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Una storia di Francesca23

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Città di carta

un libro da non sottovalutare

Pubblicato il 28 novembre 2015

Ebbene si, perché prima di diventare un film,non scordiamoci che città di carta era un libro, creato per la precisione dalla geniale e folle mente di uno tra gli scrittori più influenti del mondo John Green.

Il romanzo, a differenza di quanti possano pensare, non è un classico young adult partorito per accalappiare quanti più lettori giovani possibili e nemmeno un racconto classico d’autore. Città di carta è esattamente ciò che si definirebbe un piccolo capolavoro editoriale. Niente da togliere al libro che lo ha preceduto (Colpa delle stelle), Città di carta, in inglese Paper towns ,spopola anche in versione film nelle sale cinematografiche diventando l’ennesimo successo dello scrittore. La storia punta a raccontare nel modo più diretto e semplice possibile l’adolescenza e tutte le sue complicanze, quali l’amore, l’avventura, la voglia di crescere e la consapevolezza di cambiare non solo esteriormente ma anche interiormente.

I protagonisti , anzi il protagonista del nostro racconto è Quentin detto Q, ragazzo sfigatello destinato a vivere nel gelido limbo della friend zone in cui la giovane Margo , primo amore di Q, lo lascia soffrire. Quentin (interpretato da Nat Wolff, comparso anche in Colpa delle stelle nei panni dell’amico ceco dei due innamorati e cantante di un brano nella colonna sonora del nuovo film che lo vede protagonista) sembra ormai essersi rassegnato a questa situazione, quando all’improvviso una sera la giovane Margo entra dalla sua finestra con una missione. La vendetta.

Margo (interpretata da Cara Delevigne, modella di VS, sempre elegantemente vestita, a volte svestita, dichiaratamente bisessuale e tatoo dipendente )intende infatti vendicarsi del suo fidanzato traditore e dei suoi “amici” traditori. Per adempiere al suo compito ovviamente avrà bisogno di una spalla e chi meglio del suo insospettabile vicino di casa. D'altronde ogni mente geniale che si rispetti ha un complice, basti pensare a Sherlock e Watson, Bonnie e Claid, Sam e Frodo.

Quentin e Margo in una scena del film

Quentin, che nel poco del suo stand bay mentale è riuscito a memorizzare solo le parole “ex ragazzo”,accetta nel tentativo di riuscire a farsi notare dalla giovane, la quale sfortunatamente non se lo fila neanche un po’. In questa folle notte on the road, Margo e Quentin in versione Lupen III si aggirano furtivi per il quartiere compiendo una serie di piccole marachelle quali effrazioni, violazioni di proprietà, intimi scatti e depilazione di sopraciglia a domicilio, il tutto in pieno stile furtivo firmando a con una grossa M su ogni scena del crimine. Del resto si sa, tutti i più grandi criminali lasciano il segno in qualche modo, come un loro biglietto di passaggio. A seguito di questa notte d’avventura però, la giovane Margo il giorno seguente scompare e nessuno sa dove possa essersi cacciata. La cosa però sembra non preoccupare i genitori della ragazza, a quanto pare per la piccola ribelle non erano insoliti gesti del genere. La vita di Margo era sempre stata una serie di formidabili avventure, ricca di segreti e misteri, ed è proprio questa sua passione che la spingerà a trasformare la sua stessa vita in un mistero. Quentin però non si rassegna a questa sua sparizione improvvisa senza preavviso e si mette sulle sue tracce per ritrovarla. In questo suo viaggio non sarà solo, ad accompagnarlo infatti vi sono i suoi due migliori amici Rader e Ben. Il gruppo si allarga quando all’investigazione delle indagini si aggiungono Angela, fidanzata di Rader, e Lacy, unica amica fidata di Margo e successivamente ragazza di Ben. I cinque, a un passo dagli esami di fine anno, decidono di mollare tutto per mettersi sulle tracce di Margo e riportarla indietro.

I messaggi che John Green vuole inviare con tutti i suoi romanzi sono spesso ambigui e quasi enigmatici eppure per comprenderlo davvero, bisognerebbe concentrarsi al massimo per leggere tra le righe non tanto ciò che vuole trasmetterci, ma ciò che riesce a suscitare in ognuno di noi.

Ed è proprio questa la bellezza del suo modo di scrivere, non è sboccato-trasandato per sentirsi figo, ma è semplicemente sincero per arrivarci al cuore di molta gente, giovane o vecchia che sia. E’ questa sua semplicità complessa che lo rende così maledettamente misterioso e influente.

E’ davvero sorprendente come un concetto così complicato e a volte difficile da trattare, possa diventare semplice se spiegato senza mezzi termini e con un filo di ironia.

Non è difficile immedesimarsi nelle voci protagoniste dei romanzi di Green, perché tutti loro sono facilmente paragonabili ad ognuno di noi. Lo si sente a pelle, appena si prende in mano un suo libro, si sfogliano le prime pagine e si leggono le prime righe, si instaura un legame indissolubile tra libro e lettore che ti spinge a non abbandonarlo e viverlo a pieno fino all’ultima pagina.

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