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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt.26: “Piangi Roma, ti fa bene".

Il film Roma di Federico Fellini intrecciato al disco I Moralisti degli Amor Fou e al Romanzo Criminale di Giancarlo De Cataldo.

Pubblicato il 03 settembre 2015

Quest’articolo è stato scritto un anno fa, per la precisione era il 3 settembre del 2015 (se guardate in alto a sinistra si vede la data di pubblicazione).

Scegliemmo di dedicare una puntata della nostra rubrica a quello che stava succedendo a Roma, che non se la passava per niente bene in quel periodo: mafia capitale che imperversava, Salvatore Buzzi, i funerali di Casamonica e le immagini di Roma coperta dai rifiuti.

Il sindaco di allora, Ignazio Marino, era già in crisi: le polemiche sul suo modo di amministrare la città erano continue, aggravate dal fatto che era andato in vacanza mentre c'era da preparare la città al grande evento del Giubileo.

Ignazio Marino, ex sindaco di Roma.

Ora, a distanza di un anno, ci sembra il caso di ripubblicare e aggiornare quest’articolo, lasciando intatti il titolo “Piangi Roma, ti fa bene” e la parte dedicata al film, al disco e al libro, ma, nel frattempo, la storia di Roma si è arricchita di una nuova protagonista: la sindaca Virginia Raggi.

Eletta alle ultime elezioni amministrative, Virginia Raggi è il più giovane sindaco di Roma della storia e contemporaneamente la prima donna a ricoprire tale carica, finora però non sta mantenendo le promesse e la sua amministrazione sta perdendo già pezzi importanti.

Giovedì scorso, nel giro di poche ore, si sono dimessi l’assessore al Bilancio Marcello Minenna e tre importanti dirigenti di ATAC e AMA, le due aziende municipalizzate che si occupano di trasporti. Ma anche su altri nomi è scontro totale, e la battaglia è tutta interna, tra la Raggi e i vertici del Movimento 5 Stelle, con cui è stata eletta.

«Non voglio più sentire il nome di Raffaele Marra associato al M5S. Non è accettabile che il vecchio sistema legato ad Alemanno gestisca il Campidoglio», ha spiegato Beppe Grillo.

L'assessora all'ambiente Paola Muraro è indagata, ma se prima il movimento si mostrava “intransigente” quando ad essere indagati erano esponenti degli altri partiti, questa volta la sindaca dichiara: “Bisogna prima leggere le carte”.

C’è poi una mail ricevuta da Luigi Di Maio in cui il mini direttorio - Paola Taverna, Gianluca Perilli, Massimo Castaldo e Stefano Vignaroli - lo informava che l'assessore all'Ambiente Paola Muraro era iscritta nel registro degli indagati e che l'intenzione del Campidoglio guidato da Virginia Raggi era, appunto, quello di attendere le carte e "poi prenderemo provvedimenti".

Di Maio, che è il responsabile degli Enti locali e “leader in pectore”, è finito sotto attacco dei più puri del Movimento sul tema della trasparenza, perché avrebbe omesso e depistato sul coinvolgimento di Muraro (per dodici anni consulente dell'Ama), nell'inchiesta sui rifiuti, ma non è così, perché a sua detta non avrebbe capito il significato della mail in questione.

Insomma, Roma dopo un anno, continua a non passersela bene, anche sotto il profilo calcistico, perché dopo una scellerata partita di ritorno dei preliminari, è anche fuori dalla Champions League.

“Piangi Roma, ti fa bene”.

continua ad essere tristemente attuale per la capitale.

Ora però la parte dedicata alla cronaca finisce e lascia spazio a Intertwine Consiglia pt.26: “Piangi Roma, ti fa bene”, che inizia con un film: Roma del maestro Federico Fellini.

La prima volta che ho guardato Roma di Federico Fellini ero al cinema Metropolitan di Napoli, per un laboratorio con l’Università. Ci fu la proiezione del film e dopo, a “spiegarci” il film, c’era il regista Paolo Sorrentino con la sua mai celata passione per il maestro riminese.

Roma è un film del 1972, girato con stile quasi documentaristico.

