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Una storia di MarthaBartalini

9 anni dopo

Per non dimenticare la strage di Viareggio

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Pubblicato il 29 giugno 2018 in Giornalismo

Tags: ferrovie stragediviareggio viareggionondimentica

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A Viareggio il fischio dei treni non è più lo stesso. Ogni 29 giugno, è un grido che corre sui binari, passa sui marciapiedi, striscia lungo i muri, si infiltra fra gli oleandri ai lati delle strade, arriva al bagnasciuga e si infrange nella schiuma. Il mare è lì ma non ha potuto far nulla. Chissà come sarebbe stato se, quel giorno di nove anni fa, avesse oltrepassato la spiaggia e fosse arrivato a spegnere il fuoco. E invece così non è stato. E ogni 29 giugno, insieme al grido di tutti i treni che passano di qui, racconta le storie interrotte di 32 vite.

Hamza Ayad.

Iman Ayad.

Mohamed Ayad.

Aziza Aboutalib.

Stefania Maccioni.

Lorenzo Piagentini.

Luca Piagentini.

Ilaria Mazzoni.

Michela Mazzoni.

Elena Iacopini.

Federico Battistini.

Emanuela Milazzo.

Mauro Iacopini.

Nouredine Boumalhaf.

Abdellatif Boumalhaf.

Magdalena Cruz Ruiz Oliva.

Rachid Moussafar.

Alessandro Farnocchia.

Antonio Farnocchia.

Marina Galano.

Nadia Bernacchi.

Claudio Bonuccelli.

Rosario Campo.

Maria Luisa Carmazzi.

Andrea Falorni.

Ana Habic.

Mario Pucci.

Roberta Calzoni.

Elisabeth Guadalupe Silva.

Emanuela Menichetti.

Sara Orsi.

Angela Monelli.

È un lunedì sera. Fine giugno. A Viareggio, il brulicare di persone tipico dell'estate. Fa caldo e verrebbe da star fuori fino a tardi ma "domani si lavora" e molti viareggini rientrano a casa.

Alle 23:48 il treno merci 50325, composto da 14 carri cisterna carichi di gpl, attraversa la stazione di Viareggio. Deraglia. Esplode. 23:50. La notte diventa fuoco. La casa diventa fuoco.

Da quella maledetta sera, l'associazione Il mondo che vorrei onlus, nata per volontà dei familiari delle 32 vittime della strage, lotta in difesa della vita e della sicurezza sui mezzi di trasporto perché ciò che è successo a Viareggio non si ripeta. Il loro impegno continuo ci ricorda che il capitale umano della perdita non può essere mercificato né trasformato in una cifra: è incalcolabile e sta nella misura privata e sconvolgente del vuoto rimasto da quel 29-06-2009. Solo trasformare il dolore in atto di speranza può realizzare un futuro migliore.

Il prossimo 13 novembre inizierà il processo d’appello alla sentenza di primo grado che ha portato alla condanna di 23 persone, tra le quali, Mauro Moretti, Michele Mario Elia e Vincenzo Soprano, vertici delle aziende del gruppo Ferrovie all’epoca dei fatti. L'appello di Marco Piagentini, presidente dell’associazione Il mondo che vorrei onlus, è "state ancora con noi" non solo in questa giornata di commemorazione ma anche nel mantenere i riflettori puntati su una vicenda che attende ancora risposte e giustizia.

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Cortometraggio Ovunque proteggi: regia di Massimo Bondielli, scritto da Massimo Bondielli e Gino Martella, prodotto dalla Caravanserraglio Film Factory.

Foto via Wikimedia

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