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Una storia di bluestarlet

Questa storia è presente nel magazine Fantascienza

Come l’acqua per il fuoco

Pubblicato il 08 febbraio 2018 in Fantascienza

Tags: amore fantascienza guerra storie vita

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EPILOGO.

Le guerre tra i vari mondi sono sempre esistite , ma questa in particolare ha origini molto lontane.

Due pianeti , Trappist e Venere , due popoli diversi che hanno generato tra di loro grandi odi e rancori scaturiti da un amore destinato a non durare.

I popoli che abitano questi due pianeti sono gli opposti e sono capaci di distruggersi a vicenda , ma come tutti gli elementi presenti in natura , l’uno non può vivere senza l’altro.

Gli abitanti di Venere sono gli Ignes hanno il dono di possedere il fuoco e negli anni riuscirono a trovare il pianeta adatto alle loro esigenze. Quasi tutte le famiglie e i sovrani si stabilirono su Venere ma diedero la possibilità , agli abitanti e le famiglie che lo desideravano , di rimanere sulla terra ma con l’obbligo di seguire le leggi e i divieti.

Gli abitanti di Trappist sono gli Aqua ed hanno il dono di possedere l’acqua. Come gli Ignes si trasferirono nel pianeta più consono alle loro esigenze , ma con gli stessi obblighi.

Sulla terra abitavano alcune famiglie dei popoli di tutti gli elementi , che contribuiscono nell’equilibrio terreste.

Tutti i popoli vivevano in tranquillità e all’oscuro dalle persone comuni , i terrestri.

Gli equilibri si interruppero quando il principe di Venere e la principessa di Trappist si innamorarono.

Secondo gli equilibri degli elementi questi due elementi si distruggono a vicenda , ma l’uno non può esistere senza l’altro , ma poiché si distruggono a vicenda un Ignis e una Aqua non possono assolutamente unirsi in matrimonio , il frutto di quest’unione potrebbe essere distruttivo. Sulla terra i popoli dei diversi elementi acquistano un corpo umano , ma per usare il loro potere nella sua pienezza devono trasformarsi.

Nel momento in cui Febe e Morgana si innamorarono tra i due pianeti scoppiò la guerra che durò per tanti anni finchè Febe e Morgana non vennero esiliati e i vecchi sovrani decisero di mantenere uno stato di calma, ma questo portò odio e astio tra i due popoli continuò per secoli. Ancora oggi ci si chiede , come fecero Febe e Morgana a stare insieme nelle loro vere forme? Nessuno sa darsi una vera risposta.

CAPITOLO 1.

Mi sveglio , odio quella sveglia che continua a suonare , ma devo andare a scuola.

Prendo le prime cose che capitano dall’armadio , oggi c’è caldo , troppo caldo , quindi credo che vestire in modo leggero sia necessario.

Faccio una doccia e cerco di raccogliere i lunghi capelli castani in una coda, Mia mi aspetta e non posso fare tardi.

Scendo giù dalle scale che mi conducono nel salotto dove la mamma mi aspetta con la colazione da portare via.

Mi accoglie e mi da il buongiorno con un grande sorriso , come fa ad essere così positiva di prima mattina ? Vorrei avere io questa positività.

<< Oggi hai interrogazioni ? >>

<< No mamma , oggi non ho interrogazioni fortunatamente , avrò una giornata tranquilla , si spera >>

<< Bene Asia , io sarò a lavoro fino a tardi oggi… >>

<< Ho le chiavi di casa mamma , non preoccuparti >> le sorrido dandole un bacio sulla guancia << passa una buona giornata a lavoro >> prendo il sacchetto della colazione e corro verso la porta , dove Mia mi aspetta arricciandoti i capelli ricci e neri nelle dita.

<< Hai deciso di fare tardi a scuola oggi ? >> scherza ed entra in macchina.

<< Non sarei nemmeno scesa dal letto pensa un po’ >>

Scaravento lo zaino nei sedili posteriori e mi accomodo in macchina.

<< Come mai ti sei vestita così leggera ? >> mi da un’occhiata mentre guida.

<< C’è il sole e sento caldo , tipo la tua giacca per ora non la sopporterei >> cerco di scherzarci su senza sembrare troppo offensiva.

<< Ma sotto ho una maglia scollata quindi sono giustificata >>

In dieci minuti siamo a scuola e parcheggiamo. Mia alcune volte è esagerata , siamo arrivate a scuola addirittura quindici minuti prima di entrare.

Ci incamminiamo per entrare nella struttura e andare in aula e già ci sono i vari gruppi indaffarati a parlare e decidere cosa fare durante il fine settimana o quali attività da fare. Nei diversi gruppi le persone sembrano tutte somigliarsi fisicamente tra di loro. Le cose strane della vita.

