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Una storia di EmanueleVisciglio

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#25

#25 Bozze che seguono il destino dell'immaginazione.

Pubblicato il 18 aprile 2014

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Copertina #25. Minimale e introspettiva.

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A te...

Non dimenticarti di esser come sei,

perché sai che in errore non ti troverai mai.

Non scrollarti mai quel volto scontento,

quel modo inconscio di aver disappunto.

La mia stanza sarà sempre in disordine. Tu non sarai mai la mia serva.

Si mangia ciò che c’è.

Ma ti rendi conto che ora è?

Non sarò mai responsabile.

Una mano in casa è sempre utile, stendi la lavatrice?

Perché una come te sa sempre ciò che dice.

Scendo, dove vai?

Esco, con chi?

Amici, quali?

I soliti. Torni tardi?

Non so, le chiavi?

Prese! State attenti!

Sempre.

In fondo mi andrai sempre contro: <<sai vorrei scrivere>> , ma sei tonto?

Peraltro non ti ripeti quasi mai a parte mezza vita a dire: ma tu non studi proprio mai?

Il tuo volto perfetto, la tua femminilità, mi han fatto apprendere la giusta verità.

Per un uomo sbagliato, uno soltanto, hai giocato con la vita perdendo realmente tanto.

Ed io le donne una ad una donerò sempre un sorriso, riversandone la tua perduta fortuna.

Ho la forza delle tue lacrime,

Il mutamento della rondine. Sono la cenere dei tuoi rimpianti, i tuoi sogni, tu che ne avevi tanti.

Ho racimolato quattro rime per raccontarti in breve, ho sciolto il mio cuore per bere la tua neve.

Non appariranno mai nei tuoi occhi.

Non sarò mai ciò che ti aspetti. Non finirò mai di sbagliare, ma bravo solo a dare.

Ti rode dentro il perché,

Sapendo che sono proprio come te…Mamma!

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Il quotidiano viaggio

Gli orari al centro di un emisfero.

Il viaggio alla conquista di ogni pensiero.

Fino a ieri chi ero?

“Ho un luogo al giorno

Ed ogni giorno è veloce”,

Disse il destino,

Mostrandosi sul via vai atroce.

Dove è che andate gente?

Dove è che vi dispone il mondo?

Siete alla ricerca del gradino in ascesa

O del piede che tocca il fondo?

Dove è che correte?

Quale è la vostra corrente?

Anime grigie in cerca di luce, Anime vuote, trasportano la croce.

Ho un luogo ogni giorno,

Ed ogni giorno è ingiusto.

Per chi rincorre un sogno,

Per chi è sazio senza gusto.

Le porte aperte hanno il suono di uno strazio,

Scendiamo dal treno…che il nostro viaggio abbia inizio.

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Introduzione

“L’arte è ciò che il mondo diventerà. Non ciò che è”

Karl Kraus

Seduto su di una panchina osservo le strade.

Seguo la concezione del loro divenire.

La strada è il puro incrocio dei flussi direzionali in movimento.

Ognuno agisce a seconda del proprio destino.

Penso: e se esistesse qualcuno che non lo seguisse?

Penso a me, a questa umida panchina, ora che io su questa panchina non dovrei restare.

Altrove, è lì che si compirà il mio destino.

Dovrei attraversare la strada ed inoltrarmi negli impegni. Essi che incatenano la concezione della mia ragione.

Tanti, troppi dormienti condividono i miei spazi. Camminano senza un volto guardando l’asfalto mentre colora le loro anime vuote.

Dove è che andate? Dov’è che vorreste essere? Dove sono finito?

La mia giornata è appena iniziata e mentre nei vostri cuori regna già il tramonto, nel mio affronto ancora un dialogo con la Luna.

Il tempo scorre nelle vene inutili.

Chi vive d’arte, vive.

Le lancette compiono gli stessi santi giri, ogni stesso santo giorno.

