scrivi

Una storia di MarthaBartalini

Questa storia è presente nel magazine The book is on the table, my table

Alla ricerca di parole nuove

Fra libri e fatti di cronaca

620 visualizzazioni

Pubblicato il 13 giugno 2018 in Giornalismo

Tags: aquarius comunicazione immigrazione libri migranti

0

I libri ci salvano la vita in tanti modi, uno di questi è con la loro testimonianza silenziosa. Il libro di Fabio Geda non ha certo bisogno di presentazioni e da tempo è diventato materia di studio nelle scuole. Qui lo prendo come punto di partenza per una riflessione.

Enaiatollah Akbari, il protagonista di Nel mare ci sono i coccodrilli, racconta una storia profondamente umana, emblema di mille altre storie di persone costrette ad abbandonare casa, famiglia, abitudini, culture, affetti in cerca di una migliore possibilità di vita. Già, perché è di questo che stiamo parlando: della vita di persone come noi, con tanto di aspirazioni e paure.

Eppure queste due parole, vita e persone, sono quelle di cui ho sentito più la mancanza in questi giorni di ordinaria follia comunicativa. Eppure le parole si sono sprecate. Ne abbiamo lette e sentite di ogni: parole insopportabili, parole svuotate di significato, retoriche trite e ritrite, facili semplificazioni, parole dette di pancia ma poche, pochissime parole illuminate da parte di chi avrebbe dovuto pronunciarle. Sono arrivate da altri: scrittori, sociologi, attivisti, giornalisti, gente comune. Ma ormai il meccanismo della comunicazione era corrotto. Tutti contro tutti, a pregiudicare ogni forma di dialogo.

Ho sempre guardato con sospetto chi si proponeva la soluzione più intransigente come l'unica possibile. D'altro canto, sono sempre sta diffidente di fronte a chi si mostrava unico detentore della verità... La sensazione è che la verità sia un concetto labile e che vada ricercata all'interno di un iter di comprensione. La sensazione è che ci sia bisogno di parole nuove, capaci di abbracciare i fenomeni nella loro complessità. Parole che si mettano in discussione, che si sporchino le mani e che si mischino con le persone. Parole capaci di mantenere la relazione con l'altro attraverso l'ascolto, il rispetto, l'attenzione al contesto.

Al di là dei dati e degli orientamenti pseudo-politici, mi è chiaro che la vita delle persone non possa essere oggetto di gesti dimostrativi o propagandistici. La gestione dell'urgenza precede e prescinde dalla soluzione del problema. Se siamo di fronte al fallimento delle politiche di gestione dell'immigrazione è perché siamo anche di fronte al fallimento delle politiche d'integrazione. E se qualcuno risponde allo scandalo della mancata accoglienza con un compiaciuto "aiutiamoli a casa loro", mi viene da pensare che una simile forma di aiuto non solo non sia sempre possibile, ma risulti addirittura inaccettabile se interpretata come esportazione di una presunta forma di progresso. Dove sta l'essenza del progresso in un mondo che si profila non solo a due velocità bensì a due umanità? Davvero non lo so.

Quanto a noi, esiste una forma di responsabilità del singolo in tutto questo: parte dalle nostre scelte d'acquisto e arriva alle nostre scelte elettorali per passare attraverso la quotidiana difficoltà di convivere con chi ci sembra diverso. Inutile negarlo. Ci siamo tutti dentro. Come in quella nave chiamata Aquarius. Con la differenza che noi abbiamo avuto la fortuna di nascere dalla parte "giusta" del mondo e di poter esercitare il gesto di spegnere l'interruttore di fronte a ciò che non vogliamo vedere. Perché è più comodo far finta che i morti e il dolore altrui non esistano.

Servono parole nuove per dar vita a coscienze nuove. E visto che sembra così difficile trovarle, allora vale la pena di tornare alla testimonianza muta dei libri. Non fosse altro che per evitare il ripetersi di rovinosi errori già commessi.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×