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Una storia di steo

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Perché la vita che fate vi ammazza e non ve ne accorgete

Alias: Fate un erasmus, leggete un libro, perdete tempo.

Pubblicato il 03 gennaio 2016

E'

da un bel po' di tempo che non scrivo qualcosa di estremamente polemico; mi è sempre stato detto che le persone, quando leggono qualcosa, non vogliono qualcosa di triste, arrabbiato o polemico ma, se devo essere del tutto onesto, quello che ho notato di più in questi anni di sporadica scrittura è che quello che la gente più si diverte a fare è: polemizzare, criticare, leggere qualcosa di negativo su qualcosa o qualcuno che, per partito preso e senza alcuna necessità, loro odiano o non condividono.

Il mio problema principale è che adoro prendere tempo per me stesso, trovo sempre necessario impegnare del tempo a fare qualcosa che secondo me è in grado di arricchirmi e di migliorarmi.

Leggo i fumetti, vedo tante serie-tv, ri-vedo serie-tv, disegno, scrivo, programmo, esco a passeggiare senza meta, bevo come non ci fosse un domani.

Tutto ciò a discapito di quelle che sono convenzionalmente riconosciute come:

“attività necessarie alla crescita e allo sviluppo di un cristiano nella società

tra le quali possiamo includere:

• Andare all'università, studiare, dare esami e ripetere il ciclo fino alla laurea, in tempi quanto più stretti possibili

• Andare a ballare

• Bere senza piacere

Non fumare le canne

• Molto altro

Che sia chiaro; non credo che lo studio sia una perdita di tempo, anzi, la ragione per cui lo faccio è proprio perché credo che anche quella sia un'attività in grado di farmi crescere molto.

Il punto della questione è che quello che fai diciotto anni, tuo padre e tua madre sono “tanto orgogliosi di te„ e decidono bene di spendere mille-mila-euro per la tua festa perché

è un qualcosa che ti deve rimanere, tesoro

Perché invece in realtà è un qualcosa che deve rimanere nella testa della gente perché non si venga mai a dire che

— non hai fatto la festa di diciotto anni come tutti gli altri

Quando in realtà il regalo più grande che possono farti è darti un quinto dei soldi e dirti

— fanne quello che vuoi, basta che tu ne faccia qualcosa con le persone che ti rendono realmente felici, con le cose e i luoghi che ti riempiono dentro

Poi sei costretto/a a scegliere il tuo percorso di studi perché

— avere un titolo di studio è importante, eh! —

A quel punto scegli una facoltà che non sia diversa da Economia o Giurisprudenza fondamentalmente perché vuoi far credere ai tuoi genitori che un giorno farai qualcosa, che avrai un posto di lavoro ma in realtà sappiamo tutti che non sapevi che altro scegliere e usi come scusa il fatto che con altre facoltà non avresti avuto una sicurezza economica futura.

Quindi inizi a studiare tutta la settimana senza uscire di casa, uscire solo il weekend, casomai ubriacarti, avere rapporti stabili ( e talvolta anche occasionali ), fare le uscite a coppia, rispondere

— domani mi devo svegliare presto per studiare —

quando l'amico nullafacente ti chiede di uscire durante la settimana, casomai per bere come non ci fosse un domani.

Allora con 6 mesi massimo di ritardo ti laurei, dopodiché trovi il tuo posto di stage grazie all'amico di uno dei tuoi genitori

— tanto tutti fanno così, perché non dovresti pure tu, tesoro? —

Oppure

Per cui la tua vita prosegue così senza spoiler e arrivi a 50 anni senza rimorsi per quando avevi vent'anni, perché hai i paraocchi causati dal fatto che hai impostato la tua vita su di un binario che credi di aver scelto tu ma sul quale viceversa ti sei ritrovato/a o ti ci hanno fatto trovare.

Non pensi al fatto che avresti potuto fare l'erasmus, leggere qualche libro, perdere il tempo con persone improbabili, fare le 6 del mattino per tre giorni di seguito facendo cose stupide, vedere tanti film, fare volontariato, fare cose non convenzionali.

Che poi chi lo decide cosa è convenzionale e cosa non.

Secondo me non è neanche importante.

Basta che tu faccia qualcosa.

Una delle più grandi fortune che sto avendo nella mia vita è quella di essere libero di scegliere di fare quello che voglio, mantenendo però dei limiti costruttivi ed educativi.

Lo riesco a fare perché c'è qualcuno che mi permette di farlo e quello che vedo in chi non ha la stessa libertà è esattamente quello di cui ho scritto fino a qualche rigo fa: un percorso piatto composto da milestone già prefissate in cui c'è l'illusione di scegliere e in cui tutto deve seguire necessariamente un percorso nel quale non ci sono ostacoli, perché chi dovrebbe concederti la libertà intellettuale viceversa trascorre il tempo a rimuovere quegli ostacoli per te, senza farti sbattere contro il muro.

E tutto si riduce a questo:

In sostanza:

non morite dentro, fate qualcosa.

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