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Una storia di EdoP

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La Spagna franchista con Hitler

La Spagna franchista entra in guerra al posto dell'Italia fascista

Pubblicato il 21 ottobre 2016

Re Alfonso XIII di Spagna

1930, 17 agosto: in Spagna, dopo la caduta del regime militare di destra di Miguel Primo de Rivera (instaurato nel 1923) a causa della Grande Depressione, le forze politiche repubblicane (Socialisti, Comunisti, Repubblicani e Liberali) stipulano il Patto di San Sebastián, decidendo di deporre la monarchia, compromessa con la precedente dittatura.

1931, 14 aprile: le elezioni municipali sono vinte dai movimenti repubblicani. Re Alfonso XIII di Borbone abdica e parte per l'esilio in Italia: è proclamata la Seconda Repubblica Spagnola (la Prima risale al 1873), è promulgata una Costituzione laica e progressista, il governo passa nelle mani delle sinistre anticlericali ed è eletto suo primo presidente della Repubblica il liberale Niceto Alcalá-Zamora (in realtà il sesto).

1933, 29 ottobre: il figlio del dittatore, José Antonio Primo de Rivera, fonda la Falange Spagnola, organizzazione fascista che propugna un regime tradizionalista e corporativista sul modello mussoliniano.

1933, 19 novembre: nuove elezioni sono vinte dalla destra cattolica di José María Gil-Robles, leader della Confederazione delle Destre Autonome, una coalizione comprendente anche monarchici e nazionalisti. Si dissolve così il sogno della costruzione di uno Stato progressista, lo stesso scienziato ebreo tedesco Albert Einstein rifiuta gli inviti ad insegnare in prestigiose università spagnole, non fidandosi della labilità della democrazia locale.

1934, 5-18 ottobre: scoppia un'insurrezione anarco-comunista nelle Asturie contro il governo conservatore centrale ed è proclamata un'effimera Repubblica Socialista Asturiana. L'esercito, con a capo un certo Francisco Franco Bahamonde, reprime la rivolta nel sangue.

Bandiera della Falange
Francisco Franco

1936, 16 febbraio: le elezioni anticipate vedono la vittoria del Fronte Popolare, coalizione di sinistra formata da social-comunisti e anarchici, che batte il Fronte Nazionale dei conservatori. Il repubblicano di sinistra Manuel Azaña Díaz è eletto presidente della Repubblica. Le destre più fanatiche e nazionaliste si organizzano in gruppi armati per contrastare il nuovo governo.

1936, 12-13 luglio: viene ucciso il deputato monarchico José Calvo Sotelo da parte di militanti di sinistra. Questo evento scatena un'insurrezione: l'Alzamiento, la rivolta militare dell'esercito stanziato nel Marocco spagnolo guidata da generali nazionalisti che hanno base a Burgos e appoggiata dalla destra conservatrice, dai proprietari terrieri e dalla Chiesa, passa all'offensiva per rovesciare il legittimo governo repubblicano. Molteplici personalità sostengono quest'ultimo come gli scrittori britannici George Orwell e Virginia Woolf, i pittori spagnoli Pablo Picasso e Joan Miró, il fotografo ungherese Robert Capa, il poeta cileno Pablo Neruda e l'avventuriero americano Ernest Hemingway.

1936-1939: Guerra Civile Spagnola. A capo del pronunciamento ribelle c'è Francisco Franco, già governatore delle Canarie e comandante della guarnigione marocchina, che diventa ben presto leader dei Nazionalisti. L'Europa si pronuncia per il non intervento, temendo il dilagare della guerra al di là dei confini spagnoli, pattugliando le coste per impedire rifornimenti di armi e munizioni. In realtà sottobanco tutti sostengono una delle parti in causa: la Germania nazista e l'Italia fascista inviano rinforzi ai Nazionalisti mentre l'URSS, la Francia e il Messico foraggiano i Repubblicani. La guerra si rivela ferocissima e disastrosa con atrocità inenarrabili da ambe le parti, tanto che essa verrà considerata la prova generale della Seconda Guerra Mondiale.

1937, 26 aprile: la Legione Condor, inviata da Hitler in Spagna a sostegno dei Falangisti, bombarda a tappeto la cittadina basca di Guernica, colpevole di essersi schierata con i Repubblicani. Il pittore Picasso eternerà questa tragedia, preambolo di tanti bombardamenti a tappeto durante l'imminente guerra, nel suo capolavoro "Guernica".

1939, 28 marzo: i Falangisti prendono Madrid, ha fine la Guerra Civile Spagnola. Il governo repubblicano fugge in esilio in Francia, Francisco Franco restaura nominalmente la monarchia e si autonomina Caudillo del Regno (o anche "Generalissimo"), governando da autocrate. Migliaia di repubblicani lasciano il paese o sono arrestati o fucilati. Il nuovo regime non è propriamente fascista, ma autoritario e tradizionalista e sarà noto come "Terza Restaurazione".

1939, 1° aprile: la Spagna franchista sottoscrive finanziamenti militari ed economici tedeschi per ricostruire la propria industria bellica, questo avvicina ancora di più Berlino a Madrid.

1939, 22 maggio: Joachim von Ribbentrop, Francisco Gómez-Jordana Sousa e Galeazzo Ciano, rispettivamente ministri degli Esteri di Hitler, Franco e Mussolini, firmano a Berlino il Patto d'Acciaio, un'alleanza sia difensiva che offensiva fra i tre Paesi.

