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Una storia di FrancescodeFusco

LA CASA SUL LAGO

Pubblicato il 15 aprile 2018 in Horror

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Caro diario oggi con mamma e papà vado alla nuova casa che era della zia di mamma che si chiamava Edna. Non me la ricordo tanto quella zia però quando è il mio compleanno mi fa sempre dei regali anche se non viene mai alla festa. Oggi papà e mamma sono tanto felici e anche io perché la casa della zia è in campagna e c'è anche un lago.

Il monovolume si ferma e le ruote stridono sulla ghiaia che ricopre il viale d'ingresso.

Per prima scende la mamma di Chiara, suo marito ancora slaccia la figlia dal seggiolino.

Chiara è impaziente e batte sul vetro. " Apri mamma! "

Sua madre l'aiuta a scendere dall'auto; appena tocca terra la piccola corre via gridando per la contentezza.

Nel frattempo arriva il padre della bambina. " Non me la ricordavo così grande questa casa. " dice alla moglie.

"Io invece si..." risponde lei, " Pensa che quando ero piccola avevo paura di perdermi nei corridoi."

Chiara osserva i genitori impaziente. " Aprite la porta! " grida.

I genitori si guardano poi le sorridono con affetto.

La mano della mamma guida la chiave nella toppa.

" A te l'onore. " le ha detto suo marito.

La porta si apre.

Caro diario sono tanto felice perché stasera abbiamo cenato nella nuova casa e poi ci dormiamo anche se c'è un odore un pochino strano ma papà dice che è normale perché era chiusa da tante settimane.

Ho mangiato la pizza al prosciutto e ora ho tanta sete ma non mi piace andare da sola a bere in cucina e allora ho detto per favore a mamma se mi prendeva un bicchiere bello grosso di acqua.

Stasera dormo con mamma e papà perché non c'è ancora il mio lettino.

La famiglia si sveglia di buon ora. Sul comò una vecchia radiosveglia polverosa segna le sette.

La mamma scende in cucina e mette sù il caffè. Il padre e la piccola restano ancora un pò nel letto a giocare.

Il cielo è coperto, grigio e soffia una brezza settembrina che increspa l'acqua del lago.

La mamma di chiara osserva il lago e pensa a suo cugino Marco, a quel giorno in cui il piccolo scomparve.

La zia Edna non si riebbe mai dal dispiacere e il corpo del bambino non fu mai ritrovato.

Una storia che segnò la famiglia e l'infanzia della mamma di Chiara. Nessuno da quel giorno mise più piede nel lago. Le grigliate, i giorni spensierati, fatti di bagni, di tuffi e schiamazzi erano morti assieme al piccolo Marco.

La mamma di chiara ha un segreto. Roba da poco, pensa, tuttavia lo tiene per sé.

Un giorno, molto tempo dopo la morte di suo cugino, mentre tutti pranzavano nel salone della casa lei aveva detto di non aver fame ed era uscita con la scusa di avere le sue cose.

" Vado a prendere una boccata d'aria" aveva detto ai genitori e ai parenti " e spero che questo mal di pancia mi passi... "

Nessuno aveva obbiettato poiché in queste faccende da sole donne nessuno mette bocca.

Finalmente libera la ragazza aveva corso fino al lago, si era tolta i vestiti e aveva fatto un tuffo.

Lo desiderava da tanto, ne sentiva la mancanza ma una volta dentro l'acqua, dopo aver nuotato fino al centro del lago era stata assalita da una terribile sensazione. Aveva immaginato suo cugino sul fondo che la osservava. Il volto gonfio, gli occhi vitrei, le piccole dita ormai ossute che si muovevano. Il gelo s'era impossessato di lei e galleggiare improvvisamente era divenuto estremamente faticoso. Le mancò il respiro mentre immaginava lui che risaliva dal fondo e l'afferrava per le caviglie.

La caffettiera fischia già da un pò, il caffè trabocca e spegne il fuoco.

" Cara che fai... "

Suo marito corre ai fornelli e chiude il gas.

Arriva anche Chiara. " Mamma stai bene? "

La donna si volta pallida in volto.

Caro diario oggi volevo fare il bagno ma faceva troppo freddo e poi mamma non vuole nemmeno se domani fa più caldo. Non vuole nemmeno papà perché se prendo freddo poi non posso iniziare la scuola. Oggi hanno portato la nostra roba ma mamma non era felice.Uno degli operai che hanno portato i mobili mi ha regalato un cappellino con la scritta I Maghi del Trasloco però il vento me l'ha buttato nel lago e mamma non me lo ha ripreso anche se era nell'acqua bassissima ed è dovuto venire papà. Io caro diario spero che domani ci sia il sole. Buonanotte.

Il cielo è sempre grigio e piove. Chiara è seduta nel portico della casa e disegna coi pennarelli colorati sul suo diario. Suo padre e sua madre sono dentro, stanno pitturando la cucina.

