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Una storia di LuigiMaiello

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La sindrome da pagina bianca.

Le proposte “alternative” di Intertwine per superarla.

Pubblicato il 07 settembre 2015

«Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita»

Questi versi del primo canto dell’Inferno della Divina Commedia costituiscono uno degli “inizi” più famosi della letteratura. Dante utilizza la metafora della “selva oscura” per descrivere un’epoca corrotta, caratterizzata da peccato e perdizione, nonchè per parlare del proprio dolore per la morte di Beatrice.

Dante utilizzava l’immagine della “selva oscura” per esemplificare una strada difficile e buia dalla quale uscire e noi vogliamo riprendere quel concetto per parlare di un problema in cui si imbattono molti scrittori: “la sindrome da pagina bianca”.

Si tratta di una condizione mentale che potrebbe essere chiamata in tanti altri modi, ma si concretizza sempre allo stesso modo: si cade in una crisi di ispirazione che può essere momentanea o duratura, ma che può prosciugare anche gli ingegni più prolifici e le penne più instancabili.

Il foglio bianco e vuoto lo ricordiamo tutti dai tempi della scuola, quando il traguardo delle quattro colonne del foglio protocollo contrastava con il tempo che passava veloce. Quel panico a volte si ripresenta quando dobbiamo scrivere una lettera, una brochure per la nostra azienda, la risposta a un bando di gara o la presentazione di un progetto.

Chi è abituato a scrivere molto, nel tempo elabora una serie di trucchi che mette in azione alle prime avvisaglie di panico, ma chiunque abbia letto almeno una biografia o diario di uno scrittore (o scrittrice) sa che esistono momenti in cui molti di loro non riescono a evitare di restare aggrappati sul bordo della pagina, bianca.

Tra le varie tecniche per far rinascere l’ispirazione alcuni iniziano a pulire casa a ripetizione, altri preferiscono affidarsi a lunghi e pensosi giri della stanza, darsi all’attività fisica oppure provare con una doccia riposante.

Una studentessa, Elizabeth Dilk, ha perfino inventato un kit pronto all’uso per alleviare le pene dei più disperati: blocchetto e dado con frasette motivazionali da ricordare e seguire scrupolosamente, una confezione di matite già masticate per preservare la salute, i denti e il sistema nervoso dei più irriducibili.

Kit pronto all’uso di Elizabeth Dilk.

Noi vi proponiamo alcuni suggerimenti più “tecnici”.

Potete provare a cambiare il tempo verbale o la persona oppure passare dal maschile al femminile.

Inoltre ogni scrittore prima di iniziare a scrivere dovrebbe preparare una scaletta con gli argomenti da trattare, appuntare tutte le idee e i contenuti che si vogliono esprimere, anche mettendo delle parole chiave per riassumere i concetti più importanti.

Ma il consiglio più importante è: non arrabbiarsi, nè demoralizzarsi.

Relativamente al contributo dei social network, il tema è piuttosto dibattuto. C’è chi afferma che sono solo un ulteriore motivo di distrazione e che il loro utilizzo dovrebbe essere ridotto al minimo e chi al contrario li ritiene utilissime fonti non solo d’informazione. Per questi ultimi sarebbero l’equivalente in salsa 2.0 di un caffè con gli amici e di una chiacchierata per scambiarsi le ultime novità, pettegolezzi, e poi chissà che da quelle notizie così insignificanti possano nascere degli spunti utili. I pareri critici vanno invece a dissolversi se parliamo di un social network nato con lo scopo di esaltare la creatività e la scrittura.

La filosofia collaborativa alla base della Community di Intertwine vede nella condivisione e nella collaborazione una possibilità di crescita per la creatività di ognuno.

Con l’apporto degli altri membri della Community si può superare la “sindrome da pagina bianca”, infatti ogni storia può essere “arricchita” dai contributi degli altri. E’ grazie a questi ultimi che la storia può procedere, ma a differenza di altri esperimenti di scrittura collaborativa, l'idea iniziale non sarà abbandonata a se stessa e a un eventuale sviluppo caotico.

Al contrario, l’autore iniziale dovrà occuparsi in prima persona di scegliere i materiali migliori o più congeniali proposti dagli altri utenti, eventualmente editarli e ricomporli in un'opera organica denominata “intertbook” che si può definire come un'evoluzione dell'ebook, sia per le modalità di selezione del materiale sia per la diversità del contenuto.

Ecco la definizione di creatività di Henry Poincarè che ci piace tanto:

“Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”.

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