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Una storia di RosannaRobiglio

Una giornata  tutta particolare

Una  giornata che si  preannunciava già speciale  sin dall'inizio, si è poi  rivelata tale dando inizio ad un   romantico incontro

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Pubblicato il 13 maggio 2018 in Storie d’amore

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Una giornata tutta particolare

L’amore è come il vento, spira quando vuole senza preoccuparsi di ciò che lascia intorno a se. Non glie ne importa niente dei panni stesi ad asciugare, di agitare il mare, o delle nubi che fa rincorrere in un eterno gioco.

Al suo soffio ondeggia il grano dorato pitturato di papaveri e fiordalisi, ondeggiano le foglie prima di finire calpestate a terra, solo il vero amore durerà per sempre.

Era ormai primavera e Giulia, guardandosi allo specchio, analizzò la sua figura vestita con pantaloni e maglietta turchese aderenti che mettevano in risalto quelle forme modificatesi nel corso dell’inverno.

Non si era mai piaciuta molto l’anno precedente. Non era alta e un po’ grassottella, poco notata dai coetanei ed ora quel cambiamento la faceva sentire persino un’altra persona.

Ora che finalmente le scuole stavano per finire, sentiva aria di libertà e prese ad uscire con le amiche incontrandole al bar per il gelato e insieme sognavano anche di incontrare l’amore con la A maiuscola come avevano visto in certi film o alla televisione.

Si pettinò i lunghi capelli castani, un velo di rossetto sulle labbra, la matita attorno agli occhi verdi e via di corsa verso l’ultima breve libertà, prima della vacanze estive.

Sicura di se, attraversò la piazza su cui si radunavano quelle anziane signore impossibili da evitare che fingendo di lavorare a maglia, si dedicavano al loro passatempo preferito, a spettegolare. Vedendola vestita in quel modo commentavano l’abbigliamento un po’ mascolino che le stava proprio bene, ma le faceva dimostrare più anni di quanti ne avesse, commenti gratuiti fatti anche con un pizzico di malizia che a Giulia incominciavano a dar fastidio. In quel paesino dove tutti si conoscevano, il pettegolezzo, consolazione dei propri guai, era proporzionale ai problemi della gente e più le cose andavano a rovescio, più trovavano da ridire sugli altri.

Per fortuna il prossimo anno avrebbe iniziato a frequentare le superiori e i suoi genitori avevano programmato di andare a vivere in città per seguire da vicino lei e suo fratello che già studiava a Genova, ospite degli zii.

In fondo quella soluzione andava bene a tutti, poiché il padre lavorando a bordo delle navi e con poco tempo a disposizione, tra un viaggio e l’altro, ne perdeva metà per i suoi spostamenti.

In campagna ci sarebbero tornati per le vacanze e Giulia cominciava ad assaporare una nuova vita, da grandi, come le descriveva sempre il fratello.

Quando andava in città coi genitori a trovare Alessio, si imbatteva in strade piene di gente e tantissimi negozi di vestiti, scarpe e tante altre cose interessanti. Fino ad allora si accontentava di quanto le comprava la mamma, ma ora le avrebbe potuto scegliere da sola e si vedeva già al centro del mondo.

Giulia non si era mai sentita così bene come quel giorno e salutava tutti educatamente come le aveva insegnato la madre.

“Ma le incontro cento volte al giorno quelle signore, le devo sempre salutare?” chiedeva alla madre.

“ Si, ogni volta” rispondeva lei.

“Ok, le saluterò anche duecento volte al giorno, ma sono proprio odiose, stanno sempre a guardare cosa fanno gli altri, non avranno niente di meglio da fare?”. Si lamentava Giulia che per il quieto vivere, di solito assecondava la madre.

Quel giorno però lo percepiva diverso, troppo speciale per rovinarlo, anche se non sapeva il perché.

Si stava avviando al solito appuntamento quando vide sui gradini della casa di fronte due ragazzi, uno era Gianni che conosceva bene, ma l’altro non l’aveva mai visto.

Era proprio un bel ragazzo, il più bello che avesse mai incontrato.

