scrivi

Una storia di racheleferrari

1

In viaggio verso Londra

Un altro viaggio attende Enajatollah

Pubblicato il 22 aprile 2017

Avevo ottenuto da quasi un anno il permesso di soggiorno come rifugiato politico in Italia, mi trovavo bene, mi ero integrato, mi ero fatto nuovi amici ed ero riuscito a racimolare dei soldi facendo qualche lavoretto tipo fare la spesa a qualche vecchietta o potare le siepi di alcuni vicini. Insomma, mi ero creato una nuova vita, potevo sentirmi libero e non dovevo più fuggire o nascondermi; c'era però un pensiero che mi tormentava da parecchio tempo: Londra.

Dalle mie parti, in Afghanistan e zone vicine intendo, si parlava sempre della mitica Londra, era il sogno di tutti. Si sapeva di persone che c'erano riuscite ad arrivare là e che si trovavano bene, ma si sapeva anche di altri che avevano fatto una brutta fine nel tentativo di andarci, tipo rimpatriati e puniti da talebani o morti durante il tragitto. Questo pensiero mi tormentava non poco, volevo andare a Londra ma se mi fosse andata male? Avrei mandato all'aria i sacrifici di una vita; alla fine io in Italia vivevo bene, perchè andare a rischiare? Perchè sono un ragazzo testardo, ecco perchè. Alla fine ho deciso di partire, avevo accumulato abbastanza soldi per il tragitto, per cavarmela a Londra e anche per tornare in Italia nel caso non mi trovassi bene là.

Una sera salutai i miei amici e la famiglia che mi aveva accolto, non dissi a tutti dove stavo andando in realtà, era rischioso perchè la polizia Italiana l'avrebbe potuto scoprire e avrei rischiato di farmi togliere il permesso di soggiorno; lo dissi soltanto al mio amico di fiducia, quello che veniva dal mio paese, mentre a tutti gli altri dissi che volevo andare a Milano.

Una mattina presi i miei bagagli (uno zaino con dentro cibo, vestiti e un portatile), andai alla stazione e mi diressi in treno fino a Como; il piano era quello di andare in Svizzera e viaggiare sui mezzi pubblici e arrivati in Francia un uomo con cui avevo già preso accordi mi avrebbe portato fino in in Belgio e poi nel Regno Unito.

tragitto

Per arrivare fino a Como non ci furono problemi, sceso dal treno mi incamminai fino al confine con la Svizzera, avrei dovuto prestare attenzione a non farmi vedere; avevo una cartina del luogo e avevo notato un passaggio attraveso le montagne abbastanza nascosto agli occhi delle persone ma ci sarebbero voluti cinque giorni di cammino (questa volta per davvero, non come in Turchia). Questo non mi preoccupò molto come pensavo perchè in fondo avevo una cartina della zona, il passaggio per le montagne era ripido ma non eccessivamente, avevo scorte di cibo e acqua e al mio arrivo in Svizzera avevo dei cambi di vestiti per non destare sospetti e sembrare una persona in regola con i permessi del paese; quindi iniziò la mia camminata, razionai l'acqua per farmela bastare e camminai per tre giorni, la notte potevo anche permettermi di riposare. Al quarto giorno verso l'imbrunire notai delle torcie in lontananza e sbiancai dalla paura, cercai immediatamente un luogo sicuro per nascondermi, trovai un'insenatura fra le roccie, era stretta ma per fortuna sono magro e stringendomi un po' ci feci entrare me e lo zaino. L'insenatura era abbastanza profonda quindi andai più in dentro possibile, le torcie si avvicinavano sempre di più e sentivo anche delle voci, non era italiano e ciò significava che ero vicino alla Svizzera. I poliziotti si allontanarono e io decisi di rimanere comunque nascosto fino alla mattina dopo.

Dopo altri due giorni di cammino arrivai in Svizzera, mi cambiai per sembrare una persona per bene e andai alla città più vicina, da lì presi un treno che mi portò al confine con la Francia facendo vari scali, durante il tragitto usavo il portatile per dare una buona impressione, feci una grande scorta di cibo in stazione e approfittai dei bagni sui treni per darmi una rinfrescata e non puzzare di sudore. Dopo molte ore di viaggi e scali arrivai al confine con la Francia e mi diressi al punto prestabilito con l'uomo che mi avrebbe portano nel Regno Unito. Lo scorsi in lontananza, aveva un camper che sarebbe stato il mio mezzo di trasporto per i prossimi cinque giorni; mi presentai e gli diedi i soldi che avevamo accordato, mi fece vedere il camper all'interno, disse che potevo stare tranquillamente seduto nei divanetti durante il tragitto a patto di tenere tutte le tende tirate e che a ogni sosta, che durasse cinque minuti o due ore, dovevo nascondermi in un ripostiglio (invisibile se non si sa della sua esistenza) tra il bagno e la zona soggiorno, era grande circa 50cm x 50cm.

