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Una storia di Eragon

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La strada di Gioele

Ciò che le coscienze non dicono

Pubblicato il 01 marzo 2017

Inizialmente, quando mi diedero il copione per la parte, ero piuttosto nervoso, devo ammetterlo. Avevo seri dubbi riguardo alla sanità mentale del protagonista, davvero. Vedevo i personaggi degli altri, ed erano tutti così disinvolti, piacevoli, la loro prometteva essere una vita davvero felice; e poi guardavo il mio, insicuro, timido, non era la persona adatta a me.

-Non è che io disprezzi la gente come lui- pensavo a quel tempo -anzi, se fossimo tutti spavaldi e sicuri di sè non oso immaginare come sarebbe il mondo, però ecco...diciamo che non mi ci trovo bene- ,

per cui andai al “centro assegnazioni” per trovare qualcuno disposto a fare uno scambio. Stetti in quell’ufficio tutto il giorno, ma la signora dietro alla scrivania mi disse che nessuno aveva accettato la mia proposta.

-grazie mille- le dissi -riproverò domani-,

e così infatti feci, da quel giorno, tutti i giorni, fino al mese successivo. Non riuscii mai a cambiare personaggio, ormai la scadenza era arrivata.

Il 7 marzo del 2000 Gioele Ruffini nacque nell ospedale di Bergamo. Ormai ero costretto ad accettare, così, durante il parto,entrai nella sua mente, e ancora oggi mi trovo lì dentro. A distanza di anni sono contento che quella signora dietro alla scrivania, per trenta volte, mi abbia detto che nessuno aveva accettato lo scambio. Gioele ha sedici anni, è molto timido, pauroso, non gli piace fare quello che piace agli altri ragazzi ed è asessuale. Fa parte quindi di una minoranza di persone, che sembrano essere ancora meno, perché si muovono silenziose nei labirinti della vita. Probabilmente vi starete chiedendo perché sono felice di essere la coscienza di Gioele, ed io sono contento di potervi rispondere. Gioele è stato fino ad ora il miglior personaggio che mi sia stato assegnato. Ho visto, dall’inizio dei tempi, miliardi di copioni, ognuno diverso dall’altro, ma mai uno come quello di Gioele.

Forse non lo sapete, quindi ve lo spiego. Leggere il copione di una persona, significa leggere tutto ciò che si dovrà fare fino all’adolescenza, infatti, fino a quel momento della vita, noi coscienze dovremo limitarci a fare quel che è scritto su queste tracce; ma dall’adolescenza in poi, potremo comportarci come preferiamo. Quel giorno di sedici anni fa, io lessi di tutte le possibili cause di sofferenza che Gioele avrebbe avuto verso i quindici anni, che sarebbe stato diverso dagli altri, che avrebbe fatto parte di una piccola minoranza di persone, e pensavo che avrebbe vissuto un’esistenza infelice e difficile.

Gioele ha solo sedici anni, e la sua vita è ancora tutta da scrivere, ma ora ho una certezza: qualunque cosa faccia, troverà sempre la sua strada. Gioele, dopo un difficile periodo di depressione, è riuscito a combattere le proprie debolezze, non eliminandole, ma facendole proprie. Quello che miliardi di persone prima di lui non avevano capito, è che non si può negare chi si è, e che ognuno di noi è diverso in qualcosa. La strada della vita di Gioele è sicuramente diversa da quella della maggioranza delle persone; qualcuno può anche chiamarlo “strambo” o “sfigato”, per me si chiama Gioele.

[...]Racconterò con un sospiro

da qualche parte tra molti anni:

due strