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Una storia di LuigiMaiello

Fantaghirò su Netflix e Amazon: forse aveva ragione McLuhan.

Le miniserie tv con Alessandra Martines rilanciate dal nuovo format in streaming?

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Pubblicato il 20 dicembre 2017 in Giornalismo

Tags: netflix natale amazon streaming fantaghir

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A Natale ci sono varie tradizioni: il presepe, l’albero, i cenoni, i regali, gli aperitivi, la tombola... e poi c’è Fantaghirò, la miniserie fantasy che è andata in onda tra il 1991 e il 1996, e che tanto ha appassionato i bambini degli anni novanta.

Diretta da Lamberto Bava (figlio di Mario Bava, uno dei più famosi registi horror italiani) e tratta dall’omonima fiaba di Italo Calvino, la prima stagione della miniserie ebbe anche il merito di farci conoscere due attori che poi sarebbero diventati famosi: il personaggio di Fantaghirò era interpretato da Alessandra Martines, il re rivale Romualdo da Kim Rossi Stuart; entrambi avevano già avuto delle parti in televisione e al cinema, ma fu questa miniserie a lanciarli al grande pubblico.

Fu una serie a suo modo “rivoluzionaria”: l’eroina donna era una novità assoluta, così come un fantasy con ambientazioni medioevali in cui principesse, maghi, mostri e cavalieri non erano più solo disegnati, bensì personaggi in carne e ossa. Inoltre fu anche una delle prime (e poche) miniserie televisive fantasy realizzate in Italia.

Alessandra Martines e Brigitte Nielsen chiacchierano in modo amichevole sul set.
Alessandra Martines e Brigitte Nielsen chiacchierano in modo amichevole sul set.

Per un certo numero di anni Fantaghirò compariva magicamente sulle reti Mediaset solo nel periodo di Natale, la mattina su Italia 1 e la sera su Mediaset Extra.

E molti potevano così rivivere l’amore per Romualdo, la strega Nera (interpretata da Brigitte Nielsen) e le avventure dei vari personaggi.

A un certo punto però la banda di Fantaghirò & co. è sparita dal piccolo schermo, di punto in bianco, lasciando vuoti i pomeriggi di milioni di bambini a Natale.

A correre in loro soccorso quest’anno ci hanno pensato Netflix prima, e Amazon Prime Video poi, inserendo le cinque stagioni della serie nei loro cataloghi.

La notizia ha suscitato grande entusiasmo, soprattutto sui social. A questo punto mi sono chiesto come mai, negli anni scorsi, questa grande smania di guardare Fantaghirò mi fosse sfuggita.

O forse non c’era?

Post dalla pagina Facebook di Netflix.
Post dalla pagina Facebook di Netflix.

Marshall McLuhan: “Il medium è il messaggio”.

Mi sono tornati alla mente i miei trascorsi di studente di Scienze della Comunicazione, quando, in moltissimi esami, ricorreva questo concetto:

“Il medium è il messaggio”.

Ad affermalo era stato Marshall McLuhan, ne "Gli strumenti del comunicare", una delle sue opere più importanti, dove il sociologo canadese sosteneva la necessità di studiare i media non soltanto per quanto riguarda i contenuti che trasmettono, ma anche e soprattutto dal punto di vista delle modalità con le quali lo fanno.

I mass media, secondo McLuhan, non sono neutrali: la loro stessa struttura produce un’influenza sui destinatari del messaggio, che va al di là del contenuto specifico che veicolano. Tuttavia, sarebbe fuorviante ridurre l'analisi condotta ai soli mezzi di comunicazione di massa o mass - media. La riflessione di McLuhan abbraccia, in linea generale, qualsiasi tipo di media.

Marshall McLuhan: “Il medium è il messaggio.
Marshall McLuhan: “Il medium è il messaggio.

McLhuan è famoso anche per un altro concetto: il cosiddetto “Villaggio globale”.

