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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt.25: “Un Nuovo Inizio”

Il film Boyhood "intrecciato" al pianoforte di Ludovico Eiunaudi, al fumetto Y - L'ultimo uomo e alla nuova versione di Intertwine.

Pubblicato il 31 luglio 2015

Un nuovo inizio per Intertwine: “Racconta la tua storia, insieme agli altri”.

Per Intertwine Consiglia pt.25 mai titolo fu più appropriato, perchè questa settimana il nostro “intreccio” è dedicato al lancio della nuova versione di Intertwine, che è online e, a dire il vero, ci state già navigando sopra.

Ora non avete più scuse. C’è la “nuova” Intertwine per raccontare le vostre storie, scrivere un romanzo o un articolo, oppure per legare testi, foto e immagini, sperimentando tutte le opzioni dello storytelling.

Intertwine Consiglia pt.25: “Un Nuovo Inizio” è l’esaltazione delle cose fatte con amore e passione, come quando si pianta un albero e, speranzosi, lo si coltiva, perché quei frutti impiegheranno un po’ di tempo ad uscire, ma si è certi che arriveranno.

Ora però Intertwine Consiglia pt.25: “Un Nuovo Inizio” comincia (e non è un gioco di parole) con Boyhood, film del 2014, diretto da Richard Linklater.

Ethan Hawke, protagonista del film, da piccolo.
Il cast del film.

In realtà Boyhood ci ha messo un bel po’ a essere completato: ben dodici anni, e non perché il regista non fosse bravo, anzi.

Il film racconta la “boyhood” di Mason: la vita di quel ragazzo dalla sua infanzia fino all’ingresso all’università, lungo quell’età della fanciullezza che va dagli 8 ai 20 anni.

Linklater per realizzare la sua opera raduna il cast per poche settimane ogni anno, sfidando mille imprevisti e ogni volta si vedono per pochi giorni, in tanti “nuovi inizi” delle riprese, in un appuntamento non fisso, ma concordato. Ci sono le tappe della vita, i momenti cruciali dell'esistenza di Mason raccontati in modo da evidenziare anche la crescita fisica degli attori, e poi c'è quotidianità, la vita di ogni giorno, banale e sorprendente insieme. Quotidianità che però a tratti può essere terribile: la sofferenza di due genitori che non si amano più, l'alcolismo dei nuovi compagni della madre che si ripercuote sulla famiglia con violenza, l'ultimo sguardo all'amichetto con cui si è sempre vissuto prima di traslocare.

“Chi vuoi diventare Mason? Cosa vuoi fare?”

La metafora della vita di Mason e delle tante “prime volte” viste attraverso i suoi occhi, serve per raccontare come sia cambiata la vita nel mondo occidentale (soprattutto quella degli americani) negli ultimi vent’anni.

Una foto ad ogni anno di riprese per Ellar Coltrane.

Nel film troviamo avvenimenti storici come l’11 settembre, l’Iraq, il passaggio da Bush a Obama (di cui il padre di Mason è un fervente sostenitore), ma anche mutamenti sociali (il ruolo delle donne, la crisi della coppia…), l’affermazione del digitale e l’evoluzione dei videogame.

Boyhood è un film fondamentalmente senza trama, senza svolte o drammi improvvisi. E’ un film che racconta semplicemente una storia che solo apparentemente è ordinaria. Una storia in cui tanti finiranno per riconoscersi, la storia delle storie: la vita, fatta di attimi, di istanti che vanno vissuti, ma che spesso passano senza che ce ne accorgiamo.

“Sai quando qualcuno ti dice “cogli l’attimo”? Non lo so, io invece credo che succeda il contrario: nel senso che è l’attimo che coglie noi".

“Sì, lo so, è una costante. L’attimo è come, è come se fosse sempre ora, no?”

Tanta passione e studio, oltre a un indubbio talento. Troviamo tutto questo in Ludovico Einaudi, il protagonista della “parte musicale” del nostro intreccio.

In questa vita veloce e frenetica vale la pena fermarsi un attimo e (dopo aver letto il nostro articolo) ascoltare la musica leggera e intima di Ludovico Einaudi.

