scrivi

Una storia di CuorDiPolvere

La Porta d'Ebano

172 visualizzazioni

Pubblicato il 06 marzo 2018 in Avventura

Tags: Avventura Fantasy

0

Parlavano di un magnifico reame, come intrappolati dall'estasi del viaggio, ma s'accorsero dopo sei clessidre dell'inganno.

Speravano nella magia e nei prestigi della nobiltà regnante, ma caddero preda di un sortilegio lento e pigro: dimenticarono il mondo ch'era fuori, e ch'era vero e libero, e misurarono i loro pensieri alla maniera del tranello, tale che ne divennero parte e tutte le loro vite al di la della porta d'ebano voltarono in fumo, e ne persero le rimembranze.

Giacquero assieme ai peccati del lusso e della flemma, bevvero da brocche di fine ottone l'ebbra stessa di un vino che ne assopì la ragione. Erano uomini e donne, pieni di speranze e sogni, giunti nel reame lusingati dalla vita nuova, e vennero per infusione sottratti alle aspettative: intrecciarono i sentieri ch'erano stati scelti per loro, e nessuno di essi aveva esiti felici, ma prede delle circostanze andarono e crearono una storia.

I Tessitori dettarono gli incantesimi agli intrecci delle loro vite, l'intrattennero con intrallazzi e colpi di scena; edificarono un sortilegio scuro tale che avrebbe ingannato ogni mente ed ogni spirito.

Ma come scosse nella terra di tanto in tanto giunsero dei movimenti, ed aprirono certe brecce cosicché la realtà oltre la porta d'ebano s'infiltrò nell'illusione; si meravigliarono di scorgere modernità e pensieri laddove non v'era che anticaglia, e adagio ricordarono pagine delle loro vite precedenti: giunsero un giorno senza stagioni a svegliarsi.

Regnava l'inverno tra le mura del reame, era scuro ed echi di guerra sonavano tra una storia e l'altra, e s'intrecciavano e giocavano, e portavano tutti una firma ch'era la chiave del racconto d'ognuno: morte.

Si svegliarono dal torpore, e s'accorsero del sogno. Tacquero e s'accordarono tra loro assecondando i Tessitori: giocarono alle loro regole per un poco, perché aspettavano le occasioni oneste per fuggire.

La Padrona della Tela affilò i coltelli e cercò la sua gemella. S'era nascosta assieme al suo pargolo dietro una porta di cui aveva tenuto la chiave in segreto sotto una pietra angolare del castello, quindi la cercò invano. Il Padrone della Tela chiese di suo figlio, che tale non era, per togliergli la vita: giaceva assieme al suo compare sotto una coperta di lana per aver salva la vita, e riuscì a fuggire dal terrazzo.

Il corvo riuscì a scappare perché scoperto, giacché i segni della realtà tramite egli erano forti e prodighi, quindi fuggì dalle mura del castello a nord, dai suoi fumosi padroni.

S'incontrarono lungo il corridoio del cortile, e la porta d'ebano era aperta: fu così che riuscirono a fuggire dal tranello e si destarono a vita giusta e pura, fuori dalle trame di storie scure e capricciose. Vennero liberati dal richiamo, e scapparono nel villaggio in pietra che sorgeva ad ovest, all'avanguardia del tranello, che avvisava e liberava.

Scese la notte. Tutto intorno al reame, ch'era soltanto un dipinto dall'altra parte della valle, giunsero le catene nere dal cielo, che lo serrarono e bandirono per sempre, distruggendolo.

Qualcuno s'accorse, e pianse amaramente, che il migliore di loro, il più saggio, era rimasto nel reame per redimerlo. Diede la vita nell'impresa, perché era il migliore dei corvi, e ne sancì la distruzione trascinando su di esso ferro, fuoco e Deità. Il reame fu redento, e persero la vita il Corvo, i Tessitori, Oceano e la Signora delle Selve.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×