1939, 1° settembre: Hitler, che ha già conquistato Austria e Cecoslovacchia, invade anche la Polonia dopo aver stretto un patto di non aggressione con l'URSS di Stalin. Immediatamente Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania: è l'inizio del peggior conflitto di tutti i tempi, la Seconda Guerra Mondiale. L'Italia di Mussolini e la Spagna di Franco per ora dichiarano la loro non belligeranza, nonostante il Patto d'Acciaio stretto con il dittatore tedesco.

1939, 28 dicembre: Papa Pio XII si reca in visita al Quirinale dal re d'Italia Vittorio Emanuele III, e gli chiede di premere sul Duce affinché mantenga la neutralità italiana, ma il Re risponde che il comandante delle forze armate è Mussolini e la scelta spetta a lui. Allora il sostituto segretario di Stato Vaticano Giovanni Battista Montini prende contatti con la principessa del Piemonte Maria José che notoriamente non nutre grandi simpatie per i Fascisti, ed anzi è in contatto con molti intellettuali invisi al regime.

1940, 31 gennaio: i principi ereditari Maria José e Umberto di Savoia incontrano Italo Balbo a Tripoli: nel colloquio si parla di come evitare il coinvolgimento dell'Italia nel conflitto, che Balbo giudica disastroso, in quanto le colonie nel Corno d'Africa andrebbero immediatamente perdute, vista l'impossibilità di rifornirle, dato che gli inglesi controllano Gibilterra e Suez. Così Maria José propone di formare una "fronda" interna al regime di gerarchi non filonazisti, con i quali concertare un piano dì azione.

1940, 26 febbraio: definita "l'unico vero uomo di Casa Savoia", la principessa Maria José prende contatti con Galeazzo Ciano e con gli ambasciatori italiani in Germania e Gran Bretagna, Bernardo Attolico e Dino Grandi. Si convincono ad agire per evitare che Mussolini scenda in guerra accanto al dittatore tedesco. Pare che questa decisione sia stata presa soprattutto per le pressioni dell'ambasciatore statunitense in Italia William Philips.

1940, 15 marzo: Ciano e Attolico incontrano Mussolini e gli propongono addirittura di denunciare il Patto d'Acciaio, dato che "Hitler tratta gli Italiani come servi e non come alleati". Il Duce afferma che non esiste potenza militare in grado di contrastare i Tedeschi e che quindi conviene onorare i trattati e scendere in guerra al loro fianco. Poco dopo Attolico è sostituito da Dino Alfieri, più filonazista. Ciano, invece, si convince della necessità di silurare Mussolini per evitare la guerra, con lui concordano i principi di Piemonte, Balbo e lo stesso Attolico, che però aggiunge sia necessario un più ampio cambio al vertice.

1940, 20 maggio: il Duce, vista la travolgente avanzata tedesca in Europa, allerta le forze armate in vista di un'imminente dichiarazione di guerra. Ciano e Balbo chiedono insistentemente per questo una riunione del Gran Consiglio del Fascismo e Mussolini accetta, credendo ratificherà semplicemente i suoi ordini.

1940, 24 maggio: Grandi propone all'ordine del giorno del Gran Consiglio la restituzione del ruolo di capo delle forze armate al re d'Italia. Molti dei presenti sono concordi con Grandi e l'ordine del giorno passa, Mussolini grida al complotto per destituirlo. Dopo la seduta alcuni carabinieri fedeli prendono in custodia il Duce al fine di proteggerlo da qualche iniziativa frondista.

1940, 25-26 maggio: Maria José e Umberto si presentano da Vittorio Emanuele III chiedendogli di firmare l'abdicazione, dato che il monarca non sembra intenzionato ad impedire un ingresso nel conflitto al fianco nazista. Il Re ovviamente rifiuta indignato e chiama il maresciallo Pietro Badoglio, ma anche questi caldeggia la neutralità e quindi una sua possibile abdicazione se intende seguire Mussolini, così Vittorio Emanuele III per mantenere il trono accetta il nuovo corso. Poco dopo una sollevazione armata di Camicie Nere guidata da Alessandro Pavolini, leader dell'ala filonazista del regime, viene stroncata dal Regio Esercito guidato dallo stesso Badoglio, che occupa tutta la capitale. Alla fine Italo Balbo assume la carica di Duce d'Italia e presenta al Re la lista dei nuovi ministri e annuncia i fatti compiuti via radio a tutta la nazione. Mussolini, intanto, è trasferito sull'isola di Ventotene, il luogo dove ha mandato al confino tanti antifascisti.

1940, 31 maggio: il Duce Balbo fa fortificare il Vallo Littorio, per prevenire un ipotetico attacco tedesco, ma Hitler non pensa alla possibilità d'invadere l'Italia perché povera di materie prime e non ora che la Spagna sembra essergli più fedele; inoltre è occupato dalla battaglia di Francia.

1940, 10 giugno: Franco decide di rompere gli indugi e di scendere in guerra contro Francia e Regno Unito, allo scopo di "punire" Parigi per l'appoggio dato sottobanco ai Repubblicani e per ricostruire una Spagna imperiale coi bottini di guerra, ora che Hitler sembra vicino alla vittoria. Subito le divisioni spagnole varcano i Pirenei ed avanzano nel Rossiglione e in Aquitania puntando a Perpignano e Bayonne; la stampa francese parla di "pugnalata alle spalle".

1940, 14-20 giugno: Gibilterra resiste eroicamente all'assedio spagnolo e alla fine è costretta a capitolare, è il primo successo dell'Ejército de Tierra. Le truppe coloniali spagnole sferrano attacchi in Marocco dal Marocco spagnolo, da Sidi Ifni e occupano Tangeri, che è un porto franco.

