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Una storia di AlessiaScipioni

Questa storia è presente nel magazine Il Codice Fibra

Io in copertina sul RollingStone

Sfera Ebbasta in copertina sul RollingStone

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Pubblicato il 30 gennaio 2018 in Giornalismo

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Lo so cosa state pensando...Ale che ti sei fumata che ci metti Sfera Ebbasta sul magazine di Fibra e per giunta con una rima di Fabri? Niente, non mi sono fumata niente (però mi fumano le palle se proprio lo devo dire ed essere sincera), sono sobria, vi informo anche se sono nella tranquilla, e perfetta, tenuta da casa: pantofole, vestaglia, ho appena finito di lavare i piatti, la lavatrice sta facendo la centrifuga...insomma casalinga. Però mi girano le palle...perchè? Io non uso molto Instagram, ci vado di rado, sarà che digerisco, a volte, malamente anche Facebook, per certi versi. Lo dico anche sul mio profilo, che se rimango ancora con la spina attaccata, è per i pochi eletti che ho incontrato su quel cammino, con cui poi posso condividere la mia passione per il rap.

Sfaldo un mito che mi riguarda: è vero che parlo di Fibra, è vero che è il mio rapper preferito e proprio ieri su Facebook, commentando, dicevo che ho amato questa musica proprio per via degli Uomini di mare, che le loro canzoni mi hanno salvato l'esistenza e la vita. Di conseguenza, lo ripeto qui su questa rubrica, un Fabri Fibra me lo difendo anche se dovesse cantare Chichi cocco gluglu quaqua perchè rimane quell'artista che mi ha aiutato, che mi ha fatto amare il rap fino a non mollarlo più, che mi ha insegnato a non mollare, a crederci sempre, ma soprattutto è grazie a lui se faccio la scrittrice e ho pubblicato libri. E' lui che mi ha spronato con le sue rime e i suoi discorsi a non cedere di fronte alla paura di sbagliare, o di non farcela, l'importante è fare quello che più ci rende felici, soddisfatti...se sono qui a rompervi le palle con questi articoli, o con i miei libri, il merito è di Fibra e del rap. Il mito che voglio rompere è quello per cui si pensa che ascolto solo Fibra, non è così. Io ascolto il rap, tanto rap, dal mainstream all'underground, dai noti ai meno noti, ascolto anche rapper che nessuno mai nomina. Supporto amici che fanno rap, condivido le loro canzoni, io amo il rap in primis e poi il rap di Fibra.

Chiarito questo punto, andiamo avanti. Perchè mi girano le palle e che c'entra Sfera Ebbasta? Come vi dicevo ho fatto un giro su Instagram e sono incappata in un post di Paola Zukar in cui c'era questa copertina e un suo discorso. Bellissimo discorso, tra l'altro. Scendo tra i commenti, il primo ok, ma già il secondo faceva pena, mano mano scendo e sempre peggio.

La premessa della Zukar, la sua descrizione iniziava così:

Finalmente. Al di là dei gusti personali di ognuno, questa secondo me è una copertina ben fatta.

Traduzione (perchè dai commenti si capisce che non avete capito la premessa):

Finalmente. Senza stare a dire quanto Sfera sia bravo o meno, o quanto vi piaccia o meno, o quanto mi piace o meno, o quanto lo considero bravo o meno, questa, secondo il mio punto di vista, che può essere condiviso o meno, è una copertina ben fatta.

SECONDO COMMENTO SUL POST DELLA ZUKAR:

Per carità, tutto molto bello, ma sfera... sfera fa davvero cagare. Capisco che sia molto seguito ma ci sono decine di artisti mainstream più validi di lui

Se poi, per caso, decidi di rispondergli con un "e tu non capisci l'italiano o hai seri problemi di comprensione del testo"...magari si offende pure! O se gli fai notare che non sta parlando con l'amico di chat con cui poi dopo esce, ma con una donna di oltre quarant'anni che fa la manager dei rapper, quindi si intende di rap, che aveva una rivista che parlava di rap, e che è un opinione da giornalista, da esperta ecc. e che si mostra per questo maleducato a usare un certo linguaggio e una certa forma confidenziale...magari si offende due volte! Se poi gli fai notare, magari, che Sfera è un nome proprio e va scritto con la lettera grande e non piccola, si offende per la terza volta.

Prima lezione fondamentale: ci sono modi e modi di rispondere sui social, bisogna imparare a dosarli bene. Un linguaggio del genere va bene, se stai su un gruppo di ragazzi come te (e neanche tanto eh però diciamo che tra di voi, tra giovani, tra amici ci può stare) e state parlando di rap e di ciò che vi piace; ma se vai su un profilo ufficiale di un artista, o di una manager non va assolutamente bene. Non sembrate nè grossi, nè esperti di rap, nè maturi, apparite solo come dei gran cafoni e maleducati (questo vale anche per quando commentate i vostri idoli o non idoli). C'è bisogno di dire, a una come la Zukar, Sfera fa cagare? Basta dire "non mi piace affatto". Scusate se vi faccio notare una cosa: il rap, o meglio, la cultura hip hop insegna, in primis, il rispetto per gli altri...dove sta il rispetto quando lasciate questi commenti? Boh...