È un viaggio tra le diverse realtà della capitale. Un giro nella città eterna di cui vengono raccontati i vizi, le tradizioni e, soprattutto, le contraddizioni.

Roma racconta due storie basate sulla vita di Fellini.

Si parte dagli anni ‘40, da quando il giovane protagonista (Fellini da giovane) si ritrova in una Roma in cui vi era ancora il fascismo, fino agli anni '70 in cui Fellini è un regista affermato e prova a girare un film.

In molte delle locandine usate vi è una prostituta che rappresenta Roma, un concetto forte che il regista ripete più e più volte nello stesso film.

"Roma è donna, madre e prostituta.

Roma è tutto, e racchiude in sé tutte le contraddizioni eterne."

Questo è un concetto già presente nella produzione di Fellini, come ne “La Dolce Vita” (1960), quando ad un certo punto Marcello Mastroianni, in una scena si rivolge a Sylvia (Anita Ekberg) dicendole:

“Tu sei tutto, Sylvia, ma lo sai che sei tutto? Tu sei la prima donna del primo giorno della creazione, sei la madre, la sorella, l’amante, l’amica, l’angelo, il diavolo, la terra, la casa… ah, ecco che cosa sei: la casa!”
Anna Magnani con il regista Federico Fellini,.

Parla di lei, ma sembra parlare a nome di Fellini riferendosi alla città intera.

Ed ancora una volta nel film “Roma” il regista, fingendo di voler fare un’intervista ad Anna Magnani, ribadisce l’identificazione tra la città e la donna. Presenta la Magnani al pubblico dicendo: “È un’attrice romana che potrebbe essere anche un po’ il simbolo della città: una Roma vista come lupa e vestale, aristocratica e stracciona, tetra, buffonesca… potrei continuare fino a domattina”.

Roma (il film) non ha una struttura romanzesca, anzi, ogni scena è articolata senza poggiare su una trama principale.

Ci sono le persone che riescono a mangiare in una classica trattoria romana. Mangiano in mezzo al caos, con la videocamera che gira tra i tavoli e poi si passa a una prostituta che viene riaccompagnata da un suo cliente tra i resti dell’antica Roma.

Il caos diventa infernale sul Grande Raccordo Anulare, con le macchine che passano, i clacson che suonano, la pioggia e un mini autobus di tifosi del Napoli che fa scoppiare la rivalità con qualche tifoso romano in auto.

C’è poi il teatro (scena in cui appare anche Alvaro Vitali), con gli spettatori che non hanno remore ad interrompere con fischi o insulti ciò che non gradiscono.

Ci sono gli affreschi della Roma antica, che, scoperti durante la costruzione del tunnel della Metropolitana, pian piano tendono a scomparire, a causa dell’aria esterna.

Locandina di Roma,
Fellini durante le riprese di Roma.

E poi, dopo aver girato per bordelli e viali di prostitute, ci ritroviamo ad assistere alla sfilata di abiti ecclesiastici, con nobili, vescovi e cardinali che guardano ammirati i vari modelli destinati alle suore e ai preti.

Non è difficile intuire una forte critica al Vaticano, al suo potere, al suo lusso e sfarzo.

Scena della sfilata con gli abiti ecclesiastici.

Il film si chiude con giro dei motociclisti che illuminano a sprazzi i monumenti immortali della città: si vede per un momento il Colosseo, ma poi ripiomba nel buio.

Roma è una lettera d’amore alla città che lo ha ispirato, è un affresco a quella che Vidal (uno scrittore americano nel film) definisce:

“La città delle illusioni: non a caso qui c’è la chiesa, il governo e il cinema,

tutte cose che producono illusione”.

Passiamo al disco che abbiamo scelto per continuare il nostro intreccio: I Moralisti degli Amor Fou, uscito nel 2010.

Nel disco vengono citati personaggi del mondo della cronaca e dell'attualità dal 1950 al 1980.

Copertina de I Moralisti.

Dopo l’Intro di 19 secondi, si racconta subito la storia Enrico De Pedis, detto Renatino, boss della banda della Magliana, l’organizzazione criminale purtroppo nota per i tanti crimini commessi nella città di Roma e nel Lazio dalla seconda metà degli anni ’70.