1940, 16-22 giugno: mentre la Francia cade e firma la resa, il suo esercito è riuscito a respingere le offensive spagnole da sud, che hanno guadagnato solo pochi km di terreno. La Spagna ottiene l'annessione di Gibilterra, Tangeri, parte del Rossiglione con Perpignano e Bayonne, ottenendo pure Lourdes, luogo sacro cattolico, tra le proteste locali. L'occupazione di Tolosa rimane solo un sogno.

1940, 3 luglio: dato che Marocco e Algeria sono controllati dal governo collaborazionista di Vichy, Franco concentra le sue truppe nel Rio de Oro, attaccando la Mauritania schieratasi con la Francia libera di Charles De Gaulle in esilio a Londra.

1940, 12 luglio: si diffonde la notizia della morte di Mussolini. Secondo la propaganda ufficiale si è trattato di un attacco di colite ulcerosa, malattia di cui l'ex Duce soffriva; ma in realtà Mussolini è morto durante un tentativo da parte delle SS tedesche di liberarlo in gran segreto dal rifugio di Campo Imperatore, sul Gran Sasso, nel quale è tenuto prigioniero, schiantandosi poi in aereo su una montagna. All'ex Duce vengono tributati solenni funerali di Stato, ma è tumulato a Predappio e non a Roma.

1940, 28 agosto: l'Africa Equatoriale Francese passa nelle mani di De Gaulle, che pone il suo quartier generale a Brazzaville. Subito le truppe coloniali francesi assediano la Guinea Spagnola (il Río Muni), ben presto aiutate da contingenti britannici.

1940, 24 settembre: la Guinea Spagnola è conquistata dai Franco-britannici.

1940, 27 settembre: la Germania nazista, la Spagna franchista e l'Impero Giapponese firmano il Patto Tripartito.

1940, 27 ottobre: Franco decide di continuare una "guerra parallela" di conquista e, senza consultare l'alleato tedesco, presenta un ultimatum al Portogallo, intimandogli di consentire alle forze spagnole di occupare i principali porti del paese in funzione antibritannica. Il dittatore portoghese António de Oliveira Salazar, che pure ha aiutato Franco durante la Guerra Civile, respinge l'ultimatum dichiarando che il suo paese resisterà con tutte le forze. Di conseguenza Franco fa invadere il Portogallo.

1940, 4 novembre: dopo una prima fase favorevole agli Spagnoli, l'esercito portoghese passa al contrattacco e respinge gli invasori, costringendoli alla ritirata.

1940, 11 novembre: la Royal Navy britannica lancia il primo attacco dal cielo dalle sue portaerei, distruggendo la flotta spagnola ancorata a Valencia.

1940, 27 novembre: la Royal Navy e l'Armada Española (la marina militare) si scontrano nella battaglia di Capo Finisterre.

1940, 9 dicembre: le forze britanniche e della Francia libera, comandate dal generale Archibald Percival Wavell, sfondano le difese spagnole nel Rio de Oro.

1941, 23 gennaio: i Franco-britannici conquistano Villa Cisneros.

1941, 1° febbraio: i Franco-britannici raggiungono Boujdour. Resistono poi solo El Aaiún e Villa Bens, mentre Sidi Ifni resiste agli sbarchi alleati.

1941, 17 febbraio: a sostegno degli Spagnoli arriva nel Rio de Oro il generale tedesco Erwin Rommel a capo delle due divisioni dell'Afrikakorps. Intanto i Britannici foraggiano ampiamente l'esercito portoghese.

1941, 25 febbraio: Hitler e Balbo s'incontrano a Bressanone. Il Führer torna a chiedere con toni accesi l'intervento dell'Italia in guerra, per soccorrere gli Spagnoli in Portogallo e in vista dell'imminente attacco all'URSS. A sorpresa Balbo, che è un politico navigato, si dice disponibile, ma avanza richieste che al dittatore tedesco appaiono eccessive: forniture di cibo, equipaggiamento militare, la Corsica, la Savoia, Nizza, l'Africa Settentrionale Francese. E così, non viene raggiunto alcun accordo: il Duce italiano si limita ad offrire l'utilizzo di alcuni basi marittime alle navi tedesche. Molto probabilmente Balbo ha avanzato apposta richieste che sapeva Hitler avrebbe respinto, per rimanere fuori della guerra.

1941, 28 febbraio: muore Alfonso XIII in esilio a Roma. Il figlio, il conte di Barcellona, Giovanni di Borbone cerca di tornare in madrepatria per arruolarsi nell'esercito ma, di idee troppo liberali, è respinto per ordine del Caudillo.

1941, 7 marzo: sbarcano corpi di spedizione britannici in Portogallo.

1941, 18 marzo: la campagna spagnola in Portogallo si trasforma letteralmente in una rotta: le truppe portoghesi penetrano in territorio spagnolo e conquistano porzioni di confine. L'ambasciatore spagnolo in Germania, Ramón Serrano Súñer, è costretto a chiedere l'aiuto tedesco.

1941, 24 marzo: contrattacco ispano-tedesco guidato da Rommel, che riconquista Boujdour e punta verso Villa Cisneros.

1941, 29 marzo: battaglia di La Coruña tra la Royal Navy e l'Armada Española, che perde delle navi.

1941, 1° aprile: ulteriori rinforzi navali tedeschi alla Spagna capovolgono rapidamente la situazione sul fronte lusitano: Lisbona è conquistata, il governo di Salazar fugge a Madeira sotto protezione britannica. Il Regno di Spagna annette il Portogallo, coronando il sogno di riunire la penisola iberica. Intanto le truppe dell'Asse, guidate da Rommel, riconquistano quasi tutto il Rio de Oro.

