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Una storia di Theinceptionist

Questa storia è presente nel magazine Filosofia

Giusto e sbagliato

Riflessioni sul concetto di mezzo di ogni opposto astratto

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Pubblicato il 19 luglio 2018 in Poesia

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In tutto questo astratto ci sono due opposti generici per ogni cosa che possiedono seppur in parte infinitesimale una via di mezzo.

Possiamo prendere d’esempio il “giusto” e lo “sbagliato” (bene e male); noi sappiamo spesso decidere cosa sia fatto per il bene e cosa per il male, in maniera ovviamente soggettiva, essendo comunque due concetti semi quantificabili. Il problema arriva alla separazione loro separazione.


La via di mezzo tra le due cose è proprio quella non quantificabile in nessuna maniera conosciuta. Effettivamente quando pensi se fare o non fare una determinata azione riesci a percepire quasi sempre se staresti per fare qualcosa di giusto o sbagliato ma ci sono purtroppo delle volte che per quanto tu ti possa sforzare non riuscirai comunque a capirlo.

La via di mezzo è effettivamente un vero e proprio mistero.


È il “ non lo so” dei giorni nostri che non deve essere scambiato per il “neutro” che è un pensiero strettamente legato alla cerchia privativa dell’assenza di concetto e assenza nell’ambito decisionale.

Insomma, una cosa non deve essere per forza giusta o sbagliata, magari nel mezzo ci potremmo trovare la via della perfezione, la chiave per risolvere ogni cosa senza però intaccare la libertà del singolo individuo.


In una società di menefreghismo si potrebbe dissimulare questo concetto ma molti altri sarebbero i problemi che si verrebbero a creare facendo collassare quel sistema perfetto che si stava cercando di creare. Una società legata a sé sarebbe probabilmente meno radicalista ma il concetto resterebbe lo stesso di collasso dopo poco tempo. Il mondo in cui viviamo, come disse l’illustre filosofo francese Voltaire, è il migliore dei mondi esistenti, esattamente per il semplice fatto che questo è l’unico esistente o comunque scoperto finora con un livello d’intelligenza superiore.


Bisogna però aggiungere che la nostra credenza che la tecnologia sia il progresso magari col tempo potrebbe rivelarsi la via più perfetta per l’imperfezione umana e che invece la perfezione si possa raggiungere solo abbandonando questo stile di vita vizioso o magari direttamente il mondo sarà perfetto dopo la nostra estinzione.

Potremmo anche essere dei semplici batteri all’interno di un corpo alieno (dove per “alieno” intendo solo non conosciuto) che a sua volta vive all’interno di un altro corpo creando un ciclo di infinità senza pari.


Il principio di creazione del mondo non è e non sarà mai chiaro nonostante molti fisici, matematici e scienziati credano seriamente di poter trovare una risposta attraverso la teoria delle stringhe senza però ragionare sul fatto che esse stesse siano fatte di materia e quindi questa ipotesi così vicina alla soluzione purtroppo rimarrà solo una delle altre storielle che chi non è filosofo non può interpretare.

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