Passò davanti a loro cercando di darsi un tono e rispondendo al saluto di Gianni, notò che l’altro le aveva lanciato una occhiata fulminante che le mise il cuore in tumulto fino a farla quasi inciampare.“Eccolo, l’ho trovato, è lui il ragazzo che aspettavo. Lo sapevo che oggi sarebbe stata una giornata speciale. Chissà se avrò fatto colpo? Ma certo, oggi non posso passare inosservata! Però adesso che faccio? Torno indietro per passargli di nuovo davanti?. Ma no, torno più tardi se no se ne accorge. Però spero che ci sia ancora, vorrei proprio rivederlo un’altra volta”. Pensava Giulia mentre si guardava intorno.

Si sedette sulla prima panchina trovata e mentre meditava su quell’incontro, scorse una margheritina incorniciata da verdi foglioline che le stava sorridendo. La raccolse e si soffermò ad ascoltare il trillo degli uccelli sugli alberi, mentre un raggio di sole faceva capolino fra le fronde, illuminandola.

Era indecisa, non sapeva nemmeno lei se recarsi dalle amiche o restare ad osservare quel romantico spettacolo che le provocava brio. Erano cose semplici coi colori del mondo che sapevano armonizzare la vita e lei che prima di allora non si era mai soffermata ad osservare così profondamente quelle bellezze naturali, ora sapeva che se anche si fosse unita al gruppo, la sua testa sarebbe stata altrove.

In cuor suo sperava solo che lui la seguisse, desiderava rivederlo per poter incrociare di nuovo quel magnetico sguardo. Era la prima volta che le succedeva e si domandava se fosse stato quello il colpo di fulmine di cui parlavano spesso le amiche.

Mentre i pensieri si affollavano disordinatamente nella sua mente, qualcosa più forte di lei la fece ritornare indietro, ma non vide più nessuno.

Ora Giulia era invasa da una profonda delusione, le sembrava di aver avuto una visione, forse stava male, forse si era illusa di fare faville e invece.

“Incontrassi almeno Gianni gli chiederei qualcosa di lui, ma poi, come la prenderebbe? Capirebbe subito che mi sono presa una bella cotta, sicuramente mi prenderebbe in giro e magari poi lo direbbe a tutti. No, no, questa è una cosa da evitare. Devo riuscire a scoprire chi è senza farmene accorgere da nessuno”. Pensò Giulia, e seguendo i suoi pensieri, si ritrovò di nuovo sulla via di casa. Giunta nelle vicinanze, captò il discorso di Sandra che parlava con sua madre raccontando che era arrivato da Genova Fabio, il figlio di sua sorella Maria e, in attesa dell’arrivo dei famigliari, sarebbe stato suo ospite almeno per una settimana.

Giulia si fermò. Tornò indietro, si sedette vicino a loro e in silenzio stette ad ascoltare le ultime novità.

“Vuoi vedere che è proprio lui? Ma che fortuna! Stasera verrà sicuramente al bar, non vorrà mica far compagnia alla zia? Ne sono certa”. E fantasticando già sulle passeggiate al chiaro di luna, salì in casa e si rifugiò in camera sua.

Anche Fabio dal canto suo era rimasto colpito da quella spavalda ragazzina vestita di turchese che secondo lui, salutando solo l’amico, lo aveva praticamente ignorato.

Anche lui voleva sapere un po’ di più di lei e lo chiese subito a Gianni, così scoprì che era Giulia, sorella minore di Alessio, suo compagno di studi.

“Proprio niente male”, pensò, e mentre Gianni programmava una gita in bicicletta, l’amico pensava all'azzurro del vestito e degli occhi di quella visione, oltre ai lunghi capelli castani che avrebbe voluto accarezzare e alle morbide labbra che avrebbe voluto baciare. E così, con la testa tra le nuvole, inforcò la bici e accompagnò il suo amico nel paese vicino.

Quella sera Giulia si preparò di tutto punto, sentiva che lo avrebbe rivisto. Lo trovò davvero al bar, unico centro di ritrovo di quel piccolo borgo che scherzava con un gruppo di ragazzi. Con noncuranza rallentò il passo per ascoltare i loro discorsi e lo sentì pronunciare il nome di una certa ‘Roberta’. “Ma allora non gliene importa proprio nulla di me. E io che sto qui a penare per lui. Dimenticalo, Giulia”, pensava fra se e se.