1941, 6 aprile: mentre i Tedeschi sono impegnati in Jugoslavia e Grecia, che hanno dovuto occupare per impedire divenissero basi alleate, l'Italia decide di ammassare le sue truppe ai confini jugoslavo e austriaco, dato che ormai è accerchiata dalle forze di occupazione naziste.

1941, 14 aprile: le forze di Rommel riconquistano Villa Cisneros e si dirigono verso Port-Étienne.

1941, 21 giugno: inizia l'invasione tedesca dell'URSS (Operazione Barbarossa). Le truppe spagnole, tra cui la División Azul (Divisione Blu, dal nome del colore del partito della Falange), si uniscono a Hitler in quella che sembra una marcia trionfale in territorio russo.

1941, 13 luglio: a Porto, in Portogallo, avviene la prima rivolta popolare europea contro l'occupazione nazifranchista, repressa nel sangue.

1941, 1° agosto: il generale Rodolfo Graziani tenta un contro-colpo di Stato contro Italo Balbo, ma è sconfitto e ucciso.

1941, 20 novembre - 1942, 28 ottobre: Esposizione Universale di Roma. Anche nota come EUR e voluta precedentemente da Mussolini, l'esposizione è un'ostentazione di potenza dell'Italia fascista come erede della Roma augustea, della sua nuova architettura razionalista e monumentale. Uno dei più grandi progetti in tal senso però, la Mole Littoria, rimane sulla carta.

1941, 7 dicembre: dopo l'attacco giapponese alle Hawaii, gli USA scendono in guerra e Germania e Spagna dichiarano loro guerra.

1942, 15 febbraio: l'esercito ispano-tedesco inizia la seconda offensiva in Mauritania, verso il Senegal, che si è schierato con la Francia libera.

1942, 21 giugno: massima avanzata dell'Asse in Africa occidentale, con l'occupazione di Nouakchott. Franco canta vittoria e spera di entrare trionfalmente a Dakar, progettando un'"Africa Occidentale Spagnola", ma i suoi desideri sono delusi: truppe coloniali alleate giungono in sostegno dei Franco-britannici e Rommel è costretto ad arrestare la sua avanzata.

1942, 1°-31 luglio: le forze ispano-tedesche si scontrano con quelle Alleate presso Nouakchott. Nonostante le speranze franchiste, l'Asse non riesce a sfondare le linee nemiche ed è ricacciata nel Rio de Oro.

1942, 23 settembre: battaglia di Port-Étienne. Rommel, sconfitto, ordina il ripiegamento delle truppe superstiti.

1942, 8-16 novembre: Operazione Torch. Le truppe statunitensi sbarcano in Senegal e in Marocco, conquistando pure le isole Canarie. Come conseguenza la Francia di Vichy è invasa dalla Wehrmacht.

1942, 20 novembre: battaglia di El Aaiún. Da sud e da nord i Franco-anglo-americani premono contro il Rio de Oro, che si trova isolato, senza più rifornimenti ed è interamente occupato dall'imponente contrattacco alleato. Ai Britannici si è unito il generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque.

1942, 26 novembre: esce il celeberrimo film 'Casablanca', uno dei più bei film di tutti i tempi, diretto da Michael Curtiz. Questa in sintesi la trama: durante la Seconda Guerra Mondiale l'espatriato americano Rick Blaine (interpretato da Humphrey Bogart) gestisce un locale a Casablanca, nel Marocco governato da Vichy. Anche se in passato ha contrabbandato armi in favore degli Etiopi durante l'invasione italiana e partecipato a fianco dei Repubblicani nella Guerra Civile Spagnola, egli è ormai un uomo cinico e indifferente alle tragedie mondiali. Il criminale spagnolo Guillermo Ugarte (l'attore Peter Lorre) arriva nel locale di Rick con due lettere di transito rubate, le quali consentirebbero di muoversi liberamente nell'Europa occupata dai Tedeschi; Ugarte prevede di vendere le lettere a un prezzo molto alto al miglior offerente. Tuttavia, prima di riuscire a venderle, Ugarte è arrestato dai poliziotti del capitano Louis Renault (l'attore Claude Rains) che vuole fare colpo sui superiori con la propria efficienza, ma a sua insaputa prima di essere arrestato Ugarte ha affidato i documenti a Rick.

Il giorno dopo giunge a Casablanca Ilsa Lund (una profuga norvegese interpretata da Ingrid Bergman, con cui Rick ha avuto una storia d'amore a Parigi nei giorni dell'occupazione hitleriana) col marito Victor Laszlo (Paul Henreid), uno dei leader della Resistenza cecoslovacca, internato in un campo di concentramento e ricercato pure in Spagna e in Italia perché antifascista. Laszlo e Ilsa hanno bisogno delle lettere di transito per fuggire da Dakar in America e proseguire la loro lotta al nazismo, ma Rick non vuole consegnargliele, perché l'americano vorrebbe trattenere la donna con sé a Casablanca. Il suo comportamento cambia quando Laszlo insiste con lui perché Ilsa e Rick partano insieme: il partigiano è disposto a perdere la propria donna, pur di saperla al sicuro all'estero. Colpito dal sacrificio di Laszlo, Rick decide di tentare il doppio gioco: promette al capitano Renault di consegnargli Laszlo quando gli darà le lettere nel proprio locale. In realtà Blaine, al momento della consegna, punta la pistola contro Renault e lo costringe ad accompagnare lui, Laszlo e Ilsa all'aeroporto, dopo aver fatto una telefonata per garantirsi libero passaggio. Il capitano finge di telefonare all'aeroporto, avvisando invece il maggiore Strasser, della Gestapo, che è in Marocco sulle tracce di Laszlo. Questi si precipita all'aeroporto per bloccare i fuggitivi, ma viene ucciso da Rick. Dopo una memorabile scena di addio tra la Bergman e Bogart, l'aereo di Ilsa e Laszlo parte indisturbato verso il Senegal, e all'arrivo dei gendarmi Renault, stanco della propria collaborazione con i nazisti, copre Rick, salvandogli la vita. Decidono poi di partire insieme verso Brazzaville, il quartier generale della Francia libera.

