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Una storia di RiccardoPollice

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L’incoerenza nel piccolo principe

Pubblicato il 20 novembre 2017

Primo capitolo: Uomo d’affari.

In un piccolo paesino dell’America, chiamato Savannah, in cui vi erano pochi abitanti, non passava inosservata la presenza di un uomo ricco e realizzato di nome George. Nella casa affianco abitava un giovane di nome michael. La situazione del bambino non era delle migliori, in quanto la sua famiglia non aveva la possibilità economica per mantenersi. Suo padre, pochi mesi dopo il suo quarto compleanno, venne a mancare. Cresciuto solo dalla madre, michael fin da piccolo ha dovuto rimboccarsi le maniche, anche se il suo desiderio è sempre stato quello di intraprendere gli studi. La sua vita era abbastanza movimentata poiché al mattino frequentava la scuola, mentre il pomeriggio lavorava in un cantiere. Il suo vero sogno, in realtà, era quello di realizzarsi e diventare un famoso uomo d’affari, proprio come il suo vicino di casa.

All’età di 18 anni, riuscì a terminare i suoi studi e con i soldi racimolati negli anni, riuscì a pagarsi un viaggio a New York.

Qui, venne da subito notato da una famosa azienda, che lo porto al successo. Passarono gli anni, michael spaventato da questo mondo più grande di lui comincio giorno per giorno a fare dei passi indietro, fino a perdere tutto ciò che aveva sognato fin da piccolo. Michael è incoerente perché sa che vorrebbe seguire una strada nella sua vita, ma poi trovandosi ad un bivio tende a fare sempre il contrario di ciò che vuole

Secondo capitolo: Il lampionario.

Compiere una scelta prevede che si debba scegliere tra due o più opzioni e viene da sé che non è né possibile e né tantomeno pratico seguirle tutte. Il lampionario è innamorato della rosa, è l’unica che riesce a mostrare la luce che c’è dentro lui.

Per paura di soffrire non si fa avanti con lei, rischiando di perderla.

Così facendo la sua luce si spegne ogni giorno di più, fino a farlo scomparire.

Per lui l’amore è una cosa che non può controllare, qualcosa che sconvolge meravigliosamente la sua vita e che arriva senza avvisare. Allo stesso tempo è anche motivo di sofferenza, perché così come l’amore travolge e rende felici, a volte può anche fare davvero molto male.

La sua paura di amare era dovuta alle continue delusioni che c’erano state nella sua vita.

Sapeva che La Rosa era diversa, che non lo avrebbe deluso, ma la sua paura era più forte di tutto.

Sapeva che allontanarsi da lei era la cosa più sbagliata, ma non riusciva a fare altrimenti, arrivando a perderla del tutto.

Terzo capitolo: La Rosa.

Cosa induce le persone a compromettere la loro salute e il loro benessere per aiutare altre persone? Che cosa spinge la gente a donare il proprio tempo e la propria energia per aiutare a migliorare le condizioni degli altri, anche quando sa di non poter ricevere nulla di tangibile in cambio? Non c’era giorno in cui La Rosa non pensasse ciò.

Marta, è una giovane ragazza soprannominata da tutti “La Rosa”, poiché come questa, è dannatamente fragile e sensibile.

Sempre pronta ad aiutare gli altri, perché è ciò che la fa stare bene, un qualcosa di naturale, che parte dal suo cuore.

Non pensa mai a se stessa, mette sempre tutti davanti ai suoi problemi, ma mai nessuno che sia pronto ad aiutarla.

Questa è la sua arma a doppio taglio, perché ciò che la fa stare bene, allo stesso tempo è ciò che la distrugge, portandola a perdere ogni giorno un pezzo di se stessa, proprio come una rosa che perde i suoi petali.

Nonostante sappia che così facendo si sta distruggendo, continua a farlo, fino a restarne senza.

Quarto capitolo: Il vanitoso.

Lincoln è un giovane ragazzo tenuto alla larga da tutti i suoi compagni di classe poiché ritenuto una persona vanitosa e sicura di se.

Lotta ogni giorno con se stesso, perché maschera la sua insicurezza sotto forma di vanità, nonostante sappia che questo non lo giova, ma tende solo a tenere le persone lotane. Quindi deve riuscire a rivelarsi per ciò che è, ossia un insicuro.

Quinto capitolo: L’ubriacone

Charles Welnest, è cresciuto in un ambiente familiare difficile poiché il padre era un uomo che ad ogni problema presentatosi davanti, tendeva a bere fino a ridursi allo sfinimento.

Lui sin da piccolo, prometteva a se stesso che non avrebbe mai seguito le orme di suo padre. Questo trambusto familiare lo portò ad andare via di casa. Venne assunto come direttore di marketing, fino a diventare uno dei più famosi in questo campo. Qui, conobbe una giovane ragazza di nome Michelle, di cui si innamorò perdutamente.

Il giorno del suo matrimonio, venne lasciato all’altare e per questo cadde in depressione iniziando a bere.

Ogni giorno la sua situazione peggiorava. Questo lo portò a perdere il suo lavoro e tutte le persone che amava.

Passarono gli anni, ma la sua situazione non migliorò. Questo lo portò alla conclusione che avrebbe dovuto smettere, per riprendere in mano la sua vita.

Nonostante ciò, passavano i giorni ma la situazione non cambiava.La sua vita è costellata da continui propositi di smettere di bere, puntualmente contraddetti dal “rito” dell’ultimo bicchiere.

Sesto capitolo: La volpe

L’astuto anche laddove procuri danni, passa per individuo intelligente, geniale, acuto. È un eroe del nostro tempo. Abile manipolatore, esperto nell’illudere riguardo alle proprie capacità. Ècapace di analizzare il punto di vista altrui solo per trarne vantaggio. Sono innumerevoli i danni che l’astuzia provoca tra gli uomini, ma l’astuto nonostante ciò non perde il suo senso di superiorità.

È proprio così che viene visto dai suoi amici, Giuseppe, definito astuto come una volpe. Pronto a scavalcare tutti solo per raggiungere i propri obiettivi, nonostante sappia che sia la cosa più sbagliata.

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