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Una storia di Raffaele

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Essenziale 2049

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Bonificator

Summum ius, summa iniuria

Pubblicato il 01 novembre 2017

In un tempo non molto lontano dal nostro, l’umanità raggiunse i suoi limiti e collassò.

Le tecnologie e le invenzioni che gli uomini avevano usato nei secoli divennero la loro condanna e tutto ciò che era servito per una vita agevole divenne inutile.

Il Polis Web prese coscienza alle ore 13:30 di un afoso lunedì di luglio nell’anno solare duemila quarantanove. L’uomo e tutto ciò che aveva rappresentato fino a quel momento fu annientato e quelli che sopravvissero furono schiavizzati da Sistemi Organici Computerizzati denominati Avvocati.

Le grandi città si svuotarono.

In quel tempo senza leggi si distinsero dai comuni uomini delle persone speciali e abili nella dura arte della Bonifica…

Attilius viveva in un villaggio che un tempo era stata Napoli, una bella cittadina di una nazione denominata Italia che si affacciava sul Mare Nostrum.

Il villaggio non aveva nome ed era abitato da gente povera, gli Sfaccimmi. A differenza dei conterranei, Attilius si procurava cibo e bevande senza fatica grazie alla sua arte di Bonificatore. L’aveva scoperto sin da tenera età, quando suo padre gli aveva detto del chip innestato nella sua testa. Poco dopo l’ascesa del Polis Web, infatti, i sopravvisuti selezionarono i Bonificatori sull’intera popolazione mondiale in un numero di tre neonati ogni anno.

Questo era il “Contratto con i Cittadini del Mondo” stipulato da un noto Premier prima che il mondo andasse definitivamente in malora.

Scelti i neonati, gli s’innestava il chip “Aitan” alla base della corteccia cerebrale. Il chip stimolava direttamente la parte del cervello dedita all’orientamento ed era in grado di indirizzare i Bonificatori in qualsiasi direzione e secondo molteplici percorsi fino a stanare e bonificare gli Avvocati. Questa fu l’ultima grande invenzione del genere umano prima dell’ascesa definitiva del Polis Web che assunse il controllo totale nel settembre dell’anno solare duemilaquarantanove.

Chi avesse ideato il chip nessuno lo sapeva, ma ciò che si conosceva era oggetto di leggende.

La più conosciuta parlava di un Sistemista Atu ritiratosi nei pressi di un monastero localizzato in una non molto nota località dell’entroterra di quella che si chiamava Regione Campania, la città di Pompei. Questo Sistemista, il cui nome da illuminato era Ga-Etano, che significa “Bonifico Dunque Esisto”, aveva sviluppato un algoritmo in grado di calcolare tutti gli Avvocati da bonificare e l’aveva memorizzato nel chip “Aitan”.

Attilius conosceva molto bene la leggenda del chip “Aitan” che era tramandata ai posteri da generazioni, ma aveva anche scoperto qualcosa che probabilmente pochi o nessuno sapeva: tutti i Bonificatori avevano memorizzato una lista da bonificare che gli era propria e che gli altri Bonificatori ignoravano. La scoperta fu casuale. Stava sniffando colla da vecchi biglietti per concerti, un vizio che mai era riuscito a levarsi, quando si era tirato nel naso un’immagine di Bono Vox. Costernato e addolorato ebbe un mancamento e, parimenti, una chiarissima visione: un percorso che sembrava ininterrotto, senza principio né fine. Un elenco d’Avvocati.

La mente di Attilius formulò diversi quesiti che lo portarono inevitabilmente ad altri: Chi siamo? Dove andiamo? Perché lo facciamo? Quando si rese conto che stava impazzendo si diede uno scopo: la sconfitta definitiva del Polis Web attraverso la bonifica completa degli Avvocati.

Mentre questo accadeva, la notizia di un pazzo furioso che uccideva i Bonificatori si diffondeva a macchia d’olio. Il pazzo era lo Gnè Gnè e lo riconoscevi da un paio di occhiali fatti con i fondi di vecchie bottiglie di birra. A Varcaturo, un noto ritrovo di delinquenti, aveva incontrato il Del Mastro, un truffatore ricercato prima del collasso dell'umanità dalle polizie di tutto il mondo. I due erano diventati amici e durante una bevuta sulla spiaggia avevano trovato una bottiglia con dentro un messaggio. “TU!” c’era scritto e a enfatizzarlo c’era disegnata anche una mano con l’indice teso.

“Che vuol dire?” aveva domandato il Del Mastro.

C’era voluto molto tempo, ma dopo mesi di muta riflessione l’astuto Gnè Gnè aveva capito che nel messaggio si celava un codice: Trovatene Una!

Il pazzo aveva cominciato così a girovagare per il mondo in cerca dei Bonificatori (- Trovare, chi è che trova? Il Bonificatore! -) e della lista (– Una, una lista di Avvocati! –) che uno di loro nascondeva, una sorta di indirizzo segreto, una mappa magari che lo avrebbe portato alla scoperta di qualcosa di eccezionale, un tesoro forse.

Tuttavia lo Gnè Gnè scoprì solo successivamente che ogni Bonificatore aveva in realtà un propria lista che altri Bonificatori non potevano conoscere. Come era stato per Attilius, dunque, anche lui scoprì che le liste degli Avvocati dei Bonificatori si completavano a Vicenza...

Attilius e lo Gnè Gnè si ritrovarono dunque nelle lande desolate di quella che era stata Vicenza a un decennio dalle loro reciproche scoperte. Uno di fronte all’altro, si sfidarono con gli occhi.

Attilius aveva solo una penna usb e pareva visibilmente nervoso, lo Gnè Gnè maneggiava pericolosamente un faldone pieno di scartoffie e sembrava più sicuro di se.

Ciò che avvenne fu veloce.

Lo Gnè Gnè si gettò con un urlo su Attilius che riuscì a evitare una risma di carte girando su se stesso e spingendo la penna usb sulla faccia dell’avversario. Approfittando del momento immobilizzò lo Gnè Gnè con un presa ai fianchi, ma questi con una gomitata riuscì ad allontanarlo senza problemi.

Lo Gnè Gnè si lanciò ancora una volta su Attilus che lo schivò solo all’ultimo momento spostandosi su di un lato e facendolo sbattere con la faccia sul terreno. Il pazzo gridò e mentre Attilius ripartì all'assalto, il Del Mastro sbucò dal nulla alle sue spalle immobilizzandolo. Attilius, ormai spacciato, cercò di liberarsi e quando lo Gnè Gnè, ripresosi, si fece nuovamente avanti la terra tremò…

Ci fu silenzio, un attimo, e poi la voce squarciò il cielo: “Manc’ e can’!” e la terra tremò ancora.

Si sentì un boato e le lande di Vicenza si aprirono, una luce irradiò tutta la zona e il Del Mastro cominciò a imprecare per la forte iridescenza. Poi la luce svanì così come era venuta e là dove prima non c’era nulla comparve un uomo.

Era un monaco buddista e si capiva dai vestiti che indossava, la sua faccia era serena e pacata, ma invece della mistica pelata esibiva un taglio più simile a un Francescano che a un Buddista. Ed era alto, altissimo.

“Manc’ e can’!” disse loro, “Sono Ga-Etano!” e in quel momento le loro coscienze si unirono.

Davanti a loro c’era l’inventore del chip “Aitan”, un vegliardo che era vissuto molti secoli prima: come era sopravvissuto? E quella sorta di magia che lo aveva fatto manifestare era un buon motivo per credere che quello non fosse più un uomo ma pura energia?

“Sblocca gli Utenti!” urlò istericamente lo Gnè Gnè ignorando Attilius.

“Per favore, potresti dirci qual è il senso della bonifica?” chiese Attilius più pacatamente, “Perché francamente comincio a non capirci più nulla…”.

“Vi ho portato qui!” rispose Ga-Etano.

“Grazie!” disse lo Gnè Gnè, “Chiedo il senso di tutto questo! Sono anni che giro il mondo in cerca del Grande Segreto e tu te n’esci con – Vi ho portato qui!- Ma fammi la cortesia!”.

“Manc’ e can’!” esclamò nuovamente Ga-Etano, poi continuò, “Vi ho portati qui perché devo rivelarvi il Grande Segreto…”.

“Hai capito finalmente!” replicò lo Gnè Gnè.

“Eccolo!” disse solenne Ga-Etano tirando fuori dalle sue vesti un oggetto.

“Ma…” riuscì a dire il pazzo abbastanza spiazzato.

Il De Mastro al suo fianco restò a bocca aperta.

Sul volto di Attilius, tuttavia, si andò a manifestare poco per volta la consapevolezza.

Ga-Etano aveva tra le mani quello che era stato un tempo chiamato DVD sul quale si poteva leggere chiaramente: “Il Grande Segreto: vita e opere di Rocco Siffredi."

“Che cavolo” disse tra i denti Attilius.

Ga-Etano sorrideva mostrando loro il DVD.

“Che cavolo” ripeté ancora Attilius mentre la sua faccia diventava blu dalla rabbia.

Ga-Etano continuava a sorridere.

“Tutto quel tempo speso a cercare e tu…”.

Ga-Etano non disse nulla, felice com'era.

“Non esistono più i lettori DVD, non esistono”.

Ga-Etano non replicò.

“Ma non capisci che non possiamo…”.

Ga-Etano non smetteva di sorridere.

“Smettila!”.

Ga-Etano continuò

“MALEDETTOOO!!!” urlò Attilius e gli saltò addosso.

Ga-Etano risultò non essere affatto un’apparizione, né pura energia, ma solo un vecchio estimatore del Cinema D’Autore di Colore Rosso dei tempi che furono.

Nessuno capì come avesse messo in scena la sua apparizione, ma le tesi più accreditate sono che probabilmente avesse usato uno di quelli che erano chiamati Effetti Speciali.

Resta tuttora un mistero come fosse sopravvissuto tutti quegli anni con quel DVD.

Fatto sta che si prese un fracco di botte anche dagli altri quando capirono che era successo.

Non morì mai, né diventò cieco, checché se ne pensi del Cinema D’Autore di Colore Rosso, e pare che sviluppi ancora oggi nuove tecnologie per lettori DVD di cui detiene, oramai, tutti i Segreti possibili e inimmaginabili. Felice e contento.

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