Ingrid Bergman in un fotogramma del film

1943, 14 gennaio: Conferenza di Casablanca. Il presidente USA Franklyn Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill decidono l'apertura del fronte europeo contro Hitler a partire dalla penisola iberica, "il ventre molle dell'Asse", per favorire la caduta del franchismo.

1943, 23 gennaio: gli Alleati dopo aver liberato il Rio de Oro, conquistano Sidi Ifni e proseguono verso nord, raggiungendo il Marocco spagnolo. Quasi tutti i soldati spagnoli e dell'Afrikakorps sono fatti prigionieri.

1943, 1° marzo: un'ondata di scioperi investe la Spagna, sotto la direzione di militanti antifranchisti reduci della Guerra Civile che si riorganizzano, mentre ex combattenti repubblicani, comunisti e anarchici rientrano clandestinamente dalla Francia , dov'è attiva la Resistenza, o escono allo scoperto: la crisi economica dovuta alla guerra che si trascina praticamente dal 1936 ha messo in crisi il sistema produttivo nazionale. Il regime reprime le proteste nel sangue.

1943, 15 marzo: il Marocco spagnolo si arrende al generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque, che conquista Tangeri, Ceuta e Melilla.

1943, 12 maggio: scatta l'Operazione Corkscrew: le forze anglo-americane conquistano l'isola di Minorca, nelle Baleari. Inizia la liberazione del continente europeo.

1943, 8 luglio: la Settima Armata Americana, comandata dal generale George Smith Patton, sbarca a Palma de Maiorca.

1943, 10 luglio: l'Ottava Armata Britannica, comandata dal generale Bernard Montgomery, sbarca ad Algeciras, mettendo piede per la prima volta sul territorio metropolitano spagnolo.

1943, 19 luglio: Madrid viene bombardata dagli Alleati per la prima volta.

1943, 25 luglio: golpe militare promosso da José Enrique Varela e Gonzalo Queipo de Llano, generali dell'esercito, contro Franco, accusato di incapacità nella gestione della guerra. Il Caudillo è arrestato e rinchiuso nella piazzaforte di Jaca, sui Pirenei. Varela, che è sempre stato contrario all'ingresso della Spagna nel conflitto, rassicura Hitler circa la continuazione della guerra al suo fianco, ma comincia a prendere segretamente accordi con gli Alleati in vista di una pace separata. Scettico circa le rassicurazioni spagnole, Hitler sposta truppe verso la penisola iberica.

1943, 17 agosto: la Settima Armata Americana raggiunge Cadice, Malaga e Siviglia, avanzando verso il cuore dell'Andalusia. La popolazione accoglie gli Alleati come liberatori.

1943, 3 settembre: il governo Varela firma segretamente con gli Alleati l'armistizio di Huelva. Gli accordi prevedono che esso resti segreto finché gli Anglo-americani non saranno in grado di occupare tutti i porti del paese.

1943, 8 settembre: gli Alleati annunciano l'armistizio con la Spagna. I nazisti reagiscono malissimo alla pace separata, Varela e i generali golpisti fuggono da Madrid e riparano a Siviglia, sotto protezione alleata; l'esercito spagnolo, privo di ordini, sbanda e il paese piomba nell'anarchia. L'Armada Española si consegna agli Alleati a Maiorca. Il generale tedesco Albert Kesselring occupa immediatamente Madrid e si proclama governatore militare della capitale. Il socialista Francisco Largo Caballero, detto il "Lenin spagnolo", e il repubblicano Juan Negrín rientrano dall'esilio e organizzano il Comité de Liberación Nacional (CLN, Comitato di Liberazione Nazionale) allo scopo di scacciare gli occupanti nazisti e per questo decidono temporaneamente di collaborare col governo militare Varela. Ha inizio ufficialmente la Resistenza partigiana in Spagna, molti reduci spagnoli si uniscono ai connazionali partigiani e a quelli portoghesi.

Bandiera del CLN

1943, 12 settembre: Operazione Quercia. Un commando di paracadutisti tedeschi libera Francisco Franco, detenuto sui Pirenei, lo porta prima nella Francia di Vichy e poi a Berlino.

1943, 23 settembre: Hitler impone a Francisco Franco di tornare in Spagna e di mettersi a capo di un governo fantoccio e collaborazionista, in contrapposizione a quello di Varela. Siccome quest'ultimo si è insediato a Siviglia sotto protezione alleata e Madrid è occupata dai nazisti, Franco pone la sede del suo governo a Ferrol, sua città natale, posta in uno dei fiordi della Galizia. Anche se il suo nome ufficiale è 'Regno Nazionale di Spagna', tutti lo ricorderanno come il Regno di Ferrol, che è la continuazione del regime franchista. Stavolta il Caudillo invita Giacomo Enrico di Borbone a cingerne la corona, ma questi rifiuta.

