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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt.17: "Le Donne Difficili"

Il talento di Amy Winehouse intrecciato al film Dancer In The Dark di Lars Von Trier e al libro Le braci di Sàndor Marài.

Pubblicato il 15 settembre 2015

“Stanotte, con parole non dette, dici che sono l'unica per te… l'unica, si

ma il mio cuore si spezzerà quando la notte incontrerà la stella del mattino?”

Amy Winehouse

Amy arriva oggi nelle sale, e purtroppo parliamo soltanto del film che le è stato dedicato.

Amy Winehouse, la regina del soul morta nel 2011 a soli 27 anni.

Il documentario di Asif Kapadia racconta la storia dell'immenso talento di Amy, in un mix inevitabile tra vita pubblica e privata.

Amy, questo il titolo del film, mostra senza veli il rapporto di Amy Winehouse con la musica, un rapporto viscerale, ma allo stesso tempo fonte di tanti problemi, in primis l'esagerata esposizione pubblica, con i media e i paparazzi sempre alla ricerca di qualche foto scandalosa.

Amy è un film che potrebbe far male a molte persone che la amavano, perché racconta la storia di un immenso talento, troppo fragile.

Per l'uscita del film (nelle sale il 15, 16 e 17 settembre) abbiamo deciso di riproporvi un nostro articolo, un intreccio di qualche settimana fa, che vi riproponiamo integralmente.

Locandina di Amy, documentario di Asif Kapadia.

Questa settimana per IntertwineConsiglia parliamo de “le Donne Difficili”. Quello che potrebbe sembrare soltanto un gioco di parole per contrappore “le donne Difficili” a quelle “facili” in realtà è il tentativo di raccontare le storie di vita complesse vissute da alcune donne. Come la vita tutta “lavoro e sacrificio”, nel senso stretto del termine, raccontata nel film Dancer In The Dark di Lars Von Trier, intrecciata a un amore condiviso da due amici del libro Le braci, passando per la vita talentuosa e tragica di Amy Winhouse.

Il perché della scelta dell’aggettivo “difficili” ve lo spiegheremo alla fine dell’articolo, ora Intertwine Consiglia pt.13 inizia, come sempre, con un film.

Una foto di scena di Dancer In The Dark.

La protagonista di Dancer in the Dark è Selma, un’operaia cecoslovacca emigrata in America, che adora i musical, di cui vorrebbe anche essere protagonista. Lei ama cantare e ballare ed è anche molto brava, ma sta per diventare cieca e, a causa di una malattia ereditaria, anche al figlio potrebbe toccare la stessa sorte, per cui decide di emigrare in America e di lavorare come operaia per pagare la costosa operazione agli occhi al figlio, mentre per lei ormai è troppo tardi.

“Ho visto quello che ero e so cosa sarò. Ho visto tutto, del resto non mi importa”

è la confessione di Selma a un suo spasimante, ormai lavorare per accumulare soldi e far operare il figlio è il suo unico motivo di vita. Interpretata da una Bjork in splendida forma, Selma evade dal suo lavoro soltanto attraverso il canto e il ballo, ma non sul palcoscenico, come accadeva nei musical Hollywoodiani, lei canta e balla nei suoi ambienti di vita: nella fabbrica, nella sua piccola casa, sulle rotaie della ferrovia.

Locandina di Dancer In The Dark..

I soldi per l’operazione al figlio, che lei conserva in un vasetto, ad un certo punto vengono rubati dal vicino di casa, lei lo scopre e per riprenderseli lo uccide. Viene condannata, ma lei nemmeno nella sua cella si perde d'animo e là canta la sua penultima canzone.

L'ultima è quella che si interrompe con la sua impiccagione: “And that’s all…” sono le ultime parole del suo canto.

Selma è la protagonista di una favola, è fiduciosa e solare verso tutti, ma catapultata nel mondo reale, viene ripagata dagli altri in modo diverso. Il finale del film è tragico, ma anche “positivo”, perché lei riesce comunque a raggiungere l’obiettivo che si era posta: donare la propria vita per il figlio.