Un uomo, un pianoforte e un viaggio in Mali da raccontare: tutto questo è I Giorni, album pubblicato nel 2001 dal pianista italiano: 14 tracce che già dai titoli ci fanno capire di cosa Einaudi ci andrà a parlare, o meglio a suonare.

“In un’altra vita”, “Stella del mattino”, “I giorni”, “La nascita delle cose segrete”, “Quel che resta” e “Inizio” sono titoli che non solo ci ricollegano all’argomento di questa puntata, ma sembrano offrirci una carezza, che a dire il vero, non fa mai male, neanche ai più “duri”.

Le melodie di Einaudi sembrano cicliche, quasi a voler tornare su se stesse, in un movimento riflessivo. Non ci sono parole, né movimenti, c’è un unico moto, quello dell’anima.

E’ una musica intima e personale che ci porta a riflettere, con melodie fatte di pochi colori e molte sfumature.

Ludovico Einaudi è uomo dalla poetica dolcissima e un po' introversa, sottile fin quasi ai limiti dell'impalpabilità, così come è impalpabile, ma forte, l’amore tra lui e il suo strumento, il pianoforte.

Parte dello spartito de "I Giorni".
Copertina dell'album "I Giorni".

“I giorni” è un viaggio ad occhi chiusi, mentre le mani volano sugli 88 tasti bianchi e neri del suo pianoforte. E’ un disco che ci trasporta leggeri, come l’acqua di un fiume che si ricongiunge all’acqua salata del mare, trovando pace alla fine del suo tragitto.

Chiudiamo l’intreccio di questa settimana con Y– L'ultimo uomo, una serie a fumetti pubblicata dalla DC Vertigo. Gli autori sono Brian K. Vaughan per i testi e Pia Guerra per i disegni.

Una copertina del fumetto Y– L'ultimo uomo.

La situazione immaginata nella serie è una di quelle che fa parte dell’immaginario di ogni uomo. Il protagonista, Yorick Brown, si ritrova ad essere l’unico essere vivente di sesso maschile sulla terra, insieme alla scimmia che stava addestrando. Tutto ciò a causa di un'improvvisa catastrofe, che, nel giro di pochi istanti, stermina tutti i mammiferi “maschi” del pianeta.

Secondo voi la situazione sarebbe davvero così idilliaca per l’ultimo maschio sulla terra? E’ questa la domanda a cui cercano di rispondere gli autori.

In realtà dover affrontare da solo un mondo di sole donne non dove essere semplicissimo, soprattutto se il protagonista deve tenere a bada i suoi continui istinti sessuali, visto che ha appena chiesto la mano della donna amata, e che lei si trova all’altro capo del mondo, in Australia.

Y– L'ultimo uomo è una serie molto divertente, con continui colpi di scena, ma che presenta tutte situazioni credibili e plausibili. Non siamo di fronte a un horror, anzi anche le illustrazioni sono molto realistiche. Ciò che colpisce di più di questo fumetto è come la storia catturi il lettore, che incuriosito, viene trascinato nella narrazione, cercando le risposte alle domande che, una dietro l’altra, vengono poste dagli autori

La scelta di effettuare il lancio della nuova piattaforma di Intertwine semplicemente attraverso un articolo della nostra rubrica rispecchia pienamente la nostra filosofia: porre sempre i contenuti al centro di tutto.

Ciò emerge anche dal “foglio di lavoro” che vi troverete di fronte quando inizierete a scrivere una storia: un semplice foglio bianco su cui poter scrivere testi, inserire immagini e foto nella massima libertà.

Qualcosa manca ancora alla versione definitiva (commenti, ecc.), ma tutto è già stato previsto e verrà implementato al più presto, ad esempio un sistema di reputazione basato sui voti che darete alle storie.

Allo stesso tempo ci sembrava giusto lasciarvi prima delle vacanze con una versione del sito, che, se anche non completa, vi permettesse di fare ciò per cui il nostro progetto nasce:

“Raccontare le storie, insieme agli altri”

perché, come dice un proverbio africano:

“Se vuoi andare veloce, vai da solo.

Se vuoi andare lontano, vai insieme agli altri”.

Intertwine Consiglia vi augura Buone vacanze e vi dà appuntamento a settembre, per tutte le vostre storie invece:

Intertwine continua, anzi inizia!

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

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