Bandiera della Spagna franchista e del Regno di Ferrol
L'iniziale Resistenza partigiana dopo l'armistizio

1943, 13 ottobre: il governo Varela è riconosciuto dagli Alleati, ed in cambio dichiara guerra alla Germania nazista, ottenendo lo status di "cobelligerante" a fianco degli Alleati.

1943, 16 ottobre: Kesselring ordina la deportazione degli Ebrei iberici, cui Franco si era sempre opposto, non avendo mai promulgato leggi antisemite.

1943, 2 novembre: le truppe alleate in Spagna raggiungono Cartagena, mentre nel sud del Portogallo liberano Faro.

1943, 24 dicembre: Balbo abroga ufficialmente le leggi razziali in Italia, ormai puramente formali. Molti ebrei europei si rifugeranno proprio nello Stivale.

1944, 3 gennaio: arriva dall'Africa settentrionale un corpo di spedizione francese agli ordini del generale Alphonse Juin.

1944, 17 gennaio: le forze britanniche raggiungono Valencia, ma non riescono a superare la Sierra Morena perché i Tedeschi hanno fortificato la Linea Gustav che passa su di essa a difesa della capitale. Le forze naziste faticano a controllare il troppo vasto territorio iberico.

1944, 22 gennaio: gli Alleati lanciano l'Operazione Shingle, uno sbarco a Tarragona che però è respinto dai Tedeschi.

1944, 15 febbraio: credendo erroneamente che vi si nascondano armi e truppe naziste, dopo aver avvisato la popolazione mediante volantinaggio dagli aerei, gli Americani radono al suolo l'Alcazaba, l'antica fortezza che domina la città di Badajoz, di cui è il simbolo.

1944, 12 marzo: si costituisce ufficialmente il Comitê de Libertação Nacional portoghese. Lealisti di Salazar, partigiani comunisti, socialisti e cattolici si uniscono provvisoriamente per fronteggiare l'occupante nazista.

1944, 24 marzo: a Madrid 33 soldati tedeschi sono uccisi in un attentato in Calle de Juanelo. Come rappresaglia Kesserling ordina di eliminare dieci spagnoli per ogni tedesco ucciso. Per errore ne vengono uccisi cinque in più; alla fine vengono trucidati in 335.

1944, 27 marzo: svolta di Cadice. Dolores Ibárruri detta "la Pasionaria", segretaria del Partito Comunista, propone alle forze antifranchiste più intransigenti di cooperare con il governo Varela, dando vita ad un esecutivo di unità nazionale allo scopo di fronteggiare l'occupazione tedesca; lo status istituzionale della Spagna sarà deciso dopo la Liberazione.

1944, 10 aprile: le truppe tedesche edificano la Linea Carlomagno, che intende proteggere Galizia, Castiglia del Nord, Asturie, Paesi Baschi, Navarra, Catalogna del Nord e Pirenei dall'assalto angloamericano. Questa è l'ultima trincea dei nazifranchisti in Spagna.

1944, 18 maggio: battaglia di Albacete. I Tedeschi evacuano le proprie posizioni e arretrano verso Madrid.

1944, 4 giugno: Madrid viene liberata dagli Alleati. L'avvenimento sarà ritratto in un celebre dipinto di Picasso.

Liberazione della Spagna

1944, 12 giugno: anche Lisbona è liberata.

1944, 3 luglio: le truppe americane entrano a Valladolid.

1944, 12 agosto: le truppe angloamericane liberano Barcellona.

1944, 25 agosto: Porto e Braga cadono in mani alleate, tutto il Portogallo è liberato. Nelle aree sgomberate dai nazifranchisti inizia una violenta guerra civile tra i comunisti e i partigiani di Salazar.

1944, 28 agosto: il "Manifesto separatista" chiede agli Alleati di riconoscere la Catalogna come Stato sovrano indipendente dalla Spagna.

1944, 31 agosto: battaglia di Saragozza. Il secondo maggior scontro terrestre in Europa dopo la battaglia di Stalingrado. Le forze alleate riescono a sfondare la Linea Carlomagno ma sono fermate presso Barbastro dalle forze franchiste.

1944, 29 settembre: i Tedeschi in ritirata compiono una strage ad Andorra.

1944, 19 ottobre: strage del pane. Soldati di Varela sparano sulla folla a Jérez de la Frontera.

1944, 19-28 ottobre: dei partigiani e guerriglieri attraversano la frontiera franco-spagnola per insediare un governo repubblicano provvisorio nel nord della Catalogna, sperando che l'azione sia il prologo di una sollevazione popolare nel Regno di Ferrol e spinga gli Alleati ad accelerare la liberazione, ma questa non arriva e i reparti ribelli vengono travolti dai nazifranchisti, giustiziati, arrestati o rispediti in Francia.

1945, 6 gennaio: le forze comuniste evacuano Lisbona dopo aspri scontri coi Britannici.

1945, 4 febbraio: colloqui segreti tra gli Alleati e il comandante SS a Ferrol, Karl Wolff, che all'insaputa di Hitler offre la resa sulla base di reciproche garanzie.

1945, 24 aprile: finalmente gli Alleati sfondano la Linea Carlomagno e raggiungono il golfo di Biscaglia. Il Comité de Liberación Nacional proclama l'insurrezione generale nel Regno Fantoccio di Ferrol.

1945, 25 aprile: fine della guerra in Spagna con la completa liberazione del paese. A Madrid si riuniscono per la prima volta dopo anni le Cortes presiedute dal governo provvisorio di tutti i partiti antifranchisti succeduto a Varela.