Da un’artista eclettica come Bjork a una delle voci più belle degli ultimi anni: Amy Winehouse, per lei una fine tragica, purtroppo non solo sullo schermo.

I versi con cui abbiamo iniziato questa puntata sono suoi, la canzone è Will you still love me Tomorrow? e racconta i timori di una donna che non sa se l’amore promesso dall’uomo continuerà dopo quella “notte di sospiri”.

L’album è Lioness: Hidden Treasure, pubblicato pochi mesi dopo la sua morte, avvenuta il 23 luglio del 2011.

La scomparsa dell’artista è figlia di una vita dissoluta, specie negli ultimi anni, quando alcool e droghe avevano preso il sopravvento. I suoi problemi erano anche alimentari, infatti tra la pubblicazione del primo e del secondo album la cantante aveva perso quattro taglie. Lei stessa dichiarò a riguardo:

“Soffro di disturbi alimentari, un po’ di anoressia, un po’ di bulimia.

Non sono del tutto a posto ma credo che nessuna donna lo sia”.

Tornando al lato artistico, Lioness: Hidden Treasure, come dice il titolo, può essere considerato come una serie di “tesori nascosti”: brani inediti accanto a versioni alternative di canzoni già note.

l primo dei tre brani inediti è Our Day Will Come che apre il disco con delle sonorità molto gospel. Il secondo è Like Smoke, in cui il rapper Nas assicura la giusta contaminazione fra soul ed hip hop. Il terzo è A Song For You, che chiude il disco ed è una dedica finale densa di significati al soul man di grande successo Donny Hathaway, che a soli 33 anni si gettò dal quindicesimo piano di un albergo newyorchese. Tra i brani non inediti ricordiamo Valerie e una versione molto originale di The Girl of Ipanema.

Un disco controverso e complesso, dalle molteplici sonorità, che rispecchia a pieno la personalità di Amy Winehouse.

Passiamo al libro e alla donna di cui si parla in Le braci.

Lei è Krisztina ed è amata da due amici: Henrik e Konrad, legati rapporto molto stretto, tanto che:

“la loro amicizia era seria e silenziosa, come tutti i grandi sentimenti destinati a durare una vita intera”.

I due si rivedono dopo 41 anni: uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dai Carpazi, ma una cosa li accomuna, e sarà l’argomento centrale di quell’incontro: Krisztina, moglie di Henrik e amante di Konrad.

Copertina de Le Braci.

Le braci è un romanzo dello scrittore ungherese Sàndor Marài, pubblicato per la prima volta in Ungheria nel 1942.

E’ un romanzo sull’attesa, perché il tempo scorre inesorabile, ma entrambi aspettano il momento in cui si rivedranno, perché condividono un segreto e perchè Henrik vuole conoscere tutta la verità.

Altra donna centrale nel racconto è Nina, la vecchia governante di Henrik, che gli aveva fatto anche da balia.

Dopo l’incontro con Konrad, Henrik torna a casa, lei gli dà un bacio, rapido e un po’ goffo

“Ma come tutti i baci umani anche questo è la risposta

a una domanda che non è possibile affidare alle parole”.

Dopo quel bacio Henrik si tranquillizza e riesce a dormire.

Altra donna protagonista è quella raffigurata sulla copertina del libro: la Donna con cappello e boa di piume di Gustav Klimt.

Un'opera di Gustav Klimt.
, Donna con cappello e boa di piume, di Gustav Klimt.

Questa settimana abbiamo intrecciato storie di vita complesse per parlare de “Le donne difficili”.

In realtà avremmo potuto usare tanti altri aggettivi, ma ognuno avrebbe finito per esaltare alcuni aspetti e trascurarne altri.

“Difficili” per noi assume un’accezione positiva, perché è nelle situazioni difficili che si dà il massimo per raggiungere l’obiettivo.

E’ un po’ quello che accade quando ci si innamora di una donna che sembra inarrivabile, e si cerca in ogni modo di conquistarla, perchè:

“Quando nell’amore si smette di combattere, l’amore non c’è più” *.

Ma questo è un altro discorso, forse.

* Kierkegaard, Diario di un seduttore.

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