Seconda delusione per lei ormai in preda alla confusione, ma piuttosto di tradirsi con le sue stesse emozioni, con un moto di stizza, raggiunse le amiche e se ne andò con loro.

Fabio invece seguì i loro spostamenti cercando il momento giusto per avvicinarla, ma lei se ne andò via quasi subito. Ci pensò un po’su e decise di escogitare uno scherzo, ma quale? Spaventarle spuntando all’improvviso dal buio della notte?

La cosa piacque a tutto il gruppo e fieri di quella trovata, partirono tutti all'inseguimento.

Quando le raggiunsero stavano cantavano una canzone di De Andrè ma Fabio, abbandonato lo scherzo, si avvicinò a Giulia mettendosi fra lei e Tea e prendendole entrambe sottobraccio, iniziò a cantare con loro.

Il trucco funzionò e il ghiaccio si sciolse senza difficoltà. Giulia sentì un tuffo al cuore e le parve persino che le saltasse fuori dal petto, tanto era strafelice. Le era piaciuta anche l’intraprendenza dimostrata da Fabio che stava guadagnando sempre più punti nella sua scala dei valori.

Anche lui aveva il cuore in tumulto. Giulia gli piaceva davvero tanto, la voleva conoscere meglio, voleva stare solo con lei, accompagnarla a casa e soprattutto voleva darle un bel bacio.

Le ore passarono velocissime tra scherzi e risate. Quando tornarono in paese e la compagnia si sciolse, Fabio era sempre vicino a lei. “Ti accompagno, se vuoi.” Le disse.

Lei non rispose, ma cominciò a camminare verso casa fino a quando lui la fermò, la prese per mano e le chiese di sedersi un momento per fare due chiacchiere insieme.

Giulia si sedette sulla panchina un po’ discosta da lui, ma Fabio si avvicinò, le prese il viso tra le mani e la baciò teneramente sulle labbra. Lei rimase per un attimo interdetta e in quel momento le venne in mente il nome di Roberta sentito pronunciare al bar.

“Chissà che cosa direbbe Roberta se ci vedesse in questo momento!”, disse Giulia. Fabio scoppiò a ridere e lei pensando che la stesse prendendo in giro fece per alzarsi, ma lui la trattenne.

“Vuoi sapere chi è Roberta?”, le chiese.”Roberta è la bicicletta che mi ha imprestato Gianni per questo periodo di vacanza ”, rispose, ma lei, pensando che scherzasse, si alzò per andarsene. ”Te lo giuro, chiedilo a Gianni, se non mi credi”. Giulia volle credergli e lui l’attirò di nuovo vicino a se e la baciò schiudendole dolcemente le labbra.

Col viso in fiamme Giulia gli disse:”Credo che sia meglio che me ne vada a dormire, i tuoi baci sono un po’ troppo strani”.

“Ma non hai mai baciato nessuno, nella tua vita?”

“Figurati”, rispose Giulia cercando di riprendere il controllo della situazione. “Secondo te stavo qui ad aspettare che arrivassi tu da Genova per baciare un ragazzo?. Ne ho già baciato più di uno”.

“Non credo proprio”,aggiunse Fabio con fare un po’ canzonatorio.

A lei non era mai capitato davvero di baciare qualcuno e peggio che mai in quel modo ed era rimasta di sasso quando aveva sentito la sua lingua che cercava di entrare nella sua bocca.

“E va bene, non sono mai stata baciata alla francese, come dici tu, sei contento?” ammise da imbronciata. “ Si, sono molto contento di essere stato io il primo”, le disse accarezzandole i capelli e tentando la stessa esperienza, ma lei di rimando, “No,no, grazie. Un bacio alla francese è più che sufficiente per stasera”. Ma lui però la strinse a se e la baciò di nuovo con trasporto.

Questa volta Giulia non si ribellò, anzi, cercò timidamente di rispondere provandone anche una immensa gioia. Iniziò così con lui la sua prima esplorazione di quel meraviglioso mondo che tutti chiamano amore.

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