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Una storia di Per_aspera_ad_astra

Donne che odiano le donne

Il caso Weinstein e l'ennesima mancata occasione

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Pubblicato il 26 ottobre 2017 in Giornalismo

Tags: weinstein hollywood scandalo femminismo diritti

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Da quando i social network sono diventati il canale principale di diffusione delle notizie e in modo particolare, il terreno di confronto preferito da chiunque abbia accesso a un dispositivo digitale e ad una connessione ad internet (per tutta una serie di motivi, tra i quali la possibilità di rivolgersi ad un pubblico estremamente ampio in un lasso di tempo relativamente breve, ottimizzando quindi la diffusione della propria opinione e la rassicurante percezione, che io chiamo di semi-anonimato, di poter parlare liberamente di qualunque tema senza metterci la faccia in prima persona); sono tante le questioni che sono state sollevate in merito ai temi più disparati, ma di ovvia rilevanza sociale.

L’ultimo eclatante caso riguarda ancora una volta la questione delle molestie sessuali nei confronti delle donne e ancora una volta il polverone è stato sollevato dal mondo dello showbiz.

Perché è chiaro che un articolo sulla segretaria di Canicattì licenziata dopo essersi rifiutata di rimanere a fare gli straordinari col principale non ha la stessa rilevanza mediatica di un pezzo grosso (in tutti i sensi) di Hollywood che durante un apparente incontro di lavoro con un’attrice si fa trovare in accappatoio e chiede di farsi fare un massaggio.

Ancora una volta, da tutta questa squallida quanto banale vicenda, la figura della donna ne esce completamente a pezzi e mi duole riconoscere che ancora una volta sono le donne stesse a contribuire a tale fenomeno.

Perché non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che una donna, così come un uomo, possa decidere liberamente circa la propria vita sessuale ma quando la questione di diritto si mescola inevitabilmente con la questione morale, le cose iniziano a complicarsi.

In un contesto lavorativo, come può essere quello del mondo dello spettacolo (ma non solo), dove i criteri di selezione mancano per forza di cose di oggettività, trovandoci di fronte a scelte stilistiche di tipo artistico e quindi soggette in buona parte al gusto personale; parlare di mancata meritocrazia o di espedienti atti a scavalcare la concorrenza puzza un tantino di ipocrisia.

Ad aggravare il quadro è il fatto che in questo caso la questione nello specifico verte su rapporti non consensuali e su presunte molestie di tipo fisico ma non solo…perché se una donna riesce a trovare il coraggio di denunciare pubblicamente tali violenze 20 anni dopo i fatti, io credo che possiamo certamente parlare di sudditanza psicologica, dovuta evidentemente a un retaggio culturale che ancora oggi ci portiamo dietro e che neanche donne belle, ricche e famose riescono a superare.

Il fatto che soltanto ora tantissime donne stiano trovando il coraggio di denunciare gli abusi subiti (a tal proposito proprio perché il mondo dorato di Hollywood si autoalimenta anche delle proprie sciagure, è stato creato l’hashtag metoo rendendo il tutto grottescamente popolare) non deve stupirci più di tanto.

E’ insito nella natura umana il bisogno di aggregarsi per sentirsi al sicuro e per riuscire ad affrontare determinate problematiche.

Ora però il punto non è tanto sottolineare le battaglie mediatiche tra donne che si scagliano contro altre donne a chi sia la più onesta, la più forte o la più dignitosa, ma i milioni di donne che ogni giorno subiscono molestie e nei casi più gravi violenze di ogni genere e che vivono in contesti sociali e culturali dove tali fenomeni sono addirittura legittimati, da un ideale di maschio che riesce ad avere il controllo sulle loro vite.

E se c’è una cosa che questa vicenda ci insegna è che il fenomeno è reale e persiste anche nella nostra tanto osannata società Occidentale, dove la lotta per i diritti e la parità di genere evidentemente ha ancora una lunga strada da fare.

Perché se contro un molestatore seriale nulla possono donne famose e in carriera, il mio pensiero va alla piccola segretaria di Canicattì e ai suoi piccoli sogni infranti.

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