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Una storia di BananaMelassata

R.S.N.S.I.M.P.I.C

Raccolta di storie no-sense improvvisate mentre la prof interrogava in classe.

Pubblicato il 07 dicembre 2017 in Humor

Tags: Demenziale Raccolta

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Storia di Caio

C'era una volta un tizio di nome Caio. Il ragazzo passeggiava tranquillamente per le belle strade della sua amata cittadina chiamata Πυθθιλανδια. Indossava un kilt che gli copriva le gambe pelose ricolme di smagliature, una tunica da monaco fucsia che ricordava la sua appartenenza al potente Ordine dei Froci, dei guanti giallo canarino di scaglie di drago e una cuffietta viola con un pon pon a forma di gallo da cui fuoriuscivano ciocche di capelli verdi. Caio andò nel suo negozietto di fiducia, dentro cui si stava compiendo una rapina. Entrò tranquillamente per comprare il prezzemolo e salutò l'amico rapinatore. Quest'ultimo, che odiava i membri dell'ancestrale, divino Ordine dei Froci, gli sparò un proiettile in testa, per poi imbalsamarlo e metterlo in giardino. Degli alieni, gelosi, presero Caio imbalsamato, e, pensando fosse vivo, gli fecero tante cose volgari. Ma poi, scoprendo che era morto, ovviamente si suicidarono con la candeggina.

Storia di Allùca

C'era una volta Allùca. Non fatevi ingannare dal nome e da quello che aveva dentro le mutande, era una ragazza. No, non sto scherzando. Sì, davvero. Era catafratto da un'armatura nera, fatta di acciaio e dura come la pietra, un po' come quello che aveva nei pantaloni. Sì, prima non stavo scherzando per davvero. Odiava a morte Caio, marito di Tizio e padre di Sempronio. Lo cercava in continuazione, e alla fine scoprì dove si trovava e il modo per raggiungerlo. Dunque si fece sparare in testa da un rapinatore mentre cercava il prezzemolo nella città di Πυθθιλανδια e fu imbalsamato. Fu rapito dagli alieni e si ritrovò faccia a faccia con Caio. Voleva ucciderlo, ma si accorse che tutti e due erano morti. Ma che sbadatone!

Nascita di Kleft

C'era una volta una coppia di pastori sterili, che incontrarono un angioletto: quest'ultimo ingravidò la donna con il suo miracolo. Da quell'unione nacque Kleft. Era un bambino molto strano: vestiva sempre con un cappello con su scritto NN, cioè New Nazaret, e sotto di esso vi si trovava un pannolone legato al capo. Per lui era una bandana, e guai a chi gli faceva notare che era un pannolone e che il proprio nonno cacava a terra da mesi per colpa sua. Un giorno incontrò un ragazzino della sua età nato dall'unione della maledizione di un demone e una riccona sterile. Questo, a differenza di Kleft che cantava alla velocità di una sega davanti all'immagine fake di Juliana Moreira nuda e poco melodiosamente, cantava con una voce pura e dal piacevole ascolto. Si chiamava Aright. Kleft lo odiava, quindi tentò di ucciderlo. Purtroppo dalla sua aveva solamente mucche e malattie contagiose, mentre Aright aveva dalla sua bodyguards e un vecchietto senza pannolone infuriato. Dunque Kleft morì. A Carnevale però, ci fu una miracolosa resurrezione di Kleft, che volle da subito prendersi la sua vendetta. Purtroppo era il Carnevale del tremilasettecentosettantasette, dunque Aright era già morto soffocandosi con il prosciutto crudo.

Storia di Pio il pulcino

C'era una volta Pio il pulcino, che ascoltava la radio allo zoo. Era geloso di suo cugino di 7° grado Pulcino Pio, che era uguale ma migliore di lui. Lo sopportava, nonostante tutto. Tranne il giorno che lo sentì alla radio. Quella fu l'ultima piuma che fece traboccare il nido. Desideroso di veder suo cugino morire dolorosamente, chiamò un guidatore di monster truck per liberarsi di lui. Quest'ultimo lo uccise alla fine della sua esibizione alla radio. L'omicida fu arrestato, ma Pio... Si dice ancora che giri per le città aspettando il momento in cui troverà un altro essere vivente col suo stesso nome. E quando succederà, sarà inarrestabile.

