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Una storia di EnricoEsente96

La Vera Ricchezza

Pubblicato il 24 ottobre 2017 in Altro

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PROLOGO

Non ricordo con esattezza quanto tempo fosse passato da quando il Piccolo Principe era ritornato sul suo Asteroide, non contavo più i giorni nè le volte che mi ritornavano nella mente i giorni trascorsi con lui nel deserto, i suoi racconti, le sue richieste ed era così strano di come il tempo, invece di attenuare il suo ricordo, rendeva ancora più insopportabile la sua mancanza, i contorni del suo volto non erano sbiaditi nè il suono fresco della sua voce [...]

CAPITOLO I

Quasi non credevo ai miei occhi quando me lo ritrovai davanti, tale fu lo stupore che per un attimo rimasi immobile, ma lui mi si avvicinò dicendomi:

- Ciao!, è tanto che ti cerco!

- Come hai fatto a trovarmi?

- Ho cercato il tuo aereo perchè sapevo che trovando lui, avrei trovato te

- Perchè sei qui?- Gli chiesi

- Hai bisogno di altri disegni per la rosa e la pecora?

- Ora non più: La pecora ha mangiato troppe radici di baobab ed è diventata così grassa

da scoppiare, la rosa invece ogni giorno diventava sempre più debole finchè sfiorì completamente

- Cos'hai, le chiedevo?

Lei mi sorrideva ma non rispondeva mai, un giorno mentre guardavamo un bellissimo tramonto, con una flebile vocina mi disse:

-Grazie perchè mi hai amato tanto, la mia esistenza ha avuto un senso.

- Il giorno dopo la trovai senza vita, ma una folata di vento trasportò i suoi petali dappertutto.

- Senza di lei anch'io stavo appassendo, il tempo sembra non passare mai, poi una mattina ho preso la mia astronave e sono partito.

CAPITOLO II

Il Piccolo Principe iniziò così il racconto dettagliato dei suoi viaggi e mentre lui parlava mi rivedevo

là nel deserto dove tutto era iniziato e dove credevo tutto fosse finito.

- Sono andato a far visita al vecchio Re e gli ho chiesto se potevo restare con lui

- Bene- gli disse il Re - Sono ben lieto di ospitarti, potrai essere così un mio suddito

- Grazie Maestà sarò degno della sua bontà

- Scrivi un proclama in cui si inzino i festeggiamenti per il mio regno!

- Bene, Sire

- Emana un avviso in cui si stabilisce che il sole deve sorgere solo quando lo deciderò

- Certo, sua Altezza, sarà fatto come lei comanda

E ogni giorno il Piccolo Principe andava a destra e manca per soddisfare le esigenze di un Re mai pago. Capì quindi che al Re serviva solo qualcuno da poter comandare, così ringraziò cortesemente e ripartì.

CAPITOLO III

Dopo giorni di viaggio, il Piccolo approdò alla volta dell'asteroide del Vanitoso che proprio come il vecchio Re non rifiutò di ospitarlo

- Sarà esilarante avere qualcuno che lodi quotidianamente la mia bellezza

- Siete così gentile signore, non vedo nessun'altro infatti, su questo asteroide, più bello di lei

- Dimmi, giovane uomo, hai mai visto una stella brillare più di me?

- Su questo asteroide è lei a brillare più delle stelle

- E rammenti forse qualcuno che quando sorride sia più luminoso di me?

- No, signore, lei è la cosa più accecante che c'è da guardare su questo asteroide

Il Vanitoso andò avanti così per giorni e la sua borea era cresciuta incommensurabilmente ora che c'era qualcuno a lodarne i pregi.

Anche qui il piccolo principe, non trovò l'amico che lo aiutasse a trascorrere il tempo poichè il Vanitoso voleva soltanto qualcuno che lo ammirasse.

Capitolo IV

Più lui raccontava la sua avventura, pù io mi rendevo conto quanto fossero cambiate le cose rispetto al suo primo viaggio, stavolta non faceva domande, non aveva mille curiosità a cui dare una risposta, cercava solamente di compiacere gli altri ma non per essere un semplice adulatore, ma perchè voleva che gli altri fossero contenti. Lo ritroviamo quindi sull'asteroide dell' Ubriacone che tra mille singhiozzi gli corse incontro abbracciandolo

- Prendi un bicchiere e brindiamo a questa nuova amcizia

-Sarò lietro di brindare con voi, signore, avremo tante cose da raccontarci

- Certo ma alziamo di nuovo i calici, non capita tutti i giorni di avere un ospite

Così i brindisi si susseguirono a iosa tanto che l'Ubriacone cadde in un sonno profondo che durò due giorni e al suo risveglio rincominciarono i brindisi, coiscchè erano più le ore di sonno che di veglia.

-Rimani ancora disse l'ubriacone

- Mi dispiace, devo andare via.

Capitolo V

La sua astronave questa volta atterrò sull'Asteroide dell' Uomo d'affari

- La tua venuta capita a puntino, ho così tanto lavoro che due mani in più mi faranno comodo

- Grazie signore sarò felice di esservi di aiuto

- Con te al mio fianco i miei affari si moltiplicheranno

ma i giorni passavano e tutto quello che il piccolo principe vedeva erano solo cifre, calcoli, numeri che si ripetevano all'infinito e di nuovo ringraziò e salutò.

Non si scoraggiò mica il ragazzo, e il suo desiderio di un nuovo amico lo portò sull'asteroide in cui c'era il Lampionaio con questi però non riuscì nemmeno a parlare poichè il pover'uomo era diventato molto più spedito dall'ultimo incontro, infatti accendeva e spegneva i lampioni senza sosta, non si capiva più il susseguirsi del giorno e della notte.

Capì quindi che chi non riusciva a trovare un pò di tempo per se stesso non sarebbe stato mai

capace di trovarlo per qualcun'altro.

Capitolo VI

Si ritrovò infine sul pianeta del Geografo che non aveva smesso di visionare le sue mappe parlava di montagne, laghi, fiumi e deserti

- Io ho visto quello che tu hai disegnato

- Hai avuto la fortuna quindi di contemplare dei luoghi meravigliosi

Ed è proprio parlando della sua esperienza sulla Terra che accese lui l'ultima speranza di trovare

quello che cercava, lasciò quindi l'asteroide del Geografo e ripartì.

Capitolo VII

Cercavo disperatamente di non allontarmi troppo dal mio Asteroide perchè quella era casa mia

ho pensato che esisteva un altro luogo che mi avebbe fatto sentire a casa e quel posto è qui con te perchè sono le persone che ci fanno sentire accettati, il loro amore, le loro attenzioni perchè puoi avere la più bella dimora, che sia su un asteroide lontano o in un immenso deserto, ma se non hai nessuno con cui condividere le tue emozioni, puoi essere triste in un grande castello ma felice in una misera capanna, l'importante è sapere che in qualunque momento c'è qualcuno che si ricordi di te

- L'abbracciai stretto e restammo in silenzio per un lungo tempo, ci sono momenti in cui le parole non servono.

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