“Arriverderci Roma, scusa se ti ho ricordato che si muore.

Arriverderci giovinezza mia, Trastevere di brutte cose, ricordati di me..”

Ne I Moralisti troviamo una sorta di neo-realismo contemporaneo, con la voce (e soprattuto i testi) di Alessandro Raina che hanno l’ambizione di far luce su tante zone grigie (o forse proprio nere) di storie italiane.

Se ne Le promesse si racconta di un’anima tormenta:

“Oggi mi dedicherò ad insegnarti a dire che

si deve un giorno cominciare a non morire.

Oggi mi dedicherò ad un pensiero unico

che ti liberi da tutto il male, dal potere…”

Peccatori in Blue jeans è invece il pezzo destinato a fare audience, ed è anche un inno per chi vuole restare single a vita. Qualcuno si riconosce in questi versi?

“Ognuno è solo, anche se scrive di aver dormito con le amiche delle amiche.. noi siamo soli perchè ci piace dormire bene e amarci solo con il corpo e non pentirci mai..”

Tante storie in questo disco. C’è un prete che rinuncia al suo amore impossibile nei confronti di Un Ragazzo Come Tanti, mentre un pezzo che si distingue dagli altri, soprattutto musicalmente, è Filemone E Bauci:

“..e di dichiarazioni mai fatte e lettere vuote

non resta molto a parte le perdute occasioni

ma non pensare che di sesso di perle e di paura

non ci si possa campare..”

Chiudiamo il nostro intreccio con Romanzo Criminale, scritto dal giudice Giancarlo De Cataldo e ispirato alla vera storia della banda della Magliana.

Il libro (e la storia) hanno avuto un successo tale da ispirare prima il film omonimo diretto da Michele Placido e poi la serie tv di Stefano Sollima.

“Se i soldi si dividono non servono più a niente. Se ci dividiamo non serviamo più a niente. Uniti si vince”

diceva il Freddo, forse quello che più ragionava della banda.

La storia è quella di un gruppo di giovani delinquenti che decide di conquistare Roma, e ad un certo punto diventa un esercito quasi invincibile.

Si inizia con la droga e il gioco d’azzardo fino ad arrivare a trame intricate fatte di rapporti a dir poco ambigui con la politica, i servizi segreti, insomma con gli “uomini di stato”:

“Abbiamo scoperto cose incredibili. Un filo che partiva da quella che io chiamo la «mafia romana» e passava per l'uccisione di Moro, la strage di Bologna, dieci anni di omicidi, e portava nel bunker di una branca speciale direttamente dipendente dallo Stato. Una sezione che ufficialmente non esiste, con un capo fantasma che è il crocevia di tutti i più grandi misteri della Storia recente”. (Nicola Scialoja, p. 540)
Romanzo Criminale - La serie
Romanzo Criminale - Il film.

Ma quando si sta dentro una "Batteria" (quella che nel mondo "regolare" si chiama banda) la voglia di emergere, il potere e i soldi, danno spesso alla testa.

Si pensa di essere invincibili e poter dominare tutto, così anche gli amici diventano rivali ed è tutto più pericoloso perché gli amici sanno tutto di te: punti di forza e di debolezza, ma anche dove andresti a nasconderti per non farti ammazzare.

Ma quando la Batteria decide che devi morire, sei morto e basta.

Ed è questa la fine che faranno più o meno tutti, non ascoltando il consiglio de Il Freddo.

La storia è tristemente nota.

E’ il fascino del male, perverso, ma che attrae inevitabilmente.

In questo caso c’è poi la dimensione dell’indagine che affascina scempre, con una minuziosa documentazione di tutti i fatti.

Chiudiamo con alcuni versi di Piangi Roma dei Baustelle, cantata anche da Valeria Golino:

“Piangi Roma, muori amore, splendi sole, da far male.

Ho già fatto le valigie, ma rimango ad aspettare…”

Ma Roma è talmente bella e ha così tante risorse che:

“Ridi Roma, ridi amore, dice il telegiornale, che la fine si avvicina,

ma io m'invento un gran finale..”.

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