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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Co. pt 52: “Si ricomincia dopo un anno insieme”

Il passato e la voglia di andare avanti e crescere con: Cuccioli di Maurizio De Giovanni, Ricomincio da capo e The Reminder di Feist.

Pubblicato il 24 marzo 2016

"... ah si vivesse solo di inizi, di eccitazioni da prima volta, quando tutto ti sorprende e

nulla ti appartiene ancora. Penseresti all'odore di un libro nuovo, a quello di vernice fresca,

a un regalo da scartare al giorno prima della festa..."

Niccolò Fabi, Costruire

Sono passate 52 puntate (un anno) dal primo appuntamento di Intertwine Consiglia.

Secondo voi non è il caso di festeggiare questa “ricorrenza” con una puntata che segna anche un nuovo inizio per la nostra rubrica?

A chi gli chiedeva quanti anni avesse, Seneca rispondeva: "Gli anni che mi rimangono da vivere"

Ma sapete perché circa un anno fa è iniziata l’avventura di Intertwine Consiglia?

Questa rubrica infatti non è nata per caso, ma rispecchia in pieno la natura della nostra piattaforma: realizzare storie multimediali (singole o collaborative), potendo mixare tra loro testi, video, immagini e GIF.

Cosi nasce il “format dei consigli” in cui ogni settimana leghiamo un film (o serie tv), un disco e un libro (o fumetto) intorno a un particolare tema.

Questa settimana vogliamo festeggiare una sorta di anniversario, ma senza perderci in troppe cerimonie.

Intertwine Consiglia pt.52: “Si ricomincia dopo un anno insieme” inizia

e questa volta non partiamo, come spesso scegliamo di fare, con un film, ma con il libro di uno degli scrittori italiani più in voga del momento:

“Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone" di Maurizio De Giovanni.

“Cuccioli. Sono solo cuccioli.

E sembrano tutti uguali, con quell’incanto e quella fiducia negli occhi, con quel sorriso sempre pronto a scoppiare e quelle lacrime sottili che scendono come la pioggia d’aprile. Cuccioli pieni di cose importantissime da fare e da cercare, da dimenticare in un attimo di fronte a un fischio o a una stella.

Cuccioli all’angolo di una strada.”

Copertina di "Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone".

Cuccioli è una delle ultime creature di Maurizio De Giovanni, nonché il quarto episodio della serie che vede come protagonisti i Bastardi di Pizzofalcone.

Ma chi sono i “Cuccioli” protagonisti del libro?

In primis una neonata, che viene ritrovata accanto a un bidone dell’immondizia.

Poi una donna proveniente dall’Europa dell’est, che, dopo pochi giorni, viene ritrovata assassinata. Ecco il primo caso da chiarire: esiste una correlazione tra le due donne?

In seguito nel rione scompaiono tutti i cani, come si suol dire: “Non si vede più un cane in giro”. Come mai? Altro caso da risolvere.

Ecco chi sono i cuccioli protagonisti della storia: la neonata, la ragazza dell’est e i piccoli animali rappresentano, infatti, la parte più debole della società, quella che è tenuta sempre ai margini e che per migliorare e far evolvere la propria condizione/situazione ha bisogno dell’aiuto degli altri.

“Cuccioli. Sono solo cuccioli.

Senza voce in capitolo. Senza nessuno che li ascolti. Sono i più piccoli, portatori inconsapevoli del futuro e abbandonati nel presente. Cuccioli soli, immersi nel buio dell’indifferenza”

I componenti del commissariato sono chiamati “bastardi”, perché i loro predecessori erano stati invischiati in affari loschi, e ora quella nube grigia è rimasta su di loro. Tutto ciò fa si che debbano combattere anche contro lo scetticismo delle persone del rione, e non solo.

Maurizio De Giovanni.

Sullo sfondo della narrazione c’è la città di Napoli, “una città dove le persone hanno paura di tutto quello che non conoscono” e che l’autore stesso definisce: “La mia fonte inesauribile di ispirazione”.

La città per lui è femmina:

“Lo capite quando è alto il sole e lei splende in ogni parte, fulgida e ridente, distesa com'è davanti al mare. È femmina, e come tale chiacchiera e piange e ride fino alle lacrime, abbracciando l'aria e la luce, e adornandosene come fossero gioielli”.

