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Una storia di Alice

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I RICORDI NOTTURNI

e tu dormi?

Pubblicato il 26 settembre 2017

Quante notti passate a guardare il soffitto, guardare il buio avvolgere ogni oggetto, ogni parte del corpo, ogni respiro. Passano le ore e i pensieri rimbombano in testa come palline da tennis, girano per la mente e assumono ogni forma. Un momento ridi, l'altro piangi. Ricordi che ti assalgono all'improvviso, che ti spezzano in due e ti tolgono il fiato, ricordi che ti fanno emozonare. Sono racchiusi tutti in noi, ci hanno reso ciò che siamo. Forse anche più forti.

Rimaniamo inermi sul letto, distesi e indifesi. I colpi arrivano e noi li lasciamo arrivare, inutile cercare di scansarli, inutile far finta di non sentirli; bussano e se necessario sbraitano fino a farsi strada tra la pelle, i tessuti, le vene e arrivano dove meno te lo aspetti, in fondo al cuore, dove più fan male.

Convinciamo noi stessi di essere più forti, di riuscire a trattenerci, ma la notte conosce i trucchi della vita, conosce i nostri punti deboli e si diverte a stuzzicarci; essa raccoglie i pensieri più cupi, più tristi, ne scrive libri e ne fa arte. Di notte si fanno le migliori chiaccherate perchè si ci lascia trasportare maggiormente, si lasciano entrare pensieri a cui, durante il giorno, non daresti tempo neanche di presentarsi. Allora via, ci alziamo e andiamo.

Camminare sotto i lampione della città, la cui luce permette alla tua ombra di farti compagnia;

camminare sull'asfalto grigia, conservatrice di mille passi scaltri: camminare in mezzo alla brezza serale estiva, che porta con sè i sospiri di persone tristi, angosciate, ansiose o felici.

L'unico rumore, in ogni caso, è quello dei passi e dei pensieri. Nascondersi sotto un cappuccio, il viso in ombra, ascoltando il silenzio di una Milano che dorme, sentendo il vento avvolgere il tuo corpo e giocare fra i capelli. Le poche persone che camminano guardano per terra, non vogliono incrociare sguardi ma solo sè stessi. Per capirsi, per cercarsi, per amarsi, per sentirsi all'altezza, per ridere, per noia. Questi sono i ricordi che valgono.

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