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Una storia di Jelena

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Io, te e le parole.

Pubblicato il 11 aprile 2017

Le parole ed io. Io e le parole. Ma mica quelle scritte, con quelle ci invento storie che non hanno nemmeno una parola vera, sono le parole dette ad alta voce che mi si incastrano tra cuore e gola e restano sospese in un'aria pesante quanto le nuvole d’ottobre. Eppure io te ne abbiamo di parole condivise, messe lì una sull’altra, stipate come i vestiti nel mio armadio, mai troppe come le scarpe e le borse di cui mi innamoro ogni trenta secondi. Di parole, io e te ne abbiamo riempito scatoloni, che se si potesse ci avremmo fatto già un trasloco nella nostra casa. Ma noi non ce l'abbiamo una casa eppure diciamo un sacco di cose anche su quella. Su quel giardino che riempiró di piante, su quella cucina che sceglierai tu perché meglio di te nessuno mai, su tutte quelle cose che restano sempre parole. A volte diventano lacrime, a volte rabbia, altre vengono ingoiate come una medicina che avrà nessun effetto.

Io e te non siamo mai stati frasi fatte, non siamo mai stati da gesti eclatanti, ci siamo presi la mano ed abbiamo iniziato a camminare e quante volte io ho inciampato e tu mi hai sollevata. Quante volte non mi sentivo all'altezza e tu sei sceso di un gradino, quante volte sei andato via perché volevo farcela da sola. E forse sí, qualche parola in più avrei dovuto dirla, non solo scriverla su fogli che poi restano nel cassetto della mia scrivania, quello che aggiusti una volta all'anno perché “ è pieno di cose inutili “, forse avrei dovuto dirtelo stamattina davanti a quel cappuccino preso nel bar davanti al mio ufficio, forse avrei dovuto dirtelo quando rientri il sabato sera dopo il lavoro, o forse prima a telefono. Forse però usare le parole su un foglio di carta, vederle nascere e crescere nel tempo di un foglio, è più intimo che sussurrarle tra il suono metallico di cucchiaini e l’odore di caffè bruciati, forse fa più per me. Oppure sbaglio tutto. Ma ad amarti, ieri, oggi, domani fino ad un incognito giorno, non si sbaglia mai. Perciò che sia scritto, detto chissà dove davanti a chissà chi, il mio ti amo avrà sempre lo stesso valore.

Io e le altre migliaia di parole (più le tue che le mie) abbiamo ancora tanto da raccontare.

Il mio armadio invece si riserva il diritto di non rispondere.

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