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Una storia di AngelaMoroldo

CARESTIA

si muore ancora di carestia nel mondo?

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Pubblicato il 06 aprile 2017 in Didattica

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La carestia viene definita sul dizionario Treccani come la “mancanza o grave scarsità di derrate alimentari con conseguente incremento della mortalità dell’intera popolazione dell’area colpita, o di particolari gruppi all’interno di essa”. Una definizione viene data anche dalle Nazioni Unite che affermano che c’è una carestia quando più del 30 % della popolazione soffre di malnutrizione acuta e ci sono almeno due morti per fame ogni diecimila abitanti.

LE CAUSE

Le cause che determinano una carestia possono essere legate a diversi fattori tra cui espansione demografica e analfabetismo, cattiva distribuzione delle risorse, produttività dell’agricoltura bassa o dedicata a prodotti d’esportazione, deforestazione, mancanza di industrie. Rilevanti sono le cause di carattere naturale come il clima, la siccità e le patologie che determinano un cattivo raccolto in agricoltura e patologie infettive delle piante o degli animali. Alcuni scienziati affermano che i disastri naturali stiano aumentando a causa del riscaldamento globale provocato dall’inquinamento, del petrolio in primis. Hanno un grande peso anche altri motivi quali gestione politica ed economica e le guerre, durante le quali gli invasori bruciano i campi e uccidono i coltivatori per costringere la popolazione ad arrendersi.

NELLA STORIA

Nella storia dell’uomo sono stati molti gli episodi di carestia che hanno caratterizzato principalmente il periodo del Medioevo e quello dell’Età moderna nelle diverse zone dell’Europa. Famosa fu la “Grande carestia del 1315-1317”, che ebbe effetti fino al 1322 e che viene considerata la prima crisi che colpì l'Europa nel XIV secolo, causando la morte di milioni di persone nella regione settentrionale, ponendo fine ad un periodo di crescita e prosperità che era durato dall'XI al XII secolo. Fu un periodo segnato da elevati livelli di attività criminale, malattie e morti di massa, infanticidi e cannibalismo. Gravi e numerose furono anche le carestie che, nell’ultimo decennio del cinquecento, colpirono tutta l’Europa ad esclusione di alcune aree, in particolare l’Olanda.

Più recenti sono le carestie causate dai regimi comunisti, che provocarono in Russia, tra il 1921 ed il 1922, 5 milioni di morti e tra il 1932 ed il 1933, 10 milioni di decessi. Stessa sorte toccò alla Cina, tra il 1959 ed il 1961, le cui carestie generarono un bilancio di 43 milioni di vittime.

OGGI

Al giorno d’oggi i paesi principalmente colpito sono quelli africani tra cui Somalia, Sud Sudan, Nigeria, Etiopia e Yemen. Sono queste le cinque nazioni maggiormente provate dalla crisi alimentare, considerata la peggiore degli ultimi 60 anni, che causa un totale di 20 milioni di persone a rischio e tra queste 1.4 milioni sono bambini.

Il Sud Sudan costituisce una delle principali emergenze in Africa, dove la carestia minaccia quasi cinque milioni di persone (il 40% della popolazione) e dove il governo ha dichiarato lo stato di carestia. L’attuale crisi alimentare è il frutto di vari fattori: la siccità, l’economia al collasso, ma soprattutto la guerra civile che è scoppiata nel dicembre del 2013 ed è terminata nel 2016 con l’attuazione di un accordo di pace.

In Somalia importante è il problema della siccità e gli esperti si aspettano un altro anno senza acqua, con effetti devastanti sul raccolto. Sono molti gli abitanti dei villaggi che abbandonano le loro case per raggiungere le città alla ricerca di cibo. Dai dati resi noti dalle Nazioni Unite sono oltre 6 milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria nel Paese, circa la metà della popolazione.

Carenza di piogge e raccolti inadeguati stanno riducendo migliaia di persone alla fame in Etiopia, già fortemente colpito dagli effetti devastanti di El Nino, il fenomeno climatico che ha provocato una lunga siccità tra il 2015 e il 2016, colpendo circa 10 milioni di persone.

Ma la carestia è un fenomeno che non colpisce solo l’Africa, basti pensare allo Yemen che è il più povero dei paesi arabi, e i suoi 22 milioni di abitanti sono costretti a importare il 90 per cento del loro fabbisogno alimentare. Al momento parte del paese è controllata dai ribelli e ogni giorno ci sono attacchi aerei, quindi il cibo fatica ad arrivare.

CHE COSA SI PUO’ FARE?

Molti dei paesi che vengono colpiti dalla carestia cercano di aiutarsi tra di loro. Nel corso della carestia nel Sahel, il governo dell’Etiopia e la Croce Rossa misero a disposizione più della metà del cibo necessario a soccorrere coloro che stavano soffrendo la fame. Inoltre l’Etiopia rimboscò la regione, piantando migliaia di alberi. Piantare nuovi alberi aiuta a mantenere il suolo compatto, fornisce umidità alla terra e crea più umidità nell’aria. I fertilizzanti chimici fanno crescere le piante più rapidamente, ma costringono anche a usare enormi quantità di acqua per mantenerle sane.

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