Il discorso della Zukar era semplice e, ci tengo a farvelo notare, da amante del rap. Stiamo parlando di una donna che ha completamente dedicato la sua vita al rap, quindi è chiaro che lo ama e ci crede. Cosa diceva la Zukar? Ve lo riporto paro paro:

Finalmente. Al di là dei gusti personali di ognuno, questa secondo me è una copertina ben fatta. Nel capitolo "Italy Full Of Shit" del libro "Rap", scrivevo che qui in Italia nessuno vuole rischiare veramente, soprattutto i media, che preferiscono fotocopiare ad oltranza sui loro spazi importanti, i soliti vecchi e stravisti contenuti e personaggi. Finalmente nel 2018 una copertina di una rivista che dice qualcosa, anche dell'Italia in sé. Oltre ai complimenti a @rollingstoneitalia e a @sferaebbasta, credo questa sia una copertina che avrei comunque voluto vedere anche anni e anni fa con Marracash di King Del Rap, con i Dogo di Dogocrazia, con Noyz, con Salmo, con Ghali e con tante altre realtà erroneamente considerate underground, che invece erano già sufficientemente importanti e mainstream da meritare una cover. In passato solo pochissimi caporedattori hanno osato davvero. Speriamo che questa sia la prima di molte altre copertine coraggiose e non sia solo il viaggio solitario di un caporedattore controcorrente.

Non sta dicendo un'eresia eh, è la verità, pochi hanno osato...vi ricordo il titolo del 2006 su Fibra del Corriere della Sera quando Tradimento arrivò primo in classifica?

SESSO, DROGA E TURPILOQUIO: PRIMO IN CLASSIFICA.

Dopo un titolo così sul Corriere della Sera vi rendete conto da soli o no che l'italiano si è fatto una visione del rap sbagliata? Infatti, quando dici che ascolti rap, cosa risponde la gente? Ma dai solo parolacce e droga...grazie Corriere della Sera! Voi magari non vi ricordate, o eravate piccoli forse, ma nel 2001 Eminem venne ospite a Sanremo. Quando uscì la notizia che ci sarebbe stato Eminem a Sanremo è scoppiata la rivoluzione dei ranocchi...sembrava che in Italia stesse per arrivare il figlio naturale di Satana, manco un parente prossimo. Non ci credete? Vi posto l'articolo di quel 2001 della Repubblica...

Per la prima volta nella storia di Sanremo una canzone finisce in procura. E naturalmente la pietra dello scandalo non poteva che essere Eminem. In seguito a un esposto del Centro studi teologici di Milano, ieri la procura di Sanremo ha preteso dalla Rai di visionare il testo della canzone prevista in scaletta. La Rai ha inviato la traduzione del brano The real Slim Shady. Conclusione? Per la procura nulla può giustificare il blocco dell' esibizione. Tutto bene dunque. Ma, a quanto pare, Eminem non canterà solo Slim Shady ma un medley che comprende anche altri due brani, I' m back e Purple pills, pezzo (inedito, ma già disponibile su Napster) tra i più violenti che abbia mai scritto. Quindi la Procura non avrebbe visionato per intero il testo che ascolteremo questa sera. In un primo tempo sembrava inoltre che Eminem avrebbe cantato Stan. Poi si è parlato di The real Slim Shady, infine del medley. Stasera sapremo. A scanso di equivoci Raffaella Carrà ha preteso un traduttore di slang americano: sia durante le prove, che durante l' esibizione live. In ogni caso le polemiche non si placano: tranne la Carrà, il presidente della Rai Roberto Zaccaria («Sì alle critiche, no alle censure preventive. Libertà per gli artisti e per gli autori con le ovvie responsabilità. Non possiamo realizzare una Rai che toglie ogni giorno quello che viene criticato») e don Pasquale Traetta, assistente spirituale del festival («anche Eminem è un figlio di Dio»), con lui ce l' hanno tutti, ma proprio tutti. «Credo che ogni manifestazione, soprattutto il Festival di Sanremo, debba rispettare non solo le regole del buon gusto, quanto quelle, essenziali, del rispetto dei valori umani», ha detto il ministro delle Comunicazioni, Salvatore Cardinale. E ha concluso: «Mi auguro che la Rai, nell' autonomia che le è propria, abbia compiuto una ponderata ed efficace valutazione di un evento che per altro incide sulla sensibilità, sull' interesse e sulla curiosità di tanti giovani». E Mario Landolfi, presidente della Commissione di Viglianza, ha dichiarato: «La Rai valuti attentamente l' opportunità di un' esibizione che può trasformare la più importante manifestazione canora nazionale in una tribuna di incitamento alla violenza e all' odio. È sicuramente inopportuno ospitare un cantante che nei suoi testi invita a "tagliare la gola al padre" proprio nel momento in cui l' Italia è sconvolta dalla tragedia di Novi Ligure». Anche l' Aibi (Associazione amici dei bambini) chiede che l' esibizione sia bloccata e minaccia di chiedere alla Rai il risarcimento dei danni morali arrecati ai bambini discriminati per il colore della pelle. Rincara la dose il Moige (Movimento italiano genitori) che vorrebbe impedire l' esibizione «come atto dovuto alle vittime di Novi Ligure». In versione modificata, la manifestazione dell' Arcigay è stata confermata: davanti all' Ariston vedremo stasera striscioni contro Eminem. Anche dall' Inghilterra arrivano critiche violente. Eminem era ieri sera a Londra per partecipare ai British Award (era in lizza come miglior artista internazionale: ha vinto) e le organizzazioni omosessuali hanno protestato con violenza: secondo Peter Thatchell, leader del movimento gay Outrage!, «la candidatura di questo cantante ha lo stesso peso morale che avrebbe la nomination di un membro del Ku Klux Klan». Anche i cantanti hanno detto la loro, ma l' unica a scagliarsi contro il rapper è stata Laura Pausini: «Non mi piace quello che dice ma del resto magari a lui non piace quello che dico io». Elisa: «I ragazzi lo conoscono già, è sciocco pensare che sia pericoloso portarlo a Sanremo. I veri pericoli siano altri: smog e pedofilia». Anche i Sottotono a favore. Peppino Di Capri, che lo ha seguito ai Grammy, ha dichiarato: è molto furbo, ma bravo.