Rintanandosi nella propria immaginazione però, l’artista guadagna un’ora in più che offre volentieri alla libertà.

Proprio come in questo istante. Correndo nel senso opposto del destino.

Ho fermato il mio tempo, seduto ancora su di una panchina.

“La differenza tra fantasia e realtà è che la fantasia deve essere credibile”

Mark Twain

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Notte

Una macchina perde il controllo, mentre accelera frena il mio sonno.

Un attimo prima ero nel mio mondo

Sono sveglio, dove sei scappato sogno?

Il cielo ha l’astratto potere di cambiare le strade, come fai notte?

Semplicemente avvolgendo con un velo la luce riesci a dare un senso diverso a tutto ciò che ci circonda.

Rubi il lavoro al Sole, affascinando i nostri momenti, in cui, in preda alla perdizione, ti osserviamo.

Lo farei per ore ed ore.

Aprendo i nostri cuori lasci passare nella mente pensieri e pensieri.

Risposte sincere, dubbi sul domani, errori commessi ieri.

Notte dannata notte, occludi l ‘ottimismo, la tua magia fotte.

Il buio è un peso che solo la luce rende più leggero.

Sei uno stato d animo che rende forte chi vuol celarsi nel tuo incantesimo.

L’ alba lasciamola a chi piace ciò che è già bello di suo,

A chi nella vita vuole tutto facile.

Io voglio restar ancora un po’ con te.

Perdendomi, rivedrò le stelle.

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Giungla

La percussione rombante piega gli alberi.

Sradica le foglie lasciandole nel freddo del terreno.

La fame lacera ansie fra chi è preda e chi gode dell`orgoglio di esser predatore.

Ed io giacente nel vento punto gli occhi verso altre correnti.

Vorrei tanto sfuggire dalle grinfie di chi mi renderà pasto.

Punto gli occhi oltre questa giungla.

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La sua emozione

Pensavo ad un filo grigio, e guardandolo nella mente ad un tratto se n`è aggiunto uno colorato.

Senza invito, lentamente, ha iniziato a girare intorno al mio come se tutto sommato non riuscisse a fare a meno di incrociarsi al mio tepore.

Ho spostato quel filo ed egli si è poggiato sul mio cuore e, trapelandosi nel mio battito, ha cominciato ad avvolgerlo. A renderlo suo.

Mi ha legato poi le mani...

Mi ha bloccato il respiro...

Ha bruciato il mio sangue....

Di fuoco ha mutato la mia pelle.

Sei tu amore, il tuo Ti amo...

La sua emozione.

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Gli occhi altrove...

Spesso sento nelle mani la voglia di dare forma e colore al mondo.

Vorrei farle danzare concependo, nel aria in movimento, le mie idee.

Chi dice che nel deserto non può nascere un fiore?

Perché io lo vedo? Perché per me è il più bello?

Il mare è infinito perché non vogliamo paragonarlo alla vita...è solo paura.

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Viaggio

Andate navi, il viaggio imponente mettete le ali per la perduta gente.

Issate le vele, puntate al Sole.

Tramontate stelle, bruciate il cuore.

Nuvole a tribordo, Luna, l’unico segnale,

Misurate a fondo, quanta fame c’è nel saper amare.

Flotta al suolo, rondine nel cielo, spiccando il suo volo ripone in me l’amor sincero.

Il viaggio ormai concluso, ove c’è fine allora lieta origine;

rinasco piangendo deluso,portando in dono un compito difficile.

Paziente dolore nella dolente missione.

Battagliando come la nave nel vuoto, prima o poi tornerai a volare, come la rondine, che ti lasciò uno scopo,

Amare.

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Tutto quello che vorrei…

Vorrei avere una nave per naufragare in acque nuove ove leggermente poserei il mio corpo, nudo e insaziabile.

Vorrei avere il coraggio di volare, di lanciarmi liberamente nelle sensazioni, lasciare che mi trasportino, senza che i piedi intralcino il cammino.

