scrivi

Una storia di P3PP4R10

I candelabri di Fëdor - Terza Parte

Interludio

1.5K visualizzazioni

Pubblicato il 24 giugno 2018 in Humor

0

It’s better to burn out than to fade away, carissimo Lev!

Io mi rivolgo sempre a te, perché nella vita non bisogna sempre retrocedere nelle cantine dell’inferno per capire dove spira il vento e dove la fornace emana calore. Brucia tutto ciò che ha valore e significato, brucia il buono così come il giusto. Brucia tutto. Le fiamme dell’inferno, i demoni di Pietroburgo, stanno bruciando, osserva bene, osservali mentre si dannano. Non ci sarà redenzione, su di loro, non ci sarà rivelazione. Nessuna goccia verrà versata o sprecata, poiché nulla avviene per caso. Lo so bene. Come credi nascano le canzoni, come pensi che mi sia sentito, invidiato, imitato, bistrattato, emarginato. Certo, ma sapevo bene che c’era un prezzo da pagare. E’ meglio bruciare, subito. Non sono certo triste, deluso o amareggiato. Io sono incazzato nero, sono lucido e ludico.

Ho attraversato molta strada, ho riso e pianto, ho scherzato e fatto sul serio. E poi ho giocato, ho giocato forte io, per sperimentare. Per elaborare e per ricevere qualcosa. Potrebbe volerci più di un libro, sicuramente ci vorrà più del mio sacrificio. Ne sono consapevole, e sono disposto a pagare senza arretrare, nemmeno di un passo. C’è tanto di cui parlare, c'è tanto da confessare: io fin qui sento di non averlo mai fatto per bene, o meglio, ho sempre scelto di rintanarmi, tra le pagine bianche. C’era sempre una chiave e una serratura pronta a farmi tornare nel baratro, nell’oscurità. Erano i racconti della cantina, erano le memorie del sottosuolo. Siamo scesi, è vero, l’ascensore aveva una lettera, C come cripta.

Il segnale però non era così evidente, non era chiaro, almeno non lo era per me. E’ come ha detto una volta un tipo, riferito alla musica, o meglio al rock and roll. Il rock and roll è autentico, non è posato, non è certo innocuo e non c’entra un cazzo con i soldi e con tutto il resto. Queste sono solo cazzate per turisti! E’ come il vento, la pioggia, il fuoco o come questi stramaledetti candelabri, che ho qui davanti, e che mi stanno rendendo pazzo. E’ la perfezione, è qualcosa di impalpabile, come una bambola di porcellana, come un elemento che è sempre esistito nella vostra fottuta casa.

I candelabri sono il mio splendido fardello, che porterò fino alla fine dei miei giorni. Racconto questa storia affinché tutte le future generazioni possano apprendere, cosa vuol dire essere ossessionati da qualcosa. Siamo come il Capitano Achab e questa è la stiva del nostro Pequod. E’ un fardello, un fardello che brucia da due lati e che in pochissimo tempo cancella tutto, la mente, le storie, questo libro, ogni cosa. Anche i migliori fuochisti potrebbero scottarsi con questo peso.

La gente invecchia, dimentica, diventa egoista e sparisce nel buio. La fiammella tende dapprima a tremolare, si piega, danza quasi, ma poi inevitabilmente cessa. Parola peggiore non esiste: cessare. Sapete avevo un amico, molto tempo fa, quando vivevo in Irlanda, il quale era solito… ma a voi giustamente cosa può fregare? Mi avete chiesto dei miei preziosi candelabri e giustamente avete pagato il prezzo del biglietto per scoprire come possa concludersi questa triste storia. Mentre sono qui, in questa sorta di buen retiro dell’anima in uno scenario bucolico, e ascolto Down by the river di Neil Young, mentre il pittore tinteggia, immagino di scrivere uno straordinario affresco. Una storia sulla società russa contemporanea, di cui avidamente colgo, o almeno ci provo, ogni singola nota e sbavatura.

Il rock and roll non ha bisogno di posate, stoviglie e tovaglioli. Il rock and roll è un coltello a serramanico con la punta affilata sempre pronta a colpire, sempre adatta a squarciare in due la tua candida pelle, o la tua mente da verginello periferico. Questa è la sua potenza, questa è la sua essenza demolitrice. Il detonatore tonico, il succo di frutta che ti disseta e ti imprigiona inchiodandoti In un'estate senza pioggia. E' una primavera dell'anima che non osa cedere il passo alla fresca rugiada autunnale, seppur il poeta scelga ottobre. Il bardo usa le note umide e calde del sudore per suonare una steel guitar, per apostrofare le onde del cuore in una torrida giornata di agosto. Il tempo è il presente. La connessione 3G latita su questa terra baciata dal sole e dal vento. È la chitarra gentile di Mike, Neil e George a farmi compagnia.

Non ci sono motivi per essere tristi: domani è ancora festa! Si leverà il sole e avremo un altro motivo per sperare in una mano fortunata di blackjack; un perfetto e splendido 21, un altro giro di roulette. E' tutto ciò che desideriamo in questa pace dei sensi e dei segni sui monti Urali. Il fuoco si sta spegnendo e la mano invoca il riposo del guerriero che ha dedicato anche la notte a squarciare se stesso. A mettere a nudo, ce ne fosse bisogno, la sua nuda anima vagante... In una notte infinita In questo Mar Nero messo a ferro e fuoco dalla lunga mano dell'uomo. Uomo che sa solo lucrare e che ha ormai smesso (per sempre) di contemplare. Hanno vinto i cattivi e io sto al gioco, perché il mio compito è quello di assecondare i desideri dei gamblers e perché nessuno legge sul serio ciò che pensa un web writer di periferia silenziosa.