Il viaggio tutto sommato andò bene, la prima volta che ci fermammo non era per una sosta ma io sapevo bene ciò che dovevo fare, mi alzai velocemente ma silenziosamente e andai al ripostiglio. Sentii delle pesone salire, ammetto che avevo paura e cercai quasi di non respirare quando sentii che aprivano la porta del bagno, il controllo durò circa 15 minuti ma quell'arco di tempo mi bastò per notare cosa c'era oltre a me in quel ripostiglio, avevo sentito questo odore pungente e sbilanciandomi da un piege all'altro urtai leggermente una parete, ero già sicuro di fare un baccano assurdo ma il rumore della scivolata fu attutito da qualcosa che stava addossato alla parete, un sacco nero da quel poco che potevo vedere, a causa della mia curiosità decisi di sbirciare dentro e capii perchè quell'uomo aveva accettato così facilmente il mio trasporto che rischiava di metterlo nei guai: trasportava già qualcosa che avrebbe potuto metterlo nei guai, chili di marijuana da quello che potevo notare.

La scoperta non mi turbò molto, anche se mia madre mi aveva detto tutte quelle cose brutte sulla droga e i suoi effetti sulle persone, Bob, è così che si chiamava, era simpatico e sempre allegro, mi trattava bene e soprattutto mi stava aiutando ad arrivare fino a Londra.

Durante il resto del viaggio non ci furono controlli a sorpresa; arrivati in Belgio Bob, che mi aveva già confidato il suo segreto, prese parte del suo carico e lo consegnò a una persona con cui si era dato appuntamento e rimartimmo subito dopo.

Arrivati al traghetto ci fu un altro controllo e io mi nascosi come ogni volta, il viaggio durò meno di un'ora e arrivati nel Regno Unito Bob decise di fare una sosta perchè era ormai notte fonda. Parlammo per un po', io gli raccontai a grandi linee la mia storia e lui mi raccontò la sua; era Italiano ma aveva girato gran parte del mondo, aveva un sacco di amici a cui vendeva anche parte della sua droga e parte se la fumava lui, mi disse che stava andando a trovare un suo amico a Londra a cui avrebe dato il resto di ciò che c'era nel ripostiglio e che sarebbe rimasto a lì per un mese, poi sarebbe tornato in Italia. Mi fece una proposta e io mi sentii felice perchè mi resi conto che era davvero un ragazzo gentile, mi disse che se Londra non mi piaceva più così tanto dopo un mese mi avrebbe dato un passaggio per tornare in Italia, mi diede il suo numero e io lo ringraziai moltissimo. Il giorno dopo ripartimmo e arrivammo a Londra, mi lasciò nella periferia, era lì che abitava il suo amico, e ci salutammo; presi un bus e arrivai in centro a Londra, ero sbalordito, era bellissima! Il Tamigi, Il Big Bang, La London Eye...

Mi presi il pomeriggio per visitare a grandi linee la città e poi trovai l'appartamento dell'amico che mi avrebbe ospitato. Nei giorni successivi mi portò a visitare la città e i suoi musei e mi fece provare del buon cibo. Dopo un paio di settimane iniziai a fare qualche piccolo lavoretto come in Italia per racimolare qualche soldo, tutto sommato mi trovavo bene, ma c'era il problema della lingua che non capivo; il mio amico mi insegnò qualcosa e dopo un po' riuscivo a farmi capire dalle persone. Era passato ormai quasi un mese e io dovevo decidere cosa fare, se tornare in Italia con Bob o rimanere là e chiedere un permesso di soggiorno con il rischio del rimpatrio in Afghanistan? Ci pensai sù e giunsi alla conclusione che sì, Londra era una bellissima città, ma l'Italia mi mancava e con lei tutti i miei amici, è stata una bella esperienza quel viaggio ma forse ciò che volevo di più era tornare in Italia. Chiamai Bob per chiedergli del passaggio e lui disse che non c'era nessun problema, così un paio di giorni dopo salutai il mio amico e io e Bob partimmo per l'Italia. Il viaggio di ritorno fu tranquillo e piacevole, io e Bob scherzavamo molto, durante le soste e i posto di blocco io andavo nel ripostiglio e stavo in silenzio; passamo il Belgio, la Francia e la Svizzera fino ad arrivare in Italia. Arrivati a Milano, è lì che abita Bob, ci salutammo e io presi il treno per tornare a casa. Al mio ritorno c'erano i miei amici ad aspettarmi, io raccontai della mia vera meta e loro non si arrabbiarono ma anzi, capirono perchè avevo mentito. Riniziai a fare dei lavoretti e ora vivo felicemente qui in Italia.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×