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Una storia di Jelena

Questa storia è presente nel magazine Pillole del giorno prima

Granelli di parole

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Pubblicato il 19 gennaio 2018 in Altro

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-Dai, metti le scarpe, ti porto al mare.

- Ma siamo a Gennaio!

- E allora? Ci prendiamo un caffè e facciamo commenti sulle giovani coppie, mica come noi che stiamo insieme da una vita.

-Quelle che ancora si baciano sotto i portoni, e lui si ferma a guardarla mentre sale le scale.

- Non penserai che sia davvero romanticismo? Le guarda il sedere!

- Sempre il solito cafone!

- Io con te lo facevo, lo faccio ancora. Tipo l'altro giorno mentre mettivi in ordine la spesa, niente male! Ah, adesso ridi? Dai, muoviti, ci fermiamo a guardare quella casa che ti piace tanto.

-Quella fatta tutta in pietra, così fuori luogo, come se si trovasse lì per caso. Ci pensi mai tu?

- A cosa?

- Che siamo qui per caso, siamo solo una combinazione di eventi casuali. Anche noi due, guardaci, se io non fossi mai entrata in quel bar, se non ti avessi chiesto quel caffè macchiato in tazza fredda, non staremmo qui a parlare ora.

- Non potevo di certo lasciarmi sfuggire la cliente più rompipalle e carina che avessi mai visto!

- Rompipalle e carina, ci ho fondato praticamente la mia esistenza, e ti ho conquistato!

- Cosa, cosa?! Sei tu che mi hai lasciato il numero sul fogliettino, come le liceali. Effettivamente il mio fascino irresistibile misto al profumo di cornetti caldi e caffè espresso è una bomba!

- Ma smettila Casanova, ti ho salvato da quelle quattro oche che frequentavi, se non fosse stato per me a quest'ora avresti quattro figli da sfamare ed una moglie che guarda la D'Urso ogni giorno.

- Noi per ora ne abbiamo uno da sfamare.

- Fino a prova contraria per i prossimi tre mesi sarà sfamato dal mio cordone ombelicale.

- Mmm...si salva dalle fettine panate spacca denti, quasi lo invidio! Ahi! Sto scherzando dai...

-Sei un vero cretino! Speriamo non riprenda il tuo cervello altrimenti stiamo freschi.

- Ha parlato Alberto Angela! Comunque alza il tuo bel sederino dal divano e andiamo, si fa tardi altrimenti.

- Chissà se c'è ancora quel signore che vende le olive, sempre lì con la sua pipa e i baffi curati. Era così gentile, mi ricordava mio nonno. Quanto vorrei vivere al mare...

- Trasferiamoci no? Io apro un bar sulla spiaggia e tu troverai un altro ufficio, facciamo respirare aria buona al bambino, ci godiamo il sole e tutto il resto.

- Facile a dirsi, ci sono i nostri genitori, il lavoro che di certo non piove dal cielo...se ci penso mi sembra quasi impossibile.

- Sai cosa è impossibile? Vivere senza il mare, restare nel solito grigiore di sempre, solo muri e strade, ogni tanto una macchia verde che fatica a resistere.

- Per questo ti ho sposato.

- Perchè sono anch'io grigio?

- Ma no, scemo! Sei tu che mi porti il mare, da quando ti ho sentito ridere la prima volta.

- Ho capito, oggi da qui non ci muoviamo, vado a preparare il caffè.

- Macchiato in tazza fredda, grazie!

- Rompipalle!

- Ma carina!

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