“Cuccioli” può essere definito un romanzo corale, in cui, oltre alle indagini che sono sempre sullo sfondo, si dà grande importanza alle storie dei singoli protagonisti e ai problemi della loro vita quotidiana: un amore finito o che ritorna, i litigi con i figli, un lavoro che non soddisfa, e così via.

Il lettore è così portato naturalmente a identificarsi e confrontarsi con le storie che legge, cogliendo anche un miglioramento nella condizione personale dei protagonisti.

In questo caso l’evoluzione positiva è data più dai risultati raggiunti dal commissariato, che da svolte personali davvero importanti. È come se la squadra migliorasse le prestazioni di ognuno:

“Vede capo, ecco perché la squadra è importante per noi.. siamo tutti disancorati, tutti alla deriva. Poi ci ritroviamo insieme in questo commissariato e ci sentiamo di nuovo vivi e attivi, perfino bravi. È merito suo”.

Sullo sfondo c’è sempre l’amore. Vi siete mai chiesti come e quando nasce ?

“Poi ti ho rivista nelle cento altre espressioni di cui il tuo volto era capace, e ho visto i movimenti, le posizioni della mano, del corpo. Forse è così che ci si innamora. Forse ci si deve conoscere poco a poco. Perché è difficile scegliere la persona alla quale affidare un compito tanto enorme e importante: essere la custode del tuo stesso futuro”.
Alessandro Gassman nei panni dell’ispettore Lojacono.

La serie dei Bastardi di Pizzofalcone sarà tra poco su Rai 1 in una fiction in cui ci saranno tra i protagonisti Alessandro Gassman (nei panni dell’ispettore Lojacono) e Tosca D’Aquino.

Cosa fareste se vi capitasse di dover vivere infinitamente sempre lo stesso giorno?

È quello che accade al protagonista di Ricomincio da capo (Groundhog Day).

Copertina di Ricomincio da capo (Groundhog Day)

Il giornalista Phil Connors (interpretato da Bill Murray) viene inviato in una piccola città della Pennsylvania, per fare un reportage sulla tradizionale ricorrenza del Giorno della marmotta.

Il protagonista è un esperto meteorologo, una sorta di Giugliacci americano, e nel suo viaggio gli fa compagnia una collega, interpretata da Andie MacDowell.

La marmotta quel giorno non fischia, per cui agli americani spetteranno altre 6 settimane di inverno. Poi accade l’imprevisto: una nevicata li blocca in albergo.

Dal quel momento in poi, ogni mattina alle 6 in punto, viene svegliato dalla radio che trasmette sempre lo stesso brano musicale (I Got You Babe di Sonny & Cher), e da allora la giornata trascorre inesorabilmente nello stesso modo della precedente.

“Ha mai avuto un dejavù, signora?

“Non credo, ma posso chiedere in cucina”

È una commedia divertente quella diretta da Harold Ramis, in cui il protagonista in un primo momento sfrutta la possibilità di “ricominciare da capo ogni giorno” per compiere gesti non proprio raccomandabili.

Da piccoli atti illegali, come camminare con l’auto sui binari della ferrovia, al promettere amore eterno a una donna solo per portarla a letto. Insomma sfrutta al massimo la giornata, sapendo che il giorno dopo ricomincerà sempre dallo stesso punto.

“Una volta alle isole Vergini ho abbordato una donna stupenda. Abbiamo mangiato aragoste, bevuto Piña Colada, e al tramonto abbiamo fatto l’amore come lontre. Quella non è stata male come giornata, perché non posso avere quel giorno ancora, e ancora, e ancora..?”
Una scena di Ricomincio da capo.

Quella che può sembrare una semplice commedia, in realtà è una riflessione molto acuta sulla società attuale (sebbene il film sia del 1993).

In primis l’evoluzione del personaggio, che ad un certo punto prova il suicidio più volte, ma si risveglia sempre vivo e vegeto. A quel punto si accorge della necessità di dover guardare le cose in modo diverso. Ecco una fase “morale”, dove decide di migliorare se stesso: impara a suonare il pianoforte, a scolpire pupazzi di ghiaccio, a rendere felici gli abitanti della cittadina (cercando anche di impedire eventi luttuosi).