1945, 28 aprile: il vescovo di Mondoñedo-Ferrol, monsignor Fernando Quiroga y Palacios, tenta di salvare la vita a Francisco Franco, invitandolo nel vescovado affinché tratti la resa con i capi delle milizie partigiane. Siccome però questi ultimi insistono per farlo processare da un tribunale di guerra spagnolo, anziché da una corte di giustizia internazionale, Franco se ne va sbattendo la porta e si aggrega, travestito da tedesco, a un convoglio nazista in ritirata. A Langreo però è riconosciuto dai partigiani, arrestato e passato per le armi. Il suo corpo e quelli di quindici suoi gerarchi vengono trasportati a Burgos, già base della giunta nazionalista, e appesi a testa in giù in Plaza Mayor, dove i nazifranchisti avevano giustiziato quindici partigiani.

1945, 1° maggio: per la prima volta dopo anni la festa del Lavoro può essere celebrata liberamente in tutta la Spagna. Dietro iniziativa degli Alleati, il primo ministro ad interim Francisco Largo Caballero incontra l'arcivescovo di Madrid monsignor Leopoldo Eijo y Garay, e gli chiede scusa per le persecuzioni subite dalla Chiesa cattolica durante la Guerra Civile; a sua volta Monsignor Eijo y Garay chiede scusa perché la Chiesa ha appoggiato incondizionatamente il franchismo. Ciò apre la strada alla riconciliazione nazionale.

1945, 21 giugno: l'erede al trono Giovanni di Borbone con la principessa Maria Mercedes delle Due Sicilie rientrano in Spagna, ma né gli Alleati né il governo del CLN riconoscono loro alcun diritto, nonostante la monarchia sia ancora formalmente in piedi.

1945, 15 agosto: finisce la Seconda Guerra Mondiale anche nel Pacifico con la capitolazione giapponese.

1945, 1° settembre: dopo la sconfitta della guerriglia comunista (anche per le decisioni della Conferenza di Potsdam che riconoscono la penisola iberica nel blocco occidentale), l'ex sacerdote cattolico João Lopes Soares si accorda con le forze politiche antifasciste vincendo le pretese salazariste, smantella l'Estado Novo e restaura la Repubblica democratica, la cui Costituzione è d'impronta socialista ma il governo è alleato di USA e Regno Unito.

1946, 16 marzo: Caballero decreta, con l'appoggio del Parlamento, che la forma istituzionale dello Stato spagnolo sia decisa mediante referendum popolare. I Borbone sono accusati di aver sostenuto la soppressione della democrazia col regime di Rivera, l'insurrezione nazionalista e in un primo momento il regime di Franco, con tutto quello che ne ha comportato.

1946, 2 giugno: Referendum Istituzionale ed elezioni generali in Spagna. Dopo anni di dittatura e guerra, gli Spagnoli sono chiamati a votare per scegliere se mantenere la monarchia non più vacante con il pretendente Giovanni o restaurare la Repubblica. Contro la prima si schierano tutti i partiti politici antifranchisti, eccetto i Carlisti, qualche gruppo monarchico, la Chiesa e qualche liberale. La monarchia ottiene solo il 42% dei voti e la famiglia reale, recalcitrante, è costretta a prendere di nuovo la via dell'esilio.

Le elezioni sono vinte da un'inedita coalizione di Socialisti, Repubblicani e Liberali di sinistra, Santiago Casares Quiroga è nominato capo del governo e Caballero è eletto primo presidente della Terza Repubblica Spagnola. La cittadina di Castrillo Matajudíos ("ammazza-ebrei") e la valle de Matamoros ("ammazza-mori") sono ribattezzate in Castrillo Mota de Judíos e valle de Motas de Moros; Ciudad Real diventa Ciudad Española, il Real Madrid diventa Madrid FC.

La nuova Spagna è vicina agli Alleati occidentali, estromette i Comunisti filo-sovietici dal governo, ormai abbandonati da Stalin, e si dota di un sistema federale per garantire forti autonomie alle storiche regioni secessioniste come Galizia, Paesi Baschi e Catalogna che si dotano di parlamenti propri. Nasce il Partito Popolare, il nuovo polo di centrodestra e democristiano, dove confluiscono parte dei monarchici spagnoli.

Il tricolore della Seconda e Terza Repubblica Spagnola

1946, 29 luglio - 11 ottobre: Conferenza di Pace di Parigi. La Spagna è costretta a cedere rettifiche di confine alla Francia, Badajoz e altre piccole città di confine al Portogallo e perde tutte le sue colonie: il Marocco spagnolo va alla Francia, il Rio de Oro è sottoposto ad amministrazione congiunta anglo-americana (gli USA sono favorevoli a restituirlo a Madrid, ma l'URSS si oppone), l'ex Guinea Spagnola diventa protettorato francese, le Canarie sono occupate militarmente dal Regno Unito, che però le restituirà a Madrid nel 1954. Rimane insoluta la questione di Gibilterra, che ritorna territorio d'oltremare britannico.

1947, 4 marzo: ultima esecuzione capitale in Spagna prima della totale abolizione della pena di morte.

1947, 28 dicembre: muore il re d'Italia Vittorio Emanuele III, gli succede il figlio Umberto II con grandi timori tra i gerarchi di Balbo, essendo il nuovo re ostile al regime.

