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Una storia di Kairi93

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Qualcosa che non aveva mai fatto

Ogni giorno, ognuno di noi, dovrebbe prendersi anche solo 10 minuti per fare qualcosa che non ha mai fatto prima.

Pubblicato il 03 ottobre 2014

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"Ruba!"

Quando lo leggo sul tovagliolino che avvolge la mia brioches alla crema rimango per un attimo interdetta. Rubare cosa? Che scherzo dovrebbe essere questo? Finisco in un boccone la mia brioches e getto il tovagliolo nel primo cestino che incontro mentre corro al lavoro. Non ho tempo di rifletterci troppo sopra. Sono in ritardo, la mia vecchia utilitaria ha deciso di darmi buca e c'è pure lo sciopero dei mezzi pubblici.

Arrivo trafelata allo sgabuzzino buio dove lavoro, la portineria la chiamano, tutt'altra cosa rispetto all'elegante reception occupata dalla signorina sorridente e di bella presenza che accoglie i clienti di un certo spessore. Io mi limito a distribuire la posta negli uffici dei dirigenti, ricevere telefonate poco cortesi da parte degli impiegati innervositi dalla stampante rotta e chiamare la manutenzione. A volte mi aggiro per gli uffici consegnando pacchi o messaggi ma è come se fossi invisibile. Non mi salutano nemmeno. Sono tutti giovani, belli e scattanti e questa è un'azienda quotata milioni, a chi verrebbe anche solo in mente di notare un relitto di donna come me?

E quando mi notano alcuni si rivolgono a me chiamandomi "cicciona" o "vecchia" o cose ben peggiori e io mi limito ad abbassare lo sguardo arrossendo in viso. Sanno che sono incapace di difendermi, a questo punto preferisco essere invisibile.

Ad attendermi in portineria c'è una pila enorme di posta che deve essere consegnata con un'ora di ritardo. Passo in rassegna le buste. Oh no!! Questa era per il direttore generale! Ho già ricevuto due ammonimenti per avergli consegnato la sua posta con 10 minuti di ritardo, non oso immaginare come la prenderà oggi! Mollo tutte le altre buste e mi affretto verso l'ascensore che come al solito tarda ad arrivare. Finalmente le porte si aprono e entro pigiando il pulsante dell'ultimo piano. Con il cuore in gola vedo scorrere i piani uno dopo l'altro, troppo lentamente. Dopo aver attraversato mille corridoi a passo di carica arrivo senza fiato all'ufficio del direttore. Apro delicatamente la porta e con vocina flebile chiedo il permesso, ma non c'è nessuno. Tiro un sospiro di sollievo. Forse questa volta me la cavo! Appoggio la posta sulla grande scrivania che è quasi vuota a parte il laptop personale del direttore. Giro i tacchi e mi avvio verso la porta. Il laptop del direttore. Mi fermo. Il computer con tutte le mail della clientela, i progetti riservati, i piani di espansione per il futuro. O magari le sue foto con l'amante. Una voce interiore sussurra "ruba"!

Sono troppo vile e insignificante per compiere un'azione così eclatante? E se mi prendono che succede? Mi portano via il mio squallido appartamento in affitto o la mia utilitaria rotta? In una frazione di secondo prendo l'unica decisione della mia vita. L'invisibile portinaia scivola via inosservata con un bottino milionario sotto il maglione sformato.

2

"Confessa"

Sento la fronte che si imperla di sudore e la mano che regge il tovagliolino ha un tremito. Mi guardo in giro furtivamente, sbircio gli altri clienti seduti ai tavolini del bar in cerca di un segno di colpevolezza. Chi diavolo ha scritto quella parola? La barista avrà a malapena 18 anni, non è possibile che sappia di una cosa accaduta quasi 20 anni fa. Agitato, poso una banconota da 5 euro sul bancone e me ne vado senza neanche salutare. Alla fine è successo, qualcuno, non so come, ha scoperto quello che sono. Non che questo mi causi qualche problema, sono troppo ricco e importante perchè questa faccenda infanghi il mio nome. Ma c'è una persona che non merita di sapere il mio grande segreto tramite un biglietto o un tovagliolo anonimo, deve sapere tutta la storia dalla mia bocca così come l'ho vissuta io. Lei si chiama Claudia ed è una donna incredibile, forte, determinata e dalla personalità travolgente. Ed è il mio capo. Senza di lei io non sarei niente, non avrei avuto tutte le possibilità che mi hanno portato fino ai vertici dell'azienda. Lo farò, confesserò, perchè glielo devo.

Busso alla porta del suo ufficio. Quando entro la trovo seduta alla scrivania, un'elegantissima e sofisticata quarantenne. Mi guarda e sorride.

"Allora mio caro Gabriel, come mai tutta questa urgenza di vedermi?"

"Claudia...sto per dirti due cose per cui il nostro rapporto potrebbe cambiare per sempre"

Sono in piedi davanti a lei che mi guarda con attenzione, le ginocchia mi tremano e le parole stentano ad uscire.

