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Una storia di Hollielost

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Il posto del sogno

Pubblicato il 22 luglio 2017

Ho sempre sognato molto. Mi ricordo ancora quando, in preda allo stress della maturità, ho sognato di essere inseguita da due ippopotami nel viale della stazione del paese dei miei nonni. In quel caso l'ambientazione era uguale a quella che è davvero e questa precisazione è d'obbligo perché spesso mi capita di trovarmi in posti che conosco di nome ma che non so riconoscere nella mia vita da sveglia. Mi spiego meglio: nella nottata appena passata ho sognato che mi trovavo in un supermercato ad Orzinuovi, un supermercato che a volte ha delle scale mobili che permettono di accedere a negozietti di vestiti e di bigiotteria e che invece a volte ha un solo grande negozio che vende dolciumi. Questa volta no, ho sognato che dentro c'era tutto un piano vuoto che era stato riadattato ad ospedale e che in quell'ala si trovava un bancomat, da cui ho prelevato circa tremila euro, tra l'altro arrabbiandomi perché avevo sbagliato!

Altre volte ho sognato che questo supermercato non era a Orzinuovi, bensì su una statale che portava verso ovest, quindi verso la città metropolitana di Milano. Questa statale a volte l'ho percorsa in bicicletta, riuscendo a guidare la panda di mia mamma con la forza del pensiero, a volte partivo con un mezzo e poi lo cambiavo senza neanche accorgermi. Per tornare alla cittadina della Bassa bresciana, a volte la vedo con un grandissimo parcheggio sterrato, a volte con una bella piazzetta ordinata, con la pavimentazione di sanpietrini e con la torre dell'orologio che non esiste.

Quando stavamo comprando casa, ho sognato della mia cittadina, Romano: una volta sapevo dell'esistenza di una basilica paleocristiana mezza sepolta dietro casa dei miei, verso il Serio, spesso invece ho sognato la parte meridionale del paese caratterizzato da piccole case bianche che costruivano vicoletti, oppure torri medievali. Edifici con affreschi da decifrare, sconosciuti ai più, conventi e abbazie, ville con giardini incantati che non esistono. Strade di campagna che conducono a frazioni abbandonate con chiesine distrutte, montagne, fiumi che scorrono placidi in mezzo a vallate verdeggianti, spesso solcati da barche a vela...

Poi mi sveglio e rimango stranita, come se una parte di me quei posti non li volesse mai abbandonare anche se sono il frutto dei miei pensieri.

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