Questo film ci lascia un insegnamento, che può sembrare anche banale, ma nella attualizzazione e realizzazione quotidiana non lo è affatto:

“Non dare per scontata la propria vita, nè quella degli altri che vivono attorno a noi”

Ma ci lascia anche delle domande:

- Se non ci fosse un domani, come vi comportereste? Se aveste un solo giorno da vivere, cosa fareste?

- Se dovreste/potreste scegliere un giorno da rivivere all’infinito, quale giornata della vostra vita scegliereste?

Ora facciamo un gioco semplice. Proviamo a cantare/contare.

“Uno, due, tre, quattro

Dimmi che mi ami di più. Lunghe notti insonni. Questo è ciò che la mia giovinezza è stata…

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, nove o dieci

Il denaro non può comprare di nuovo l'amore...”

Contiamo, ma soprattutto cantiamo con le sonorità sexy e dolci di Leslie Feist conosciuta anche semplicemente come Feist.

Una voce bellissima e sexy, quella di questa cantautrice canadese, di cui abbiamo scelto il suo The Reminder, sebbene già in Let it die fossero presenti pezzi bellissimi come One evening, Inside And Out e Mushaboom.

Leslie Feist.
Copertina di The Reminder.

Se pensate che stiamo esagerando accendete lo stereo e iniziate subito con l’intimità disarmante di So Sorry, primo pezzo del disco:

“Mi dispiace, due parole

Penso sempre dopo che te ne sei andato…

Non abbiamo bisogno di combattere e piangere

Oh noi, potremmo stringerci forte. Stanotte…”

Se invece volete darvi a delle sonorità più ritmate, ecco a voi il crescendo di “My Moon My Man”.

My Moon My Man e 1,2,3,4 sono due dei singoli estratti dall’albulm, insieme a I Feel It All e Honey Honey.

Sono molto belle e varie le canzoni del disco: dai ritmi rock misti a folk di Past in Present: ("Dentro il mio presente così ... così tanto passato”) si giunge verso la fine del disco a una maggiore introspezione con “How my heart behaves” (in collaborazione con Eirik Glambek dei Kings of Convenience) e “Intuition”.

Degna di nota e tutta da ballare è infine Sea Lion Woman, cover di “See Line Woman” di Nina Simone.

Tutto è nato con il blues, era primavera e iniziava a fare caldo.

Da quel momento abbiamo “intrecciato” tra loro gli elementi più eterogeni: i Daft Punk con Pirandello, un fumetto su Maradona ai Pearl Jam.

Abbiamo parlato de Il Grande Fratello, dell'importanza educativa del videogame Minecraft e della serie tv Narcos.

Ci siamo entusiasmati con le emozioni di Inside Out, ma anche preso posizione “Dalla parte dei migranti” e contro ogni stupida guerra, così come abbiamo lottato e lotteremo per la libertà di espressione, difendendo Erri de Luca e contro una burocrazia lenta, che non dà risposte.

Abbiamo parlato dell’amore: quello tormentato dei giovani di Alaska e i TheGiornalisti, o quello libero e senza tabù di Carol, ma ci siamo anche detti che non è sempre necessario amare col film The Lobster.

Siamo passati dagli Urban Strangers a Morricone, con un doveroso omaggio a Ettore Scola.

Ci siamo motivati per l’inizio del nuovo anno con L’arte di correre di Murakami e poi ci siamo chiesti se ne "La società dell’Incertezza", una "vera integrazione è possibile".

Insomma abbiamo lasciato domande, più che dato risposte, ponendo al centro sempre argomenti di attualità, per spingere alla riflessione e creare un dialogo anche su temi scottanti.

Forse è quello il vero compito di colui che scrive: insinuare il dubbio, più che lasciare certezze.

Ecco, dopo 52 puntate si ricomincia, in realtà non ci siamo mai fermati, ma ora una domanda la facciamo a voi:

Quale puntata di Intertwine Consiglia vi è piaciuta di più finora?

Aspettando una vostra risposta, vi diamo appuntamento alla settimana prossima, come sempre di giovedì e vi lasciamo con gli auguri di una

Buona Pasqua da Intertwine Consiglia!

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