"La prima cosa...io...non sono quello che sembro...cioè...quando sono nato mi chiamavo Gabrielle"

Lei non apre bocca e mi fissa con sguardo interrogativo.

"Forse non mi sono spiegato...io sono nato donna"

Claudia scoppia in una risata fragorosa e per un attimo perde il suo contegno. "Ma che stai dicendo?! Una donna, tu?! Ma guardati!". Ha ragione a non credermi. Sono alto 1.78, fisico prestante e ho una barba castana folta e curata da fare invidia a molti. Le donne mi cadono ai piedi ma io sono troppo terrorizzato dall'idea di entrare in intimità per avere una storia.

"Claudia...ti prego...ascoltami". Ho gli occhi lucidi, non pensavo che sarebbe stato così difficile. "Sul mio curriculum c'è scritto che all'età di 19 anni mi sono trasferito in America per studiare. Questo è vero, ma oltre che studiare facevo anche due lavori e quando riuscivo a guadagnare abbastanza soldi andavo in una clinica per farmi delle operazioni. Ci sono voluti anni e sacrifici ma alla fine ho raggiunto il mio obiettivo e ora sono in pace con me stesso".

Un lungo silenzio cala nell'ufficio. Ora mi guarda incredula e confusa, ha capito che quello che dico è vero. Ti prego, di qualcosa. Alla fine riesce a sussurrare qualche parola.

"Hai detto che le cose da confessarmi erano due, anche se non credo possa esserci niente di più sconvolgente di questo..."

"aspetta e vedrai"

Giro attorno alla scrivania, le prendo la mano e la faccio alzare. Poi le do il bacio più incredibile e liberatorio della mia vita.

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Un uomo di circa 35/40 dal aspetto attraente,entra un bar chiede del caffe ,aveva una gran fretta aveva una riunioni con gli amnistratori dovevano

rilevare una societa prese la tazzina in mano e sotto la tazzina vi era un bigliettino

In cui vi era scritto con i soldi che hai in tasca devi arrivare in America,l uomo sorise tra se chi sa che cosa avrebbero detto i suoi soci d affari se avrebbero letto quel biglietto

E se avesse fatto quello che vi era scritto nel biglietto l avrebbero imediatamente fatto ricoverarre in una casa di cura per un forte esaurimento nel buio,Si trattava di fare un salto nel buio In fondo anche lui aveva iniziato cosi con un salto nel buio

L inizio della sua carriera era iniziato

Solo con un progetto un idea in molti gli hanno dato del pazzo ,Ma adesso un grande imprenditore era

In un altro tavolo acanto al suo che diceva il mio progetto cambiera il mercato devo solo trovare il finanziatore giusto e..

L imprenditore non lo ascolto piu chiamo la camerierra e chiese di consegnare il

biglietto al ragazzo accanto al tavolo accanto al suo appena lui sarebbe uscito

La cameriera consegno il biglietto al ragazzo vi era un indirizzo con una domanda vuoi fare un salto nel buio

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Un pensionato entra in un bar ordina il solito saluta parla un po con la barista ,si siede al suo solito tavolo legge il suo solito giornale gli cade il capello per terra lo prende quando alza la testa trova sul tavolo un bigliettino im bella mostra eppure pochi minuti prima non c era strano esclama! Domani morirrai se non vuoi morire dovrai uccidere un tuo famiglare sconvolto l anziano si butta adosso il caffe bollente

Arriva la cameriera che cerca di aiutarlo ma lui lo manda via in malo modo Una volta questo era un posto serio ora non si puo stare in pace consumare il cibo che si e ordinato ed ha leggere un caffe che qualche burloni ti fa scherzi di cattivo gusto E velocemente paga la consuma zione ed esce uscito da li sul marciapiede cperde i sensi e quando rinviene si ritrova in ospedale nella sua mente n

Ribomba la scritta del bigliettino Domani morirrai se non vuoi morirre deve uccidere i tuoi famigliari

Lui non aveva piu parenti ,morirai domani domani queste parole riusuonavono forti nella sua mente senza darle tregua quanda una giovane ragazza gli si avicino buongiorno signore noi facciamo parte di un volontoriato aiutamo le persone anziani che non hanno piu nessuno

Ci consider una famiglia acquisita mentre la ragazza queste parole ripeteva l anziani nella sua testa queste parole urlavano nella sua testa domani morirrai uccidere

Devi un tuo famigliare devi se non vuoi morire poi la sua testa regi stro le ultime parole della ragazza ci consideri una famiglia li vicino al suo letto vi era una forbice che aveva dimenticato l infermiera chiese al infermiera se poteva fare una

telefonata per lui per avertire un amico prese la forbice e quando la ragazza torno la fece chinarre dicendo se poteva siste marle le coperte che la forbice nel cuore gli pianto mentre la ragazze cade sul letto con la forbice piantata sul letto sul letto mentre il sangue era sparso sul letto dell anziano tremante e piangente spiro colpito da un infarto

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