Background della storia di Caio e Allùca

Inizio

Tutti credono che Kleft fu l'unico figlio di Marja, e nessuno sa che non è così. Tutto iniziò quando l'angioletto ingravidò col suo miracolo la pastora sterile. Ποσειδών, il quale non voleva essere dimenticato dagli uomini e voleva superare il ben più famoso fratello Ζεύς senza giocare a sasso-carta-forbici, decise di lasciare la sua impronta nella religione che stava per prendere il sopravvento: quella Klefteniana. Quindi scese sulla terra e stuprò la madre di Kleft. Anche se era sterile, generò un altro figlio (MIRACCOLOOOOOO!!!). O meglio, una figlia. Solo che, per colpa del precedente contatto con l'angioletto, nacque con un difetto psicologico, e un grande, dannatamente grande difetto fisico. La donna aveva il pene. Un grandissimo, enorme pene. Nonostante questo, era attratta dai maschi. Ah già, aveva anche le orecchie a punta, che sembrano attirare il razzismo. Per questo fu rinnegata e odiata. Per distruggere la sua solitudine, decise di fondare un ordine: Il potentissimo, invincibile Ordine dei Froci. Transus Penus, questo era il suo nome, ma da quel giorno tutti la conobbero come il Signore dei Piselli.

L'ordine dei Froci, gerarchia:

Signore dei Piselli: Il capo dell'ordine. Colui che gli ha dato origine e lo manda avanti, rendendolo più numeroso delle fangirls di Justin Bieber.

Vice: L'amico più fidato del Signore. Si occupa di tutte le faccende importanti in assenza del Signore, e ne ottiene il potere decisionale. Attualmente è occupato da Vladimir Luxuria.

Trans: Coloro che si occupano di portare soldi all'Ordine tramite la prostituzione, essendo provvisti di ambo gli organi sessuali, e quindi capaci di soddisfare chiunque.

Gay: Si occupano principalmente del combattimento, essendo abili nell'irritare gli altri a tal punto di farli suicidare. Sono la potenza militare dell'Ordine.

Lesbiche: Il loro compito è diffondere il credo. Vanno nelle città di tutto il mondo, vestite in modi provocanti, per farsi stuprare da qualsiasi uomo e aumentare la simpatia verso l'Ordine. Inoltre hanno anche il compito di trovare credenti che ancora non si sono dichiarati, grazie al loro intuito femminile e la capacità di ascoltare gli altri senza spazientirsi, essendo donne. Sono anche strumento di procreazione. Le lesbiche atte a questo compito vengono chiamate Trans Formers.

Obbiettivi:

Diffondere il credo per conquistare il mondo; Creare un mega orgione mondiale; Distruggere la Setta degli Anti-Froci; Farle uscire a Denise Milani.

Origine degli Anti-Froci

Prima degli eventi odierni, Allùca faceva parte dell'Ordine dei Froci. Lui e Caio si sono odiati da quando si sono visti. Tutt'e due erano innamorati di Tizio. Allùca, che odiava a morte Tizio, volle farlo soffrire. Per farlo scrisse una lettera, inserendo come falso mittente Tizio, e la spedì a Caio. Quest'ultimo la lesse, e si diresse al parco come c'era scritto nella lettera. Sfortunatamente per Allùca, Caio incontrò davvero Tizio, che era in realtà una bellissima Lesbica. Si sposarono e fecero un figlio: Sempronio. Allùca, infuriato, tradì l'Ordine e fondò la Setta degli Anti-Froci.

Eventi post-morte di Allùca

Dopo la morte di Allùca, la Setta degli Anti-Froci si ritrovò senza comando. Ma Kleft, risorto quel periodo, decise di prendere il posto lasciato da Allùca, avendo scoperto che il Signore dei Piselli era in realtà il figlio di colui che violentò sua madre sterile. Grazie ai grandi poteri divini, la Setta non fu mai così potente. Perciò, scoppiò la settima guerra mondiale.

