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Una storia di Tyr93

Life Is Strange II

Fan Fiction  (Episodio 1 - Duro Inizio a San Francisco )

Pubblicato il 13 febbraio 2016 in Fantascienza

Tags: FanFiction

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Il sacrificio di Arcadia Bay...

Continua...

Fu il viaggio più lungo della loro vita, quello che le divideva da San Francisco. Ne avevano passate tante fino a quel momento, ma sia Chloe che Max stettero zitte per buona parte del viaggio, in un limbo tra liberazione e desolazione.

Max rivolse lo sguardo verso Choe, la osservava in continuazione, chiedendosi se fosse stato giusto affibbiarle il peso di essere salva a discapito di sua madre.

Chloe aveva gli occhi fissi sulla strada, gonfi di lacrime e la mano che stringeva forte quella dell’amica, cercava di scaricare tutta la tensione. Si sentì svenire, fu costretta ad accostare.

«Come ti senti?» Chiese Max, accorgendosi della stupidità della domanda.

«Mi mancherà molto mia madre. Perché l’hai fatto, Max? Perché hai scelto me? Perché non Warren? Perché non David? Io non ho nulla di speciale! Tutto questo non sarebbe dovuto accadere…»

Max scoppiò in lacrime. Pianse in silenzio, le urla implosero nella gola.

Chloe si rese conto immediatamente di essere stata troppo aggressiva, scese dalla macchina e invitò anche Max con un gesto della mano, poi le diede un tenero abbraccio.

Max e Chloe
Max e Chloe

La situazione era dura, e lo sapevano, avrebbero dovuto convivere con il peso di milioni di vite sacrificate. Ogni sera, prima di addormentarsi, le immagini della madre di Chloe, di Warren e di David sarebbero state persistenti nel turbare le loro notti. Ma loro lo sapevano, Max aveva fatto i conti con tutto questo prima di strappare quella foto. Era stata una decisione cruciale, ma lei era perfettamente consapevole che non avrebbe più potuto tirare indietro nessuna lancetta.

«Vuoi dei Pancake?» Chiese Chloe, sperando di strappare un sorriso all’amica. «A cento metri da qui c’è un bar dove potremo trovarli» insistette, cercando di dimostrarsi più energica e motivata. Max era davvero abbattuta per la serie di eventi che dovettero affrontare, ma in nome della loro amicizia si armò di coraggio e si sforzò di sorridere. Salirono in macchina all'unisono.

«Tua madre era una campionessa nel farli, nessun’altra donna li saprebbe fare meglio di lei.» Disse Max, con un lieve groppo alla gola.

«Non temere amica mia, so che riusciremo a rifarci una vita. Non ti dovrai mai colpevolizzare per quello che è successo. Sei stata messa davanti a dei bivi con un peso tale da far crollare chiunque. Io stessa non ce l’avrei mai fatta» protese una mano per accarezzarle il viso.

Max gliela prese e disse: «non so come avrei fatto senza di te. Se solo… avessi potuto rinunciare alla mia vita per salvare la tua e quella di Arcadia Bay…»

Chloe concluse con irruenza: «…allora sarei morta anch’io. Non avrei saputo vivere senza di te…».

Le due si strinsero forte l’una all’altra.

Una volta arrivate a destinazione parcheggiarono il furgone accostandolo vicino al bar. Chloe si avvicinò al bancone con l’immenso desiderio di vedere sua madre alla caffetteria. Ci sperava con tutta se stessa, benché sapesse che sarebbe stato impossibile.

«Un pancake, per favore.»

«Desidera altro, signorina?»

«Ehm.. Un caffè… lungo.»

«Glielo faccio subito.»

Chloe fece per andarsene…

«Aspetti! Signorina! Noi non portiamo le ordinazioni al tavolo. Attenda qui.»

«Mia madre le portava…» Pensò a voce alta Chloe.

«…Ma io non sono sua madre!>>

«Sì, lo so bene...»

Joyce Price - Mamma di Chloe Price
Joyce Price - Mamma di Chloe Price

Dopo il breve screzio, che Chloe non ebbe nemmeno la forza di affrontare, Max le corse incontro per aiutarla a portare i vassoi.

Max, vedendo l’amica provata e affaticata, la fece appoggiare alle sue spalle e insieme si sedettero al tavolo.

Le due giovani piansero per molti minuti senza riuscire né a bere un sorso di caffè né a dare un morso ai pancake.

Chloe si asciugò le lacrime poi cercò di spostare l’attenzione sulle nuove prospettive di vita: «perché hai scelto San Francisco?»

«Perché è l’unico frammento di vita parallela che è stato in grado di lasciarmi un’emozione positiva.»

«Ma come faremo? Non abbiamo soldi per vivere...»

Max si rattristò, ma immediatamente si fece forza e decise di essere più positiva: «Cercheremo lavoro. In ogni caso, anche ad Arcadia Bay non avremmo avuto più nulla… Questa notte la passeremo in albergo.>>

«Ah sì?! E come faremo senza i soldi per pagare?»

«Hai ancora la pistola?...»

«Ehm… S-sì, ma cosa ci vuoi fare?...»

«Dammela!... Ma lentamente, da sotto il tavolo…»

Chloe fece come le aveva chiesto l’amica.

Max, con uno scatto felino, si diresse verso la barista puntandole la pistola in faccia, e fece segno di aprire il registratore di cassa. La ragazza dall’altra parte del bancone rimase impietrita dalla paura e tentennò.

«Muoviti!» le urlò Max.

Dopo qualche secondo il registratore si aprì e le due scapparono con i soldi.

Chloe tentò di aprire il furgone, ma, presa dalla paura, fece cadere le chiavi per terra vicino alla portiera.

Intanto Max teneva la pistola puntata sulla vittima della rapina per evitare che chiamasse la sicurezza ancor prima che iniziassero la fuga.

Dopo pochissimi minuti, che sembrarono interminabili ore, Chloe riuscì ad accendere il furgone.

«Forza, Max! Andiamo cazzo!»

Salirono entrambe, Chloe, ancor prima che Max chiudesse la porta pigiò sull’acceleratore.

«Max, cazzo! Ma sei fuori di testa?! Cosa facciamo adesso? Le ricercate di San Francisco?!»

«Per caso avevi un’idea migliore?...»

Chloe scosse la testa.

A media distanza poterono sentire le sirene della polizia. Chloe sterzò bruscamente e prese un sentiero, percorsero circa un chilometro seguendo quella strada. Ormai si stava facendo buio e le pattuglie sembravano lontane.

C'era molto verde e intorno era tutto buio, ottimo per mimetizzarsi.

«Ci accamperemo qui,» disse Chloe, «Nel baule ho un sacco a pelo per ciascuno, prendine pure uno.»

«Ok, Chloe, ma poi cosa faremo?...»

Le due si sdraiarono e poi si strinsero mani nelle mani.

«Ci penseremo domani Max…»

«Chloe…»

«Dimmi…»

«Ti voglio bene.»

«Anch’io, Max».

FINE PRIMO EPISODIO...

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