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Una storia di Maricapp

Questa storia è presente nel magazine Racconti brevi e Poesie improvvise

Electra Glide

Non amo il lieto fine

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Pubblicato il 08 maggio 2018 in Thriller/Noir

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Non mi piacciono le storie che finiscono bene, con il classico e scontato "e vissero felici e contenti".

Potrei dare diverse interpretazioni a questa cosa. La prima che mi viene in mente è la mia vita: faticosa ed infelice a causa della quale non voglio vedere, nemmeno scritta, la felicità degli altri. Potrei certo, ma il mio carattere mi spinge sempre avanti, la mia é una ricerca continua, una speranza infinita.

No, non é questo. Allora? Una cattiveria di fondo, senza ragioni psicologicamente valide? Una sorta di malvagità originale? Ma no! Io sono buona, anche se se ne accorgono in pochi.

La vera ragione è che sono una poetessa ed in quanto tale a volte scrivo d'amore e d'amicizia e dunque penso sia un prendersi una vacanza da quel che sono, un divertimento, un esercizio di scrittura diverso. E poi sono una grande fan di thriller e, a volte, di horror.

Dunque ecco qua la mia brevissima storia cattiva:

E' lei.

La segue da due giorni, da quando l'ha vista al centro commerciale.

Non si é accorta di nulla. E come avrebbe potuto?

La sua faccia é cambiata da quando due anni prima ha avuto quello spaventoso incidente.

Correva come un pazzo sulla sua fedele, lei sì, Electra Glide nera: correva incontro a quell'albero che gli avrebbe cambiato drasticamente la vita.

Colpa sua.

Di quella donna e della sua insensibilità. Lo aveva buttato via come si butta un giornale ormai vecchio, letto e spiegazzato, accartocciato per meglio lanciarlo nella spazzatura.

Il rancore in questi anni gli ha riempito la mente ed ora che l'ha ritrovata anche l'anima e gli occhi.

E' lei.

Ancora bella, con quel sorrisetto che lo aveva trascinato giù, fino al nero di quella notte. Non l'ha mai dimenticata; come avrebbe potuto farlo? Non l'ha dimenticata certo quando si é procurato una vecchia Beretta calibro 22.

Le va incontro come si va all'appuntamento della vita, con paura, speranza e con il cuore che esce dal petto.

Le va incontro, le sorride di un sorriso storto, estrae la pistola e spara, spara.

Si gira inforca la nuova Electra e se ne va, in pace.

Si'. Era lei.

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