Storia di Piodorco

C'era una volta Piodorco, figlio di Pudonna Mattana. Da quando nacque sua madre gli ripeteva sempre le stesse parole: "La nostra famiglia è destinata a scatenare e contribuire a guerre religiose". E si rivelò vero. Mentre passeggiava tranquillamente per le strade di Tradonna Moia City in compagnia di sua sorella Chiodane, scorse una figura tra le ombre di un vicolo stretto. Una figura indistinta, la quale sembrava esser ricoperta di piume. La cosa che fece rabbrividire di più Piodorco, fu il secondo prima di perderla di vista, quando gli sembrò di vedere dei piccoli occhietti rossi che lo fissavano, immobili, senz'anima. Sentirono un esplosione in lontananza. Nelle strade della tranquilla cittadina, accompagnati da un canto stridulo e irritante, marciavano degli uomini vestiti di rosa, viola e fucsia. Davanti a loro, colui che sembrava essere il comandante dell'esercito, cavalcava, apparentemente seminudo ma in realtà coperto da un'armatura invisibile ai codardi. I fratelli si rifugiarono in un vicoletto corto. Delle urla strazianti bloccarono il canto e la marcia. Erano provenienti dal vicoletto, e finirono con un lungo gemito. Piodorco giaceva a terra, ucciso da un terribile pulcino dal piumaggio giallo ma a chiazze scarlatte, direttamente spruzzate su di lui dal povero ragazzo anagramma. Pio il Pulcino. Zan zan zaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaan!!! Il Signore dei Piselli, accompagnato dal fidato amico/a Vladimir Luxuria, parlò con Pio, il quale gli disse del suo scopo. Allora il Signore, sapendo un segreto segretissimamente segretoso, reclutò Pio. Il segreto era che Kleft [REDATTO] Ah no, quello è di un'altra cosa. Il segreto era che il cognome di Kleft... era Pio. OMG!

Con le grandi abilità del Pulcino, da quel momento la guerra si equilibrò. Kleft aveva le sue abilità divine, Il Signore dei Piselli aveva Pio.

Storia di Confesvi

C'era una volta Confesvi, un cartello attaccato al muro di un edificio. Nel marciapiede di fronte passavano delle persone e lo vedevano, chiedendosi subito dopo cosa significasse. Confesvi era in realtà un nome latino della terza declinazione. Dato che nessuno lo capiva, decise di spararsi. Ma non morì, essendo un cartello. Il Signore dei Piselli, il quale stava marciando insieme al suo esercito, stupito dall'indistruttibilità di Confesvi, decise di prenderlo come scudo.

Storia di Confesvo

C'era una volta Confesvo, un cartello attaccato al muro di un edificio. Nel marciapiede di fronte passavano le persone e lo vedevano, chiedendosi subito dopo cosa significasse. Confesvo era in realtà un nome latino della seconda declinazione. Purtroppo Confesvo era malato gravemente: non gli importava nulla che gli altri non capissero il significato del suo nome, la sua mente era straziata dal dolore. Stanco di soffrire, decise di suicidarsi staccandosi dal muro che gli portava i fluidi vitali che lo tenevano in stato vegetativo. Mentre la sua anima volava verso l'empireo, arrivò Kleft, il quale, provando pena per Confesvo, decise di usare le sue abilità divine per resuscitarlo.

Continuo storia di Confesvo

Di nuovo in vita, Confesvo non era più malato, ma sano come un pesce, anche se era un cartello. La malattia che prima lo indeboliva portandolo ad essere della seconda declinazione era sparita, perciò tornò alla sua declinazione originaria, cioè la quinta. Kleft lo prese come scudo, e da allora lui e il suo fidato Confesveis furono inseparabili.

Storia di Efestione.

In quel di Tradonna Moia City, passeggiava un biondo figuro. Chi era costui? Non era altro che il mitico Efestione, leggendario Frocio che vinse la scommessa fatta tra i membri del vecchio Ordine dei Froci, in una serata tempestosa nella loro locanda abituale.

