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Una storia di AlessiaScipioni

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Un amore così strano...Napoli.

Pubblicato il 24 febbraio 2017

Lo Spaccanapoli

Sono nata e cresciuta in provincia di Roma, nella città eterna, eppure sento un richiamo forzato verso altri lidi. Roma, seppur bella, non mi ha mai affascinato più di tanto: è come un vestito che ho indossato troppe volte per essere ancora vissuto in pieno e apprezzarne la bellezza.

L'ignoto, quello che non conosco mi ha sempre attratto come una luce che attira i pesci nel cuore della notte. Quello che non mi è lecito vivere sulla pelle ha sempre, destato in me, un fascino immenso.

Napoli. Un fulmine a ciel sereno. Un amore che mi porto dentro da sempre, da quando ero ragazzina. Qualcosa che mi attrae di insensato e illogico è intrinseco in quella città. Amo tutto ciò che è partenopeo: mi affascina sia il bello e che il brutto della medaglia, Napoli è un amore che sento a 360°. Mi incanto di fronte alla bellezza del Golfo, le luci riflesse sul mare, il Vesuvio da lontano che sembra un gigante che vigila e minaccia allo stesso tempo. Quella dolce curva che rientra verso la terra. Guardo le foto e ne sento la brezza marina, l'odore di salsedine e vorrei avere qualche potere mistico per proiettarmi in quella foto e passeggiare sul lungomare.

Adoro i Quartieri Spagnoli, quella parte storica di Napoli che ha radici ben precise, usanze e tradizioni radicate nel tempo. Mi vedo mentre cammino sovrastata dai panni stesi da un palazzo all'altro, le voci che si accavallano, i motorini che sfrecciano e le donne che calano il cestino con la corda per la spesa. Un quartiere formato da labirinti stretti che si intrecciano, dai sampietrini che sanno di antico e mura alte dei palazzi, che lasciano una piccola striscia azzurra sopra la tua testa. Belli e affascinanti, in ogni loro tratto e medaglia, che sia bella o brutta, i Quartieri Spagnoli mi sanno di vita. Povera, a tratti, superstiziosa per altri, dove la vita diventa dura a volte ma è pur sempre vita.

Mi piace la leggenda che ruota intorno a Piazza Plebiscito, la bellezza dei negozi di artigiani di via Armeno, dove spadroneggiano le statue del presepe. Lo Spaccanapoli che ha un fascino immeso visto dall'alto, una via che sembra tirata con il righello, due porzioni di Napoli che si staccano e si uniscono in una semplice via.

Il dialetto colorito, dal tono allegro, a volte sfrontato. La Napoli per bene e quella più brutta, la Napoli dei chiattilli e la Napoli della povera gente. A Napoli tutto si esalta e prende un colorito diverso...Milano è grigia, Roma è bianca e Napoli è colorata. Pulcinella poteva nascere solo lì, in quel luogo fatto di sfumature, dove la vita è amara e allegra, vivace o lenta, lecita e non. Napoli è variopinta e imbevuta di tutto...Roma è la citta eterna e Napoli è la mia eterna città.

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