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Una storia di SimonePorfido

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Star Wars Episodio VII

#starwars #tecnologia #lavorobenfatto # comunicazioneculturadigitale

Pubblicato il 01 novembre 2016

Come ogni mattina, Rey, una giovane ragazza di 19 anni, attraversava il deserto del pianeta Jakku, luogo arido e desolato, in cerca di rottami di vecchie astronavi abbandonate da portare con sé. La vita lì non era semplice, le risorse scarseggiava e l’unico modo per sopravvivere era scambiare con dei mercanti, della ferraglia per porzioni da mangiare. Durante la sua solita ricognizione, Rey si ritrovò davanti un piccolo robot bianco con zone arancioni e argento, la testa a cupola sulla quale è posto il sensore-occhio nero, mentre il resto del corpo formato da una sfera che il droide utilizza per muoversi sulla quale è scritto il suo nome: BB-8.

I due smisero di combattere, e l’uomo, un ragazzo di colore di corporatura muscolosa, cominciò a spiegare chi è e perché si trova lì.

“ Sono il soldato Finn, mi sono ribellato all’impero. Ho camminato per ore nel deserto perciò sono entrato qui in cerca di cibo e acqua.”

“ E che cosa ci fai sul Pianeta Jakku??” – gli chiese la ragazza. – “ Sono scappato da un’astronave del Primo Ordine grazie al pilota della Resistenza Poe Dameron, ma durante la fuga ci hanno colpito e ci siamo schiantati e all’impatto sono svenuto. Al mio risveglio lui era sparito ma so che deve trovare un piccolo Robot bianco e arancione a forma di palla perché contiene la chiave per distruggere il governo del Primo Ordine”. Rey allora sconcertata : “ Ma è BB-8!!”.

I due ragazzi decisero quindi di intraprendere insieme questa missione e scoprirono l’indomani che lo spietato mercante stava per rivendere il droide disattivato ai soldati dell’impero. Organizzarono quindi un piano per salvare il loro piccolo amico. Aspettarono quindi che scendesse la sera per recarsi nel magazzino del mercante dove venivano conservate le merci della vendita. Con passo scaltro Rey si nascose dietro un grosso tubo di metallo arrugginito al centro della piazzola, individuò la posizione del droide e insieme all’amico Finn provò a riattivarlo. Una volta recuperato, Ray seguita dal piccolo droide e da Finn, corsero verso l’uscita.

Riuscirono a superare il varco ma si resero conto troppo tardi di essere stati accerchiati da una squadra di recupero dell’esercito dell’impero. I tre provarono a scappare da proiettili delle pistole laser che illuminavano i rottami di metallo nel grande buio della notte. Finn stanco di correre disse all’amica: “Non possiamo scappare all’infinito, ci cattureranno. Dobbiamo rubare una navicella e andarcene da qui”. BB8 nel silenzio di Rey rispose: “biip-bii-biii-biip”. La giovane diede uno sguardo veloce al luogo che la circondava, erano posti da lei conosciuti, visti ogni giorno fin dalla tenera età, ma la notte creava un’atmosfera cupa e oscura che fece sorgere in lei una sensazione di smarrimento. Ripresa la lucidità, Rey grido: ”Correte…andiamo verso quella navicella”. Corsero come non mai senza guardarsi indietro, la paura era troppa e i colpi d’arma dell’esercito erano interminabili. Finn fu il primo a salire su una vecchia navicella, mal messa, si vedeva che erano anni che era rimasta inutilizzata. BB-8 aiutò i due giovani nell’accensione ma scoprì che il motore era guasto e che non era possibile volare nell’iperspazio. Finn allora corse subito nella cabina di tiro mentre Rey cercava di utilizzare le sue conoscenze basi per riparare il veicolo. Ad un certo puto la nave emise un rumore incoraggiante, le luci del comando si accesero, BB-8 infatti era riuscito ad aggiustare il motore per il viaggio nell’iperspazio. Nel frattempo l’esercito aveva accerchiato la navicella e continuava a sparare ininterrottamente. Rey corse verso la cabina di pilotaggio, Finn la raggiunse dopo pochi secondi e rivolgendosi a lei chiese: “ma tu lo sai pilotare questo carretto?”- La ragazza con uno sguardo sconcertato gli rispose: “lo scopriremo tra poco”. La mano alzò la leva di pilotaggio, Rey premette due, tre tasti sul piano di fronte a lei e la navicella iniziò a prendere il volo. Caddero due volte mentre Rey cerco’ di capire come si pilotasse quel vecchio rottame, ma finalmente riuscirono ad arrivare nello spazio.

L’esercito dell’impero era poco dietro di loro e le loro armi da che sembrava fossero inoffensive, iniziarono a colpire e a far tremare tutta la nave. Due piccoli caccia da combattimento si affiancarono alla nave spingendola per cercar di mandarla fuori rotta. Era il panico per i nostri amici, Finn urlava, BB8 continuava a fare versi incomprensibili e Rey stava perdendo il controllo della nave. Ad un certo puto per la ragazza il tempo si era fermato, tutto si muoveva lentamente in torno a lei. Guardò Finn, la sua espressione era spaventata e per certi versi sembrava quasi buffa, per poi rivolgere lo sguardo alle macchine dell’impero davanti a lei, pronte a distruggerli senza pietà. Per un momento Rey vide il suo vecchio pianeta, quello dove era nata, cresciuta e dove aveva sofferto per gran parte della sua vita. Sapeva che li non c’era più niente per lei, sapeva che adesso stava per intraprendere una grande avventura. Intanto il caricamento dell’energia verso il viaggio nell’iperspazio, era carica, perciò alzò la leva e tutto in torno a lei stava scomparendo piano piano, le stelle si sbriciolavano in piccoli puntini, i caccia erano spariti e davanti a lei c’era solo un grande vortice blu. Erano riusciti a scappare e a fare un salto nello spazio infinito e proprio in quel momento, quello in cui la paura ormai si era trasformata in sollievo e lo spazio li accoglieva per una prossima avventura. Rey capì una cosa che le avrebbe cambiato la vita. Con un grande sospiro disse: “Questo è il Millennium Falcon”.

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