" Guarda... Guarda... " dice l'uomo.

La moglie si avvicina col pennello in mano. " Cosa c'è? "

" Sembra una porta murata. Vedi che sotto ci sono dei mattoni. "

La moglie resta in silenzio, riflette.

" Secondo te perché tua zia ha... "

" Ma si! Mi ricordo. " lo interrompe la moglie. " Qua c'era un ripostiglio. Quando giocavo con mio cugino Marco mi ci venivo a nascondere..."

" Non sarebbe male spaccare e renderlo nuovamente agibile. " suggerisce il marito. " Si tratta solo di qualche mattone e dovrei cavarmela. "

" Perché no, un ripostiglio fa sempre comodo. "

Il padre di chiara va in cantina a prendere gli attrezzi.

Caro diario oggi pioveva e non ho fatto il bagno nel lago. Mamma dice che non si può ma io lo voglio fare. Dall'altra parte della riva c'è un bambino che si tuffa e che nuota e poi mi fa segno di raggiungerlo. Mi piace tanto come mi sorride e mi sa che deve essere proprio un bambino simpatico. Vorrei tanto diventare sua amica ma per farlo devo nuotare fino dall'altra parte del lago e io non sono tanto brava a nuotare nell'acqua dove non si tocca. Buonanotte diario.

Alle nove del mattino il padre di chiara inizia a demolire il muro a colpi di mazzuolo.

Alle undici il padre di chiara è seduto su un cupola di calcinacci e osserva ciò che ha riportato alla luce.

Poco dopo chiama la moglie che è andata a fare la spesa in città assieme a Chiara.

" Dimmi caro... "

" Devi venire subito a casa. "

" Sono in coda alla cassa, dammi il tempo di pagare. "

" No, molla tutto e vieni qui. "

" Sei impazzito? "

" Ascoltami, non far entrare la bambina in casa, sono stato chiaro? "

" Così mi spaventi... Mi vuoi dire cosa ti prende o no? "

" Vieni a casa, subito. "

Caro diario i miei genitori sono in casa e mi ha detto mamma che devo stare fuori a giocare però da sola non mi diverto e invece c'è quel bambino che fa i tuffi e si diverte. Voglio diventare sua amica e fare il bagno nel lago assieme a lui. Mamma pensa che non so nuotare bene invece io sono brava e se devo stare qui voglio fare il bagno nel lago assieme a quel bambino. Sono proprio arrabbiata con mamma e papà.

Il padre di Chiara ha trovato un baule, dentro c'è lo scheletro di un bambino.

Assieme allo scheletro ci sono alcuni giocattoli che la mamma di Chiara riconosce.

" Questi erano di mio cugino Marco... " dice incredula.

" Questo scheletro credo che sia tuo cugino... " puntualizza il marito.

La donna scoppia a piangere.

Il marito chiude il baule e la abbraccia.

" Dobbiamo chiamare i carabinieri. " le dice.

" Pensi che lo abbia ucciso mia zia? "

" Non lo so ma di sicuro sapeva del baule. "

" Oddio... non voglio vivere in questa casa, dobbiamo venderla. "

" Cara, se viene fuori un fatto del genere ci toccherà svenderla... "

" Che dobbiamo fare? "

Il padre di Chiara ha un'idea ma servono dei mattoni e della calce.

Sua moglie non vorrebbe ma poi acconsente.

Il marito scende in cantina e trova tutto quanto gli serve per richiudere la parete.

Alle sedici il padre di Chiara mette l'ultimo mattone e copre col cemento.

Il baule è tornato al suo posto.

La mamma di chiara è al telefono con l'agenzia immobiliare.

" Vogliamo vendere quanto prima. " dice.

Il padre esce a prendere una boccata d'aria e di colpo ricorda di avere una figlia.

" Chiara dove sei! " grida.

L'uomo si maledice per aver lasciato la bambina tanto tempo da sola.

Sua moglie lo raggiunge e gli chiede cosa ci sia da urlare.

L'uomo le dice siamo due genitori di merda.

Poi entrambi corrono verso il lago, la donna ha un presentimento.

Chiara sulla riva opposta li vede, alza il braccio e li saluta.

Il bambino che è lì con lei gli dice che è inutile sbracciare tanto loro non possono vederla ne sentirla.

Chiara non gli crede e a gran voce invoca l'attenzione dei suoi genitori.

Loro però sono troppo presi a tirare fuori qualcosa che galleggia sulle acque del lago.

A chiara quella cosa nell'acqua sembra un corpo, uno piccolo quanto il suo.

I suoi genitori piangono e si disperano.

Il bambino di nome Marco si avvicina a Chiara e prima di spingerla nuovamente in acqua le sussurra: " Quella là sei tu... "

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