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Una storia di FernandaPassarelli

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Essenziale 2049

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L'amore di una rosa

i  believe  in you

Pubblicato il 13 novembre 2017

<<Nonno, che cos'hai tra le mani?>> domandò il bambino, guardando l'uomo seduto sulla sua comoda poltrona rossa.

<<....Un pezzo di vita....>> L'ultracentenario dalla folta barba bianca non aveva risposto subito, i suoi pensieri erano rimasti intrappolati in un vortice di malinconica nostalgia, tanto da trasportarlo, attraverso un viaggio temporale, in un passato molto remoto ma sicuramente diverso dall'anno che stava vivendo ora, il 2049.

<<A cosa ti riferisci?>> continuò il bambino che, con i suoi piccoli occhietti vispi, cercò di capire la risposta appena ricevuta osservando meglio il cartoncino che l'uomo custodiva gelosamente, come se volesse difenderlo da occhi e menti indiscrete.

Era vero, ma Lucas, suo nipote, non poteva essere considerato un profanatore della sua intimità, piuttosto un suo alter-ego nel quale rifugiarsi quando il passato tornava a galla impetuoso, sconvolgendo un presente a lui non più familiare soprattutto quando il futuro sembra così strano da immaginare, ma ancora peggio, da accettare.

I due erano molto uniti e spesso il bambino, venendolo a trovare, lo rianimava. Non che l'uomo stesse male, anzi, nonostante i suoi 127 anni i parametri vitali erano nella norma, il progresso tecnologico gli aveva regalato, e ancora chissà per quanto, molti anni di vita in più.

<<E' una foto che mi ritrae con il mio miglior amico, Antoine De Saint-Exupery>> e mentre parlava, l'uomo mostrò al nipote il cartoncino incastonato in una cornice di sottile bambù chiaro che racchiudeva la fotografia di due uomini vestiti con divise da aviatore, che con le mani sulle spalle, l'uno dell'altro, sorridevano all'obiettivo del fotografo. Quello che risaltava, a parte il loro sorriso di sincera amicizia, era il rossore sulle guance di Antoine, tipico di chi, timidamente, arrossisce.

<<Chi è quell'uomo?>> chiese, incuriosito, il bambino.

<<Era un mio collega aviatore, col quale dal 1930 al 1935 condividemmo il servizio aeropostale, fummo i primi a consegnare le lettere alle persone>> rispose il tenero barba bianca, regalando un sorriso al nipote che ormai era preso dal racconto e voleva saperne di più di quell'amicizia.

<<Non so se Antoine avesse accettato la nostra epoca>> continuò l'uomo, << un'era moderna che si affida sempre di più al freddo distacco della tecnologia piuttosto che all'arrossire per una risposta non data lasciando così che l'emozione prenda il sopravvento. Oggi guardiamo con gli occhi, Antoine guardava col cuore tutto quello che gli capitava davanti. Il 2049 ci ha resi tutti ultracentenari pemettendoci di vivere più a lungo e noi che facciamo, ci allontaniamo dalle piccole emozioni quotidiane che ci circondano, un tramonto, le stelle, una rosa.....>>

<<Una rosa?>> lo interruppe Lucas.

<<Si, una rosa, Antoine credeva molto nell'amore reciproco tra un essere umano e il bellissimo e delicato fiore, l'uomo con le sue premure lo preserva dai pericoli che possono minare la sua incolumità, di contro la rosa da il meglio di se stessa per regalare al suo custode le emozioni di un colore, di un odore, di una forma unica nel suo genere, il tutto si può tradurre in amore puro, condiviso, sarai d'accordo con me che le macchine che ci hanno totalmente avvolti, semplificandoci la vita, non saranno mai in grado di regalarci questo dolce sentimento. Oggi vivere più a lungo ci rende soli, e la solitudine si presenta quando non si ha più certezza delle essenzialità. Io mi rifugio in te, Lucas, un bambino, come Antoine si rifugiò nell'immaginario Piccolo Principe, convinti entrambi che solo la purezza, la curiosità e le tenere aspettative di un bambino ci può salvare. Mi manca molto il mo amico, piccolo mio>>, l'uomo smise di parlare e volse lo sguardo verso la fotografia.

Lucas vide per la prima volta il nonno piangere, lo aveva visto sempre forte e sicuro di se, lo abbracciò e gli asciugò teneramente le lacrime, gli occhi azzurri di entrambi si incontrarono dandosi forza l'un l'altro.

L'uomo si riprese e lasciò che il nipote scorrazzasse per la sua grande casa, Lucas si avvicinò a quello che il nonno chiamava giardino, erano in pochi ad averlo, entrò e si avvicinò ad un fiore che sembrava avergli fatto segno. Il bambino lesse il cartoncino che evideziava il nome di una bellissima varietà di rosa gialla e trasalì, si abbassò con la testa e annusò il fiero fiore, lo accarezzò e come ricompensa, da un petalo scese una tenera goccia di rugiada.

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