Non era Eminem era il Demonio a sentire questi...infatti vi faccio notare che non ha più messo piede in Italia per 17 anni, torna quest'anno a Milano e che Dio ci perdoni per averglielo permesso (pensaranno certi).

In una situazione del genere, che è andata quasi peggiorando, che un giornale come il Rolling Stone dia spazio a uno come Sfera è determinante, fondamentale per il rap. Cosa dice la Zukar? Dice che avrebbe voluto copertine come questa anche per gli altri, sapete perchè? Perchè a forza di vederli la gente avrebbe capito che non sono figli sparsi di Satana ma artisti, si sarebbero abituati e avrebbero assimilato il rap prima. Invece, la copertina l'ha avuta, a quei tempi, solo Fibra, perchè era inevitabile non dargliela, era apparso dal nulla (secondo loro ma sappiamo che non è così) e aveva travolto tutto e tutti come uno tsunami, era impossibile non parlare di Fibra in quel 2006. Il risultato però è stato che un'unica copertina, solo per lui e non per Marra, i Dogo e via di seguito, ha reso marziano Fibra. La gente ha visto solo lui e non ha per niente appreso che lui fa parte di un mondo, quello rap, che per gli italiani è un mondo sconosciuto come la Deep Web di internet.

Quindi, il discorso della Zukar era di sottolineare quanto è importante che un giornale di quella portata parli e metta in copertina rapper, a prescindere che siano bravi o meno, o che ci piacciano o meno, è importante per il rap, affinché gli italiani scoprano che non è un mondo infestato da spettri e demoni, ma un mondo reale come gli altri cantanti pop.

E che leggo, invece, tra i commenti? Ve lo riporto paro paro eh senza correggerlo, così capite bene:

@bigpicturemgmt dico che fino a ieri marra era il capo di sfera ed oggi eccolo qui. Secondo te davvero noiz e salmo sono riusciti ad attirare la stessa attenzione di sfera? Lui e la sua geng sono riusciti ad arrivare a casa di tutti senza fare canzoni panettone o parlando di qunto e malavitoso. Quindi questi vecchi che lascino la strada pulita per altri

E tu lascia spazio all'italiano, figliolo, che nel tuo commento è un optional!

Mia risposta al tipo:

La frase "questi vecchi che lascino la strada pulita per altri" non è molto adeguata alla cultura hip hop, di cui il rap fa parte, la quale insegna in primis il rispetto per gli altri. Ora capisco tutto, il nuovo, l'evoluzione, l'arte che cambia, ma ricordati una cosa: se Sfera e altri hanno oggi quello che hanno e ottengono visibilità notevole, non è solo per le loro capacità, perchè se non avessero alle spalle la strada aperta e, nel caso di Fibra, spalancata dai vecchi (che tu sembri sdegnare tanto) ora avrebbero il solito pubblichino da nicchia degli anni 90, cioè bruscolini rispetto a oggi. Siete giovani e lo capisco, vi piacciono le nuove generazioni, lo condivido seppur ho l'età di Fibra, ma a nessuno dei "vecchi" gli viene in mente di affossare un giovane e non vedo perchè dovreste farlo voi con loro...questo atteggiamento è controproducente, per il rap soprattutto...ci vuole rispetto per gli altri, è la prima cosa che l'hip hop insegna, specie per chi è stato un pilastro, un pioniere che ha spaccato il mercato infilandoci dentro tanti, ma proprio tanti rapper...se non era per Fibra, Dogo, Marra e Noyz a Roma, oggi ascoltavate un decimo di un millesimo del rap che vedete in giro! Magari a Sfera manco veniva l'impulso di fare musica...più che i vecchi lascino pulita la strada @bigpicturemgmt direi che è il caso di dire che i giovani imparino il rispetto (e l'educazione).

E non ammazzate l'italiano e i nomi quando scrivete i commenti.

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