima traccia del del terzo album di Bruce Springsteen, “Born to Run”.

E’ una canzone d’amore forse non andato a buon fine

(Don’t turn me home again,

I just can’t face myself alone again…

Don’t run back inside

Darling, you know just what I’m here for,

So you’re scared and you’re thinking

That maybe we ain’t that young anymore),

che vede come personaggi principali il nostro frontman e una ragazza, Mary, sullo scenario di luogo difficile. Ma la storia d’amore è subordinata al suo stesso sfondo che, infatti, è il vero cuore pulsante del pezzo.

Springsteen si fa portavoce di un’America complicata, dura, dove ai sognatori non resta altro che scappare lontano per inseguire i propri desideri. Ascoltando il brano in maniera complessiva, infatti possiamo notare che sotto la sua gioia indomabile si nasconde una sottile base di inquietudine.

In origine la canzone si intitolava “Wings for Wheels”, e il nome della ragazza era “Chrissie”, “Christine” o “Angelina”, come sappiamo dalla versione live del 2 Febbraio 1975 al Main Point, un piccolo locale di Bryn Mawr, in Pennsylvania, o da questo outtake.

https://www.youtube.com/watch?v=dRRQVfQZnZQ

https://www.youtube.com/watch?v=4DPixL0t6kA

Le primissime note di piano e armonica ci regalano le ultime schegge dei pensieri malinconici di Bruce, mentre lo accompagnamo nella sua auto in una sera d’estate; poi, con l’entrata della voce, quello stesso tema nostalgico si colora di nuove sfumature, sfumature di speranza. E, sempre grazie a quel timbro intenso, ci ritroviamo, come in un film, davanti alla casa di Mary. Vediamo la giovane ballare da sola sulla veranda, con il sottofondo delle sonorità languide di Roy Orbinson (autore di “Oh, Pretty Woman” https://www.youtube.com/watch?v=lnRS3A_iIYg ).

Lentamente la melodia comincia a riflettere l’adrenalina di Springsteen mentre pronuncia, deciso, parole cariche di positività in un crescendo che culmina nella proposta di ribellarsi, di reagire, di fuggire. Ma da cosa? Dalle loro stesse vite. E come? A bordo di un’automobile, per inseguire a tutta velocità il Sogno Americano*, vero protagonista di questo e molti altri pezzi del Boss.

Scommetto che la frase You ain’t a beauty, but hey, you’re alright vi ha strappato un sorriso… Io la trovo molto interessante. Secondo me ci sono due modi di interpretarla: da un lato possiamo criticarla, definendola decisamente poco gentile, oserei dire rude, però dall’altro possiamo adorarla, poichè rappresenta la rottura dello stereotipo collettivo secondo cui una donna deve necessariamente essere bella per attrarre. Bruce se ne frega. Tutto ciò che vuole è Mary, non la sua bellezza.

Ormai la musica è ricca di tonalità, è struggentemente convincente, proprio come la promessa di Springsteen: entrambe evocano una rocambolesca corsa in macchina verso la libertà, in una perfetta corrispondenza tra parole e suono:

All the redemption I can offer, girl,

Is beneath this dirty hood

With a chance to make it good somehow

Hey, what else can we do now

Except roll down the window

And let the wind blow back your hair

Well, the night’s busting open,

These two lanes will take us anywhere,

We got one last chance to make it real,

To trade in these wings on some wheels

Climb in back!

Haven’s waiting on down the tracks

Oh oh come take my hand,

Riding out tonight to case the promised land.

Nell’ultima parte della canzone compaiono, anche se per poco, nuovi personaggi: gli ex fidanzati di Mary, che continuano a perseguitarla, non sappiamo se realmente o meno, e per i quali, forse, lei ha messo da parte le proprie aspirazioni: They scream your name at night in the streets, your graduation gown lies in rags at their feet.

Bruce stesso li riporta alla memoria della ragazza, per sottolineare quanto aspra sia la sua vita, e quindi per convincerla a scappare con lui.

It’s a town full of losers

And I’m pulling out of there to win:

l’ultima frase della canzone è una critica rabbiosa verso una società fallimentare dalla quale il determinato Springsteen andrà via per inseguire il suo sogno e avere successo. E Mary? Il furbacchione lascia il finale in sospeso, rendendolo, così, di grande fascino. Non sappiamo se la ragazza lo seguirà ma, 33 e 45 giri, diciamoci la verità: chi di noi avrebbe mai rinunciato ad un’offerta del genere?

La canzone si conclude, intrisa di speranza, con un trionfante duetto di sax e piano, che si inseguono, vivaci, si rincorrono e poi tornano a fondersi, e il risultato è semplicemente commovente, carico di energia positiva.

℘aisley

*Si può parlare di Sogno Americano come di un’insieme di idee nate nelle menti dei primi coloni europei approdati in America, e tramandate di generazione in generazione.

Per “Sogno Americano” si intende la speranza degli abitanti degli Stati Uniti d’America, che grazie a valori e qualità come il coraggio, la determinazione e la costanza, sia possibile raggiungere una migliore condizione di vita basata soprattutto sulla ricchezza economica.

https://lamiavitaeungiradischi.wordpress.com/

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