Vorrei avere i colori più rari per colorare il cielo, contornare le nuvole per donarle il giusto umore, la dolce nuova immagine che chiunque vorrebbe osservare.

Vorrei avere la forza di sfruttare il mio bene, la tenacia di affrontare il domani come un giorno sereno.

Come l’alba: Perfetta cornice di chi sa amare.

Come tramonto: Caldo bagliore di chi sta amando.

Vorrei avere la giusta voce per interpretare i miei pensieri, la mano invisibile, capace di estrapolarli, per metterli a disposizione di chi li apprezzerebbe.

Vorrei avere la giusta conoscenza, il sapere, e sapere che se donassi la mia vita per dare gioia eterna alla tua, allora vorrei solo avere la possibilità di vivere per Te.

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La fonte

“Chi si limita a riconoscere il mondo, non imparerà mai a viverlo”

Avevo poco più di 14 anni quando appurai la mia teoria. Capitava spesso di vivere l’abituale osservandolo però con il mio punto di vista.

Quante volte ho ascoltato frasi descrittive che avessero come capo “E’ solo…”.

I miei occhi però ne elaboravano tutt'altro.

Eppure per me ogni cosa meritava il giusto tempo, la giusta dose di attenzione e non l’amara consolazione di un giudizio superficiale.

Quella implacabile voglia divenne uno stile di vita. Il modo opportuno di conoscere qualsiasi cosa e qualsiasi persona.

Incamerando questa conoscenza, rendendola parte della mia vita, nacque la voglia di emularne una forma di espressione, l’arte.

Scrissi di me, disegnai tutto ciò che mi circondasse, suonai le note dei miei passi, ballai delle mie voglie e passioni.

Avevo tutto perché non trovai mai un limite.

Fin quando non arrivò chi seppe darmelo. Giunse il mio turno, giunse la superficialità.

Giunse il mio momento di dire “ E’ solo questa la vita?”.

Chi nasce però per conoscere il mondo e non semplicemente riconoscerlo potrà morire solo d’arte, e per l’amore di quest’ultima. Non fu scelta mia di nascere… Mia fu quella di vivere.

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Ego

Ti ho visto crescere in fasce, dal sapore di chi nasce.

con gli occhi di chi vuol vivere in maniera sempre audace.

Ti ho visto correre per strade, in situazioni peggiorate, dalla curiosità che ti fa velocemente scegliere.

Direzioni istintive, ma prive di alternative.

Dai capricci ai veri pianti, dal silenzio che ti fa andare avanti,

e ti lascia solo i muscoli attivi per sorridere.

Ti ho guardato con occhi nuovi, per esser attento a ciò che trovi, per seguir il miglior modo per sopravvivere.

Dai gesti innocenti si diventa un po’ perdenti, ma stringendo forte i denti, resti attento a non reprimerti.

I tuoi sogni, i tuoi progetti, gli occhi cattivi, gli abiti maledetti, e solo una penna capace di scrivere.

Ti ho visto uomo e da tale, hai cercato di inventare, un luogo utopico per poter vivere.

Hai imparato l’amore, ascoltando le persone,

hai iniziato a dare un senso a tutto e a condividere.

Gli spazi propri nei contesi, non han mai avuto giusti pretesti, di chi segue un testo e non contesta, l’invulnerabile.

Ti ho visto in un’immagine, nel tempo sempre immutabile, ma abile, nel seguire un destino, che non cambierà mai.

A domani Specchio.

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L'ultima volta che siamo nati

L'ultima volta che siamo nati?

Avevamo poco più degli anni della nostra barba, folti, inespressivi, colti di obiettivi, padroneggiati da castelli inesperti ma di rabbia.

Lottavamo con i destini per rammaricarci dei loro sensi, aspiravamo a trattenere le forme, i fumi, i colori; in sostanza tanta concezione dei valori respirata nei tempi morti, quelli un po’ persi.

