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Una storia di Flavia

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Riconoscersi

Estratto da "Non abbiamo mai smesso di cercarci"

Pubblicato il 07 marzo 2017

Riconoscersi.

Basta un istante perché loro possano riconoscersi in mezzo a migliaia di volti differenti.

Un attimo prima perfetti sconosciuti in questa attuale realtà, l'attimo dopo insieme da sempre.

Non è semplice da spiegare. Una sensazione di familiarità improvvisa e certa, impossibile durante un primo incontro (o una prima telefonata) nella vita ordinaria di tutti i giorni.

Una sensazione nel cuore che avvolge l'anima e scalda tutto l'essere di nuova luce.

Loro sanno già cosa dirsi, è come se il discorso semplicemente riprendesse da dove si era interrotto, loro sanno di potersi fidare uno dell'altro, sentono che hanno ritrovato una parte di sé.

Si accorgono che un'energia superiore scorre tra loro ed è palpabile.

Dovreste vederli ridere insieme e ve ne accorgereste anche voi. Percepireste una completezza che è rara da trovare in questo mondo, un cerchio che si chiude, qualcosa che è stato finalmente riposizionato al posto giusto.

Ve ne accorgereste senza dubbio, non sarebbe come vedere una coppia "ordinaria". Niente affatto.

Tra loro, sì proprio tra loro due, si è compiuto un miracolo e la luce che irradiano i loro cuori è percepibile all'esterno.

Osservateli ridere, osservateli camminare fianco a fianco, parlare o semplicemente stare seduti in silenzio. Vi stupireste, non potreste mai immaginare che, magari, è il loro primo appuntamento.

Riconoscersi è un attimo, è una sensazione unica che raramente tornerà di nuovo.

Nella vita loro conosceranno e incontreranno centinaia di persone, più o meno simpatiche, più o meno in confidenza ma saranno sempre relazioni da costruire ex novo dall'inizio.

Avete presente? Incontrate una persona, per amicizia, interesse, lavoro, insomma per i motivi più svariati, la trovate simpatica, capite che la relazione (amichevole, professionale, sentimentale, di collaborazione ...) può continuare, così vi sentite, vi raccontate piano piano, uscite insieme, ideate progetti e, col tempo, entrate un po' più in confidenza e finirete per considerarla una persona amica, un collega brillante, un collaboratore fidato, un fidanzato...

Da estranei a confidenti. Capita molte volte, il tempo, l'impegno, un'affinità di base conducono a questo splendido risultato finale.

A questo siamo abituati. Il mondo è pieno di sconosciuti che, forse un giorno, avranno la possibilità di incontrarsi e diventare talmente intimi da sapere tutto gli uni degli altri.

La prassi sembra essere questa proprio perché, nella maggioranza dei casi, funziona effettivamente così.

Ma provate a immaginare che l'Universo, il destino, il Caso, la sorte o in qualunque modo desideriate chiamarlo, vi vogliano fare un regalo immenso, irripetibile.

Non vi faranno diventare milionari o passare tutta la vita in vacanza alle Hawaii (il che non sarebbe poi così male, no?), vi faranno incontrare una persona speciale.

Una persona che, seppur estranea e sconosciuta fino a quel preciso momento, la vostra Anima riconoscerà come intima perché ha già avuto modo di amarla e di sentirla parte di sé.

E' un regalo unico. E sembra così strano.

Strano perché, generalmente, siamo abituati a considerare gli estranei estranei, a misurarci passo dopo passo con una persona appena conosciuta, a non aprirci subito, a tastare il terreno, a essere guardinghi, sempre pronti a raddrizzare il tiro, a dare confidenza con il passare del tempo.

E poi, un bel giorno, la Vita sconvolge i piani e ci mette dinanzi un'Anima che ha già vissuto con noi e che ora, con un nome e un corpo specifici, torna a trovarci.

Nessuna barriera, nessun filtro, nessun bisogno di prendere tempo ma la voglia irrefrenabile e pazzesca di raccontarsi tutto, da subito, di non perdere neanche più un solo istante, di riprendere il discorso da dove si era interrotto.

Siamo diventati matti? Cosa sta accadendo? Dov'è finita tutta la nostra prudenza, dove si nascondono i nostri schemi mentali, l'approccio lento e ben studiato?

Sembra una follia raccontare i segreti più gelosamente custoditi, le ferite più profonde, le esperienze più forti a un perfetto sconosciuto.

Ma non sono i due estranei a raccontarsi, sono le due Anime che si sono ritrovate dopo un'estenuante ricerca attraverso gli oceani del Tempo.

Sono loro che, nell'estasi del riavvicinamento, consapevoli di tutto ciò che hanno condiviso da epoche remote, godono ora della presenza reciproca e trovano assolutamente naturale starsi accanto e confidarsi quelle cose che neanche i familiari attuali sanno.

Sono le Anime che, per nulla intimidite dall'aspetto, dal nome, dal retaggio culturale, dall'età e dalle esperienze attuali, si cercano, si sorridono, si raccontano.

E' straordinario.

Dall'istante in cui loro sono insieme fino al momento in cui si salutano è come se tutto il mondo restasse fuori in rispettoso silenzio e nulla di male potesse mai accadere.

Loro si sorridono, si guardano negli occhi, parlano e ascoltano, camminano fianco a fianco o si tengono per mano e il mondo scorre accanto, senza interferire, senza esserci, senza esistere.

Non ha importanza cosa il mondo là fuori pensa o fa, non più.

Se loro due sono insieme il mondo non può interferire in nessun modo e l'unica paura che può far tremare le Anime è soltanto quella di perdersi ancora.

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