...E il pittore ovviamente dipinge, sia le cose che le persone...

Siamo talmente disabituati che talvolta sentiamo per l’autentica “vita vera” una sorta di ripugnanza, perciò non possiamo sopportare che ce la rammentino. Siamo arrivati al punto da considerare l’autentica “vita vera” quasi una fatica, poco meno che il lavoro di queste memorie dal seminterrato.

Tenete sempre a mente che due sono le regole fondamentali, che se applicate ci consentono di vivere bene: non scopare con la donna del migliore amico e non uscire con persone che indossano i mocassini dopo le undici di sera. La differenza, ammesso che ve ne sia una soltanto, sta nel fatto che nelle mie opere ho raccontato il disgusto per l’uomo, la vergogna per gli occhi del vigliacco, che mentre osserva un atto estremamente eroico prova libidine, attrazione e reazione verso chi almeno una volta nella vita si è sorpreso nell’esercitare violenza e coercizione verso chi è debole, inerme o colpevole.

Io ho provato prima dolore e poi piacere, e questo il mio antieroe Rasky lo sa bene, forse anche troppo. In fondo quello che conta è avere consapevolezza dei propri limiti. E’ come nella scena di un thriller fatto bene, dove ogni azione, ogni delitto, necessariamente conduce verso un inevitabile (non ho detto giusto) castigo. Ho sempre pensato che il ribelle sia l’unica figura che vale la pena di essere narrata, quella essenziale. Il mio tentativo è stato di dissimulare le azioni di un governo autoritario attraverso le gesta di un protagonista consapevole della propria natura ribelle.

Oggi io non mi sottometterò passivamente al mio destino infausto, e se è vero che l’orgoglio precede la caduta, io voglio crollare rovinosamente compiendo la mia azione rivoluzionaria di essere senziente. Attraverso il gioco, la roulette, l’amore per una prostituta, attraverso la vita, forse, con tutto il sangue che fluisce, infesta i miei pensieri. E ora lasciatemi godere delle mie bassezza, della degradazione. Tornando, strisciando nella mia tana per godere l’esecranda voluttà della vergogna, del mio rimorso.

E’ un po’ come diceva John: “quelli che vale la pena di seguire sono quelli capaci di farti riflettere in maniera aliena. Chi è in grado di estirparti dal tuo habitat e dal tuo percorso per poi trapiantarti in un altro ecosistema, riuscendo a mantenerti in vita in quella giungla d'asfalto e silicio che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi i gesti e le parole. Vale per il link building, come per la vita ordinaria di tutti i giorni. Web marketing, o no. Girando la ruota o qualsiasi altro ingranaggio tu voglia contribuire a oliare. Con il tuo sudore, sangue o qualsiasi altro tessuto tu voglia condividere con il mondo esterno.”

(Del tempo e dello spazio per una buona scrittura)

E’ come per il panettiere che non ha più il giusto tempo per far lievitare il pane. Ed è così che le nuove generazioni di fornai stanno cedendo il passo a questi mercenari della panificazione. Lo stesso vale per la scrittura. Motivo per cui ho deciso di mettermi in gioco, ancora una volta. Dopotutto ero un valido giocatore, no? La vita è come una grande e lussuosa roulette. Vince chi resiste al gioco. Ma lo fa con costanza e impegno, resistendo alla tentazione di puntare tutto sul rosso. Prima o poi tutti quanti, giocatori esperti e meno navigati cadono in tentazione e puntano tutto su un numero. Ed è proprio quello che mi ha permesso di restare a galla. Questa consapevolezza. Sapevo di essere bravo, ma non ho mai scritto con la convinzione di essere il migliore. In nessun contesto, per nessun motivo al mondo. Non sono mica Lester Bangs! La vita è una grande sfida. Se ce la metti tutta non puoi che fallire, magnificamente. Se invece non eccedi e non ce la metti tutta, fallisci ugualmente, ma solo in parte. In compenso ti diverti e ti godi quello che hai a disposizione. Certo, non verrai ricordato come Napoleone a Waterloo, ma non sarai nemmeno un Napoleone III qualunque. Per questo e per altro ancora, non ho tempo, adesso, per scrivere di più e meglio.

Ritengo, e probabilmente sbaglio, che anche voi non dovreste avere tempo per leggere di meglio. Scrivere, e quindi leggere dovrebbe occupare una porzione ben definita (e si spera anche delimitata) della nostra esistenza su questa arida terra. E’ come per tutto il resto che davvero conta: è questione di equilibrio. Ho sempre cercato di usare buonsenso, non certo la mia qualità migliore. Ho attualizzato la mia prosa per essere, finalmente attuale, un contemporaneo come voi. Sono perfettamente consapevole di non aver centrato del tutto il mio bersaglio. Anche se non era facile, di questo datemi atto. Sento di migliorare, quotidianamente. Un giorno, non so quando, diventerò un autore da best seller e riderò di me stesso, leggendo forse il mio nome in testa alle classifiche di vendita. Fino a quel momento, però, disadattati come noi saranno nati esclusivamente per essere dei ghostwriter.

E poi del resto, chi leggerebbe oggi un’opera come I demoni senza scoppiare in una fragorosa risata? Pensateci. Pensatemi. E abbiate pietà del mio povero cuore e di questa mia sincera testimonianza di cantina polverosa. Dislocation blues-Dislocazione malinconica-laconica-solipsista.

I candelabri di Fedor - Terza parte (Interludio)
I candelabri di Fedor - Terza parte (Interludio)

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×