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Una storia di SabrinaMonno

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Grafomania

- Il mancarsi -

Pubblicato il 05 novembre 2017

Ogni giorno la gente scrive. Oggi si scrive non solo su pezzi di carta, ma anche su muri, Internet, mail, sms e tramite ogni tipo di strumento che la tecnologia ci ha donato. Siamo, dunque, tutti scrittori poichè ci è concesso di scrivere? Siamo scrittori perchè proviamo sentimenti talmente forti da sentire la necessità di dar loro forma? Di condividerli? E' sufficiente provare un'emozione e darle vita con una penna per essere scrittori? Decantiamo i nostri dolori e le nostre gioie senza il minimo ritegno, senza pudicizia, condividiamo parole anche, se non sopratutto, quando non proviamo nulla. Lo scrivere è ovunque, eppure non esiste, non più. Lo scrivere è diventata un accumularsi di note, stati, idee e confusioni sparse sul web o sui muri di una città che abbandoneremo.

Miei scrittori, perchè scriviamo? Perchè diventa sempre più una necessità buttar giù parole, metterle in versi, dar loro una parvenza di saggezza? Alcune volte cerco di carpirne il calore, ma, la dura realtà, è che le parole non hanno né odore né sapore e, quando si dà loro vita per mera abitudine, non hanno nemmeno più significato. I versi d'amore, le parole di gioia improvvisa, le struggenti lettere d'addio hanno l'unico obiettivo di rimarcare ciò che ci accomuna: la mancanza.

Crediamo davvero di soffrire meno, trasformando momenti persi in inchiostro, perchè riteniamo quest'immenso gesto, nobile. Gli antichi fasti letterari ci cullano con il mito dell'eternità. L'arte può renderci eterni. L'arte può rendere eterno un ricordo annebbiato; ma l'eternità, come c'è stata narrata, ha perso la propria essenza. Le parole custodi di memorie, sono spade affilate pronte a trafiggerci in ogni istante. Sono letali per la loro inconsistenza. per il loro essere solo parole. Non sono il momento perso, non sono la persona mancata, sono vacuità. Quella persona ci mancherà sempre. Quel ricordo non tornerà mai in vita.

Quindi perchè vogliamo tutti scrivere? Abbiamo distrutto l'eternità con l'abuso della scrittura, la quale, stanca e disillusa, ha deciso di votlarci le spalle e diventarci nemica. L'ingente quantità di parole ha soffocato le più sincere, l'eternità si ribella a noi profani, esseri indegni che celano il voler espandere il proprio ego dietro il nobile sentimento della mancanza. Come può, dunque, una scrittura tale esser degna di infinito?

Un ricordo bisogna viverlo intensamente per la propria mortalità. L'amore ... l'amore è un concetto a cui nemmeno secoli di poesia sono riusciti a dar vita al di fuori di un verso. Bisogna amare se si sente di amare.

Beato colui che non trova parole, che cerca goffamente un abbraccio o che vince il timore di rubare un bacio al prossimo. Siete voi gli eroi di questo tempo.

Tuttavia ancora spero, imploro, piango per coloro che tentano di riemergere da questa apnea letteraria con l'uso della stessa scrittura. Il vuoto non puà vincere.

Eternità, sii clemente: scegli nuovamente figli a cui far dono della tua luce.

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