"Oggi, dopo più di un secolo di tecnologia elettrica, abbiamo esteso il nostro sistema nervoso centrale fino a farlo diventare un abbraccio globale, abolendo limiti di spazio e tempo per quanto concerne il nostro pianeta"

Lo studioso sottolineava come, grazie ai nuovi media, il mondo sia destinato a divenire più piccolo e le distanze fisiche e culturali a ridursi notevolmente. Se pensiamo a quanto Internet abbia avvicinato fra di loro popoli e culture, non è sbagliato sostenere che McLuhan abbia in qualche modo profetizzato le conseguenze della nascita del web.

Netflix e le modalità di fruizione.

Uno dei motivi del grande successo di Netflix, oltre alla qualità dei contenuti che propone, è la flessibilità di cui ognuno può godere nella fruizione: puoi iniziare a guardare e lasciare andare in riproduzione automatica per tutto il giorno oppure riprendere il giorno dopo la serie TV nel punto in cui si era arrivati senza dover fare ricerche. Questo spesso porta l’utente a continuare una serie che aveva iniziato, perché si tratta di un processo che riduce al minimo il suo sforzo cognitivo.

Il catalogo è diviso per categorie e generi diversi e punta soprattutto su film e serie TV più recenti come Dexter, How I Met Your Mother o Breaking Bad, e in particolare sulle proprie produzioni, tra cui spiccano serie di successo, come Stranger Things, Orange is the New Black, Narcos, TheCrown o le serie Marvel come Jessica Jones e Daredevil.

La possibilità di scegliere la propria modalità di visione porta gli utenti a fare delle vere e proprie maratone delle serie, anziché guardare uno-due episodi a settimana. Da una ricerca realizzata nel 2016 (foto in basso) emerge che gli amanti delle serie tv in media finiscono un'intera stagione in una settimana. Considerando che le singole stagioni sono composte (in media) da 10-12 puntate e che ogni puntata dura circa 50 minuti, ogni utente guarda serie per circa due ore al giorno. La quantità di tempo dedicata varia anche a seconda del genere, gli intrighi tipici dei thrillers, ad esempio, spingono le persone a guardare più puntate di seguito, per scoprire come andrà a finire.

Dati 2016
Dati 2016

Fantaghirò arriva su Netflix e Amazon Prime Video.

Torniamo a Fantaghirò, e perché sia tornata di moda.

Sappiamo che Netflix prima, e Amazon Prime Video poi, hanno inseriro le cinque stagioni della serie nei loro cataloghi. Non sappiamo se si tratta di una scelta prettamente dal lato del “contenutio”, o se su di essa abbia influito anche la nuova riforma del cinema, con cui si prova a dare maggiore risalto ai prodotti made in Italy. In particolare si impone alle emittenti private di trasmettere almeno un film o una fiction italiane a settimana per ogni canale tv, mentre alla Rai due ogni settimana.

Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini vorrebbe estendere l'obbligo anche a colossi dei video on demand come Netflix e Amazon Prime. È possibile ci sia anche questo elemento dietro la scelta di Netflix e Amazon?

Di certo c’è che il quinto e ultimo episodio di Fantaghirò (del 1996) era scritto affinché avesse un seguito. Il suo finale era aperto a nuovi sviluppi, ma il calo di ascolti e i costi di produzione troncarono la saga senza una conclusione.

C’è un elemento che può far sembrare tutto un paradosso: molto prima che i due servizi-pay si mobilitassero, le varie stagioni della serie erano disponibili (gratis) nella sezione On Demand del sito di Mediaset, e lo sono ancora su Youtube, ma gli appassionati forse non se ne sono accorti!

Mediaset aveva un prodotto molto richiesto nel suo catalogo e non l’ha saputo promuovere, ma vuoi mettere il fascino di guardare Fantaghirò su Netflix? La comodità di farsi un'abbuffata di serie tv dopo uno di quei pranzi natalizi in cui vuoi solo stenderti sul divano e guardare qualcosa in modo del tutto passivo?

Se Netflix si accorgerà che il pubblico la ama ancora, potrà puntare sull’effetto nostalgia e regalare un sequel ai tanti appassionati e forse lanciare delle nuove star.

Oppure la star del futuro ce l'ha già in casa.

L'aria sorniona di don Matteo, che sa il fatto suo.
L'aria sorniona di don Matteo, che sa il fatto suo.

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