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Una storia di FrancescaMaglione

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Essenziale 2049

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Pensare ci rende liberi.

Ed è proprio questo l’essenziale, è vivere essendo liberi di pensare!

Pubblicato il 06 novembre 2017

Quando il piccolo Principe giunse a Napoli e non conosceva nulla della Terra fu subito colpito dalla bellezza del mare. Subito riuscì ad ambientarsi, ma era dura per me dire al principe la verità, era dura raccontargli che oltre il mare, il buon cibo e il sole c’erano cose che lo avrebbero terrorizzato. Quando vedi una creatura diversa dalle altre, una creatura ingenua, ma nello stesso tempo più intelligente di tutte le altre, non hai il coraggio di deluderla e di deludere le sue aspettative ed era questo che mi bloccava, non volevo fargli cadere il mondo addosso dopo tutta la fatica che aveva fatto per arrivare fin lì, ma non potevo nemmeno mentirgli perché prima o poi la realtà raggiunge tutti e ti ci trovi dentro senza capire il perché; un giorno ti svegli e la realtà ti ha completamente avvolto, come se non avessi via di scampo e ti domandi perché mai nessuno ti abbia mai messo in guardia e l’unica risposta è che oggi viviamo tutti in una vera e propria “bolla”, fingiamo che non ci siano problemi, siamo indifferenti a tutto ciò che accade come se non ci toccasse, ma la verità è che tutte le cose negative che accadono ci toccano in prima persona, ma abbiamo tutti la testa piena di cose inutili per rendercene conto e così continuiamo le nostre vite nell’illusione e nella finzione. Quando il Piccolo principe decise di tornare sul suo Pianeta era il 2 Novembre del 2017, promise di rifar visita alla Terra nella speranza di vedere le cose cambiate. Passarono trentadue anni da quel giorno ed io non credevo possibile un suo ritorno, ma mi sbagliai, il principe ormai diventato adulto, si presentò fuori la porta di casa mia ed io ero completante sbalordita. Era il 2 Novembre del 2049 ed io avevo 53 anni, era passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta che lo avevo visto e le cose erano cambiate, tutto era cambiato. Il piccolo principe si trovava su un pianeta completamente diverso, di certo le guerre c’erano ancora, ma le persone non erano più quelle di un tempo, le nuove tecnologie avevano cambiato il loro modo di essere e di pensare; ogni individuo era disperso nella propria solitudine nonostante tutti fossero iperconnessi. Il mondo era diventato una realtà virtuale dove ognuno esasperava la rappresentazione del proprio io per apparire migliore di quello che era, ma ciò che rese la tecnologia un elemento pericoloso fu l’invenzione della “memoria artificiale”: ogni essere umano aveva installato dietro l’orecchio un sistema in grado di immagazzinare tutti i momenti vissuti dando la possibilità poi di rivivere ogni ricordo. Insomma, inizialmente sembrava essere un’invenzione straordinaria, ma la memoria artificiale si era trasformata in una vera e propria arma a doppio taglio in grado di rovinare la vita delle persone. La tecnologia non è né buona né cattiva, ma è l’uso che ne facciamo che può essere giusto o sbagliato e l’essere umano invece di utilizzare in modo produttivo la mente artificiale, l’aveva utilizzata per vivere nella paranoia e nell’ossessione di guardare ripetutamente un incontro, un colloquio o ricordi di una relazione con l’intento di osservare i propri sbagli, anche quando non c’erano! Il piccolo principe non aveva nessun motivo per rimanere, il suo era un pianeta in cui poteva vivere libero da ogni controllo e condizionamento. Ed è proprio questo l’essenziale, è vivere essendo liberi di pensare, perché le nuove tecnologie e i media oltre che informarci ci plasmano, modellano il nostro modo di pensare trasformandoci in veri e propri burattini.

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