1948, 14 luglio: Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista Italiano in esilio, è assassinato a Madrid, dove si trova per un incontro dell'Internazionale Comunista, dal giovane monarchico Antonio Pallante. Arrestato, questi dichiara di aver agito di sua iniziativa, ma è evidente che la sua mano è stata armata dal regime fascista. Nuovo segretario del PCI in esilio diventa Umberto Terracini.

1949, 4 aprile: mentre il Portogallo entra nella NATO, la Spagna per il momento rifiuta di aderire. L'Italia fascista riconferma il suo isolamento dai due blocchi.

1949, 28 settembre: Papa Pio XII scomunica gli aderenti al Partito Comunista. Le gerarchie ecclesiastiche troppo spesso connivono col regime fascista. Questi inizia a scontrarsi con le aspirazioni democratiche e riformistiche dalla nuova coppia reale Umberto II e Maria José, ferventi antifascisti, tanto che la seconda rifiuta di partecipare nel 1950 al ventottesimo anniversario della Marcia su Roma. Su pressione internazionale, il regime anche se isolazionista è costretto ad amnistiare certi esiliati e detenuti politici.

1950, 9 dicembre: esce uno dei più celebri film neorealisti spagnoli "Los olvidados" (I figli della violenza), del grande regista Luis Buñuel.

1951, 29-31 gennaio: si svolge a Sanremo il primo Festival della Canzone Italiana, voluto dal regime per risollevare il morale degli Italiani, un popolo ancora perlopiù di contadini, dato che il piano d'industrializzazione di Balbo non attecchisce.

1951, 18 aprile: il primo ministro francese Robert Schumann, il cancelliere tedesco Konrad Adenauer e il primo ministro spagnolo Tomás Centeno Sierra si incontrano a Parigi e decidono la fondazione della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), primo abbozzo della futura unità economica e politica del continente europeo. Al progetto aderiscono Germania Ovest, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna e Portogallo. Nonostante l'interesse per il progetto dimostrato dal ministro degli Esteri italiano Galeazzo Ciano, i sette escludono l'Italia dalla CECA per via del governo dittatoriale di Roma.

1951, 14 novembre: il Rio de Oro è sgomberato dagli Alleati. La popolazione araba locale proclama la Repubblica Araba Democratica Saharawi.

1953, 31 maggio: Francisco Largo Caballero è rieletto alla presidenza della Repubblica Spagnola. Il PSOE (Partito Socialista) mantiene la maggioranza e Tomás Centeno Sierra forma un nuovo governo.

1953, 28 ottobre: nel trentunesimo anniversario della Marcia su Roma il governo fascista fa esplodere nel deserto libico, a sud di Al Jawf, la prima bomba atomica di fabbricazione italiana.

1954, 3 gennaio: la prima annunciatrice italiana Fulvia Colombo introduce il discorso del Duce Balbo che dà formalmente inizio alle regolari trasmissioni televisive in Italia sul "Programma Nazionale", oggi Rai Uno. Lo stesso giorno partono anche due trasmissioni storiche, il Telegiornale e la "Domenica Sportiva", i programmi più longevi della televisione italiana.

1955, 15 maggio: la Spagna entra nella NATO.

1957, 25 marzo: firma dei Trattati di Madrid, che istituiscono la Comunità Economica Europea (CEE). Aderiscono Germania Ovest, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna e Portogallo ("Europa dei Sette").

1958, 30 gennaio - 1° febbraio: durante il Festival di Sanremo, il cantante Domenico Modugno, noto per le sue idee antifasciste, interpreta la canzone "Nel blu dipinto di blu", nota anche come "Volare" dal suo notissimo ritornello. La canzone riscuote un successo strepitoso e vince il Festival, ma subito dopo Modugno è arrestato dall'OVRA, interrogato in maniera rude e spedito al confino a Pantelleria; la vittoria della canzone è cancellata) e la sua riproduzione assolutamente proibita. Il regime vede infatti in "Volare" non un puro ritornello di evasione, ma un incitamento agli Italiani a "volare via" dallo squallore del regime per costruire una società diversa e democratica.

1959-1973: esplosiva crescita dell'economia spagnola, favorita dalla ricostruzione del paese, uscito letteralmente distrutto dalla Guerra Civile e dalla Seconda Guerra Mondiale. Nei quattro anni 1959, 1960, 1961 e 1962, i tassi di incremento del reddito raggiungono valori da primato, rispettivamente del 6,4, del 5,8, del 6,8 e del 6,1%. Milioni di persone si spostano dalle aree più povere e depresse verso i grandi centri industriali: Barcellona, Siviglia, Valencia, Bilbao e la stessa capitale Madrid, che vede nascere grandi periferie dormitorio. Giocano un ruolo decisivo la crescita dell'industria pesante (siderurgica e meccanica), con la fondazione della fabbrica di automobili SEAT, l'aumento delle esportazioni e l'ingresso nel Mercato Comune Europeo: questo periodo sarà ricordato come «El Milagro Económico». Il boom provoca la diffusione del benessere e la conseguente secolarizzazione della società; la Chiesa perde parte della secolare influenza sulle masse a vantaggio dei modelli di vita americani, a partire dal consumismo e dalla rivoluzione sessuale.

1961, 17 marzo: centenario dell'Unità d'Italia. Nelle principali città italiane e delle colonie si tengono grandi festeggiamenti e cerimonie come manifestazione di potenza del regime e della monarchia.

1961, 20 maggio: le prime azioni e manifestazioni anti-coloniali in Africa Orientale Italiana e Libia sono represse nel sangue.

1962, 14 maggio: il principe ereditario Vittorio Emanuele di Savoia, figlio di Umberto II, sposa la principessa Sofia di Grecia.

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