scrivi

Una storia di AnnaCibotti

1

SEPOLTA VIVA

anima inquieta

Pubblicato il 04 ottobre 2016

SEPOLTA VIVA

La notte senza stelle ebbe un brivido e la scarica elettrica di un fulmine ne ferì il buio.

Pochi attimi e il brontolio del tuono annunciò il temporale.

Fuggi fuggi generale.

La festa era finita.

Attorno alla piscina rimase solo la pioggia a rimbalzare sul marmo lucido in uno scroscio violento e ininterrotto.

L'ospite rimase solo.

Gli amici se ne erano andati e lui se ne stava assorto a guardare attraverso la porta finestra, accompagnando con le dita le goccioline che scorrevano sul vetro.

Fuori nella notte, dietro l'alta siepe che circondava il giardino, c'era qualcuno in attesa.

Confusa tra le piante, sostava una macchina scura, non la vedeva, ma sapeva che era lì.

Il fogliame lasciava trapelare uno spiraglio di luce, quella dei fari accesi che intravedeva appena.

Lo champagne era pronto.

Ghiacciato al punto giusto... come piaceva a lei!

Un tocco improvviso sulla spalla lo fece sussultare.

Si voltò e la figura informe di Ronda, ingolfata nella solita vestaglia rosa, gli strappò una smorfia che lei confuse con un sorriso.

«Il bicchiere della staffa?» le chiese mellifluo.

Prese bottiglia e bicchieri e la seguì sul divano.

Ronda si portò il calice alle labbra chiudendo gli occhi in uno stato di completo godimento.

Lui la guardò sfiorando appena l'orlo del bicchiere.

La pioggia cantilenante continuava a battere sui vetri.

Per Ronda arrivò il sonno.

Lui smise di guardarla.

Tic ... buio

Tic... luce

Accese e spense alternativamente la luce per tre volte.

Il segnale!

Là fuori qualcuno rispose con un breve colpo di clacson.

Non pioveva più.

Ma era una notte senza luna.

Era una specie di dormiveglia lo stato in cui Ronda si trovava mentre sentiva il suono dei colpi ritmati, prodotti dalla terra che la stava coprendo.

Ne percepiva appena l'odore.

Era una coltre umida che le si appiccicava addosso facendola rabbrividire di freddo e di terrore.

La sua mente rifiutava il risveglio da quello stato di torpore, per non conoscere l'orrenda realtà.

La terra cominciava ad avvolgerla come una coperta e se la sentiva nella bocca, nel naso, e bruciare negli occhi.

Cercò disperatamente di muovere le braccia e le mani cercando di scrollarsela di dosso.

Ma le braccia erano di piombo sotto quello spesso lenzuolo umido che pesava su di lei come un macigno.

Sepolta viva!

Questo le disse la mente e i pensieri corsero in fretta.

Ma non c'era tempo per seguirli.

Lo rivide mentre sorridente le offriva il calice pieno di frizzanti bollicine e l'ultima carezza prima che perdesse i sensi.

Ancora viva per qualche attimo, per farsi e fargli una

promessa.

Il suo corpo, nascosto sotto un cumulo di terra bagnata e odorosa d'erba non ancora marcia, sarebbe stato cibo per i vermi, ma la sua energia avrebbe vissuto ancora.

Sarebbe rimasta vicino a lui, in ogni istante della sua vita, per ricordargli la menzogna del suo falso amore.

Per odiarlo!

Ogni notte, gli avrebbe fatto trovare tracce di terra e di saliva sulle lenzuola.

Avrebbe sentito nelle orecchie il suo sospiro.

La sua ombra fredda e nera sarebbe stata l'unica compagna dei suoi giorni a venire.

Il suo rantolo di morte dentro la gola e il suo dolciastro profumo, insieme all'odore putrescente del suo corpo in decomposizione, non l'avrebbero mai più abbandonato.

Come se fosse stato sotto terra con lei!

L'urlo che sentirono in strada i passanti, quella sera d'autunno inoltrato, mentre calpestavano le foglie gialle accartocciate e immobili nell'aria senza vento, fu il suo grido di paura.

Un grido infinito che aveva dentro il petto da mesi.

Uscito come una liberazione.

Per morire con lui.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×