Tante donne nella mente e fra le tasche, i primi assaggi di profumo dispersi fra dialoghi e commenti, il suono delle risate: l'unica musica che risuonasse nelle nostre casse ed il procedere armonico dei folcloristici eventi.

L'ultima volta che siamo nati?

Una candelina accesa per infiniti compleanni.

I sorrisi alterati dai legami evidenti, la natura ci invase per stridere ed esprimersi dai nostri denti.

L'ultima volta che siamo nati?

Ha il sapore di un nostalgico passaggio, l'amaro assaggio di prostrarsi dinnanzi alla solita immagine e perdersi confuso quando non riconosci il paesaggio.

Il tramonto porta in grembo le stelle più infantili, l'alba divagando schiaccia quelle più senili. Noi siamo quelle più accese della Luna, quelle che si stringono la mano per sperare che non giunga mai il mattino.

L'ultima volta che siamo nati?

Con quali volti abbiamo stretto i nostri abbracci? Chi ha celato la nostra inquietudine? Chi?

Per fare a meno del minimo abbiamo elevato il dovere ad un'abitudine, solo per sentirci meno liberi.

L'ultima volta che siamo nati?

E' la voglia matta di morire in un ricordo: un ritratto incorniciato del nostro passato.

Una terrazza e l'amicizia: La prova evidente che Noi ci siamo stati.

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Frammenti

Saziandoti di malinconia finirai col dimagrire.

La nostra vera forma si mostra in un bacio. Ciò che abbiamo nascosto prima, ora è libero di incontrarsi.

Vivo nell'immaginazione poiché non potrei immaginare di vivere meglio.

Custodisci ciò che ti appartiene. Desiderare ciò che non si ha è come essere immortali e pretendere la morte.

Divagare per la fantasia deambulando fra le nuvole.

Un nido di pensieri poggiava su di un ramo, fino a ieri reggeva il passato. Fiori lucenti in quella primavera, ma oggi è appassito.

Solo uno sguardo per pregarti ancora, come la vita vuole il suo latte. Pronuncerò aria senza alcuna parola, sarò attaccato al tuo seno tutta la notte.

La sinestesia uccide le parole per stringerti in abbracci musicali.

Imparare dai propri errori serve soltanto per rifarli meglio.

L’incrocio perfetto è procreato sempre da due anime pure che per sopravvivere amano.

La perdizione è la frazione di tempo in cui ritrovo me stesso.

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Ringraziamenti

La parte che preferisco è proprio la citazione di quelle persone che, nel loro piccolo operato, hanno contribuito ad elevare il mio cuore in parole.

Questa mia piccola opera, nonché raccolta dei miei appunti per strada, nasce come un regalo.

Ebbene sì! Durante le feste natalizie, non disponendo di un ricco gruzzoletto, decisi di raccogliere e stampare per delle persone speciali le bozze a cui tenevo particolarmente.

#25 però, anche se in maniera un po’ oscura e metaforica, nasconde in ogni tratto veri e propri frammenti della mia vita. Sono presenti gli affetti, gli amori, gli amici e i sentimenti del sottoscritto.

Ringrazio tutti coloro che hanno sempre amato perdersi tra le mie righe.

Ringrazio la mia piccola Hope.

Ringrazio Daniele Moretti per la sua fantastica copertina minimalista.

Ringrazio i mie fratelli e mia madre che, a loro insaputa, mi hanno reso una persona che vive solo per inseguire i propri sogni.

Ringrazio gli amiconi che forse mi leggeranno giudicando questo libro una “Viscigliata”.

Un ringraziamento particolare va a mia sorella che è stata la prima persona che ha iniziato a leggermi.

Potessi costruire un puzzle armonico e colorato solo per racchiudere i vostri gesti, riuscirei sicuramente a comporre solo una parola in carattere cubitali : GRAZIE.

Emanuele Visciglio

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