Ore 8.15 prima lezione di scienze. Giuro che non ci ho mai capito niente , menomale che Mia se la cava e spesso viene a casa mia così studiamo insieme , ma per quanto riguarda le ore di lezione a scuola per me sono insignificanti. Mi metto in un angolo e disegno , credo sia la cosa che mi riesce meglio fin da quando ero piccola , ma in questi momenti è un modo come un altro di passare il tempo.

Mentre disegno vedo arrivare un foglietto accartocciato. Mi guardo in torno e nessuno guarda dalla mia parte.

<< Mia >> sussurro.

Nessuna risposta , sta seguendo la lezione sulle piante e la fotosintesi. Ma è seria ?

<< Mia >> le sussurro di nuovo dandole uno strattone.

<< Asia hai mai sentito parlare di gente che ascolta i professori? >>

<< E tu hai mai sentito di gente a cui non frega niente delle materie scientifiche ? Comunque è arrivato questo >> le mostro la pallina ancora non aperta.

<< Di chi è? >> mi guarda stranita.

<< Non ne ho idea >> continuo a guardarmi in gira ma vedo solo chi scrive e chi ascolta , insomma fanno tutti quello che non faccio io.

Mia apre il foglietto.

“ Salve belle signorine, sabato ho intenzione di dare una festa a casa mia , per dare il benvenuto alla primavera. Mi farebbe piacere se veniste. In tutti i casi me lo direte alla fine di questa bellissima e noiosissima lezione. ”

<< Inizio antipatico , ma chi è? >> chiedo a Mia

<< Matthew >> dice leggendo il retro del foglietto.

<< Matthew ? Scherzi ? >>

<< No Asia , non scherzo proprio >> c’è un sorrisetto nel suo viso.

Mia spera in una festa di Metthew da una vita , nonostante tutti i ragazzi che praticamente si metterebbero a tappetino , per lei esiste solo Matthew.

<< E immagino che tu ci voglia andare >> la guardo.

<< Certo Asia >> chiude e piega per bene il foglietto sorridendo soddisfatta.

<< E immagino anche che vuoi che venga pure io >>

<< Come hai fatto a capirlo ? >> riprende la penna cercando di scrivere gli ultimi appunti.

<< E se io non volessi andare? >>

<< A meno che tu non stia morendo di qualche rara malattia mi farebbe piacere se tu venissi con me >>

Sto in silenzio e continuo il mio disegno.

<< Asia non puoi stare tutti i giorni sempre reclusa a casa a leggere o disegnare , uscire non ti farebbe per niente male >>

<< Ma io esco >>

<< Andare a fare shopping con me oppure fare jogging non è uscire >>

<< Ah no? E io che pensavo di mettere piede nel suolo pubblico condividendo l’aria con molti esseri viventi >> scherzo.

<< Che spiritosa >> mi tira la gomma.

<< Vediamo , ancora mancano due giorni >>

Suona la campana , prendo tutta la mia roba e la infilo nello zaino.

<< Cercherò di convincerti allora >> dice decisa.

Escono tutti e mentre ci dirigiamo verso l’uscita Matthew ci blocca all’uscita. E’ davvero irritante.

<< Allora ragazze venite alla mia festa ? >> ci chiede sorridente.

<< Penso di si , risponde Mia , anzi sono quasi sicura di si >> si guardano , mi viene la nausea.

<< Io non lo so , devo vedere >> si gira e mi guarda , ah esisto.

<< Faresti scontento qualcuno >> si guarda alle spalle , c’erano i suoi amici che parlavano tra di loro , ne riconosco qualcuno ma non ricordo il nome o penso di non saperlo.

<< Sai non penso proprio >> scherzo e Mia mi da uno strattone , mi riprendo << comunque ti faccio sapere >> fingo cortesia.

<< Non ti preoccupare , anzi vi do il mio numero e il mio indirizzo in caso veniste >>

Ci passa il foglietto con tutte le istruzioni e i numeri del caso.

<< Ci si vede in giro >> guarda Mia che si sta sciogliendo come un gelato posto al sole cocente.

<< Si certo >> prendo Mia per il braccio e me la porto via.

Ci incamminiamo per i corridoi per andare nell’aula della prossima ora.

<< Certo potresti evitare di farti scendere la bava quando lo guardi >> scherzo.

<< Asia aspetto dalle scuole medie questo momento >> mi risponde con occhi sognanti.

<< E secondo te non lo so? E’ diventato una tortura per me >> sbuffo .

<< Ma non lo so…sarà per i suoi capelli biondi, per i suoi occhi castani… >>

Continuo << …per la sua faccia , il suo culo , le sue braccia…. Fidati Mia , lo so >> rido e lei mi guarda scioccata.

Passiamo la seconda ora ad ascoltare il professore di storia , almeno una materia interessante per me.

Non so se mi possa piacere andare a quella festa.

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