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Una storia di LuisaCagnassi

La mia canzone preferita

Un addio amaro

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Pubblicato il 01 marzo 2016 in Altro

Tags: addio amore canzone

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Una sera che già sapeva d’addio, ci addentrammo in discoteca: lui aveva insistito parecchio.

Appena entrati in sala, quella sera, il mio ragazzo si dileguò. Rimasi seduta su una poltroncina ad aspettarlo a lungo.

A un certo punto lo vidi in pista ballare scatenato con una ragazza dai lunghissimi capelli biondi: mi sentii scoppiare il cuore.

Lo fissavo, ma lui ignorava la mia presenza. Forse era il suo modo di dare una risposta, avrei dovuto comprenderlo.

Suonavano “Homburg” dei Procol Harum e Angelo, un amico comune, volle farmi ballare per distrarmi. Fu carino, tentò di addolcire il colpo appena ricevuto.

Trascorsero un paio d’ore prima che si degnasse di ripresentarsi con la sua bella faccia tosta.

«Te l’ho detto, non devi essere gelosa, mi indispone!» disse infastidito dal mio broncio.

Con un tempismo fuori luogo, attaccarono con “Je t’aime… moi non plus” brano che replicava i sospiri di una coppia in pieno amplesso amoroso.

Interpretata da Jane Birkin, all’epoca fece molto scalpore. Lo speravo, ma non mi chiese di ballare: avrebbe attutito notevolmente la mia collera.

Angelo, che aveva assistito alla scena, si offrì di accompagnarmi a casa. Accettai, piantando il mio futuro sposo in asso. Non ero arrabbiata, ma fuori dalla grazia di Dio!

Giunse quella fatidica domenica e, prima di accompagnarmi alla fermata dell’autobus, lo sguardo rivolto ai dislivelli del marciapiede, affrontò il discorso che da parecchio meditava di fare.

«Mi dispiace non possiamo continuare a vederci!» la voce bassa e roca.

Un interminabile brivido percorse la mia schiena; lo percepivo da tempo, era nell’aria e non volevo crederci. Una fitta al cuore tremenda.

Gli sollevai il mento guardandolo negli occhi.

«Sei giovane decidi la tua strada, io ti aspetterò!» Una frase d’effetto, ma inutile.

Mi regalò di sfuggita una carezza di commiserazione.

Mi aggrappai a “Stevie Wonder” … tu non passi di qui, per non rivedermi ancor...io lo so, io lo so … “Il sole è di tutti”, grande successo. La facevo suonare, sino allo sfinimento dei nervi di mia madre.

Cancellare quel dolore sordo, deleterio è stato un percorso lungo, difficile ed estenuante.

Se non ci fossero state altre centinaia di canzoni a ridarmi la linfa necessaria a rivedere quel sole, forse sarei ancora a piangere colui che non lo meritava.

La musica non ti tradisce ne ti abbandona mai qualunque cosa possa accadere.

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