"Ehi figa, c'è 'sto gnocco qui che ora comanda il nostro paese che sta conquistando tutta la Persia!>

"Porco***, davvero fai? Mi so tanto eccitato a sapere una notizia del genere, Dio***!"

Efestione, sentendo questo vociare, curioso come un delfino si avvicinò ai due, e spavaldo disse:

"Ao' anvedi che cinque minuti e già lo sto a cavalca' come 'no stallone!"

Proprio da quella promessa nacque la leggenda del mitico Efestione, l'amante di Alessandro Magno.

Costui attirava la brama del Signore dei Piselli, e Kleft questo lo sapeva. Nella piazza centrale di Tradonna Moia City, mentre Efestione dava da mangiare agli uccelli, giunsero i due eserciti.

"Efestione, mio amato!" Gridò il Signore dei Piselli.

Efestione si voltò, e vide quella figura in armatura.

"Oh ma che cazzo voi te mo', cogl-" Prima che egli potesse finire le sue ingiurie, una freccia gli trapassò il cuore.

Una freccia che veniva da Kleft, il capo della Setta degli Anti-Froci.

La storia finale, resa dei conti fra la Setta e l'Ordine.

Fra le strade nebbiose di Tradonna Moia City, nella fosca piazza centrale, il Signore dei Piselli, chino e mesto, tratteneva tra le sue braccia le mortal membra di quello che fu Efestione, leggendario frocio. Abbandonando il suo amato al suolo, gravoso si mise in posizione trasversale; di fronte s'innalzava Kleft impavido, algido di fronte allo sguardo d'odio e alle lagrime che rigavano il volto del Signore. Il primo a scindere il silenzio fu il capo della Setta, con la sua voce stentorea:

"Non dispiacerti, poiché prima del calar del sole raggiungerai il tuo amato sot'terra."

Questo fu il primo strale della battaglia. Il Signore, proclitico sul suo divino scudo Confesvi, rispose:

"Tu, disgustoso fedifrago, che gli augelli ti strazino le carni! L'alma di Efestione vive ancora insieme alla menìa che troncherà il tuo collo!>

Mentre ambe due i condottieri stavano a compiere voli pindarici scambiandosi aspre ingiurie, al contempo gli schieramenti, rivali tra loro, si preparavano allo scoppiare del caos. Alcuni sbadigliavano per via della discussione fra i due generali, che si facea tarda e priva di senso alcuno; altri lagrimavano commossi dalla vicenda; taluni perfino immortalavano il momento con fotografie autorivolte.

Ma nel momento in cui Kleft proferì l'ultima parola, le sorti della battaglia cangiarono:

"D'accordo allora, io e te, orribile Madonna di Pompei, non rimanderemo più alle calende greche: ti sfido a duello. Combattiamo e riportiamo la pace.>

Il Signore lo guardò con un sorriso poco marcato.

"Si vis pacem para bellum, in fondo."

Il prode Kleft, dalla ferale spada, scese da cavallo (o dalla nave, dipende da come verrà tradotto codesto poema fra tremila anni).

Si posizionarono l'uno di fronte all'altro. Il Signore, con un atletico slancio, iniziò il menar di spada. Un poderoso affondo, diritto al core altrui, venne parato da Confesveis, l'imponente egida di Kleft.

Esso contrattaccò con un furioso fendente, il quale sfaldo Convesvi, per poi squarciare le carni del Signore. Esso si accasciò, morente. Esalando il suo ultimo respiro, la sua mente viaggiò nel ricordo di Efestione, suo immortale amato.

Kleft erse la sua arma bianca verso il grigio ciel; tutt'attorno echeggiarono le grida di successo degli Anti-Froci.

Ma non era finita qui.

Rapido come un dardo il pulcino assaltò il vittorioso utilizzando il suo becco come un trapano.

Il figlio di Marja venne bucato ovunque, e si procurò talmente tanti fori che una gruviera si suicidò mangiandosi (era allergica ai latticini).

La guerra, rapida com'era scoppiata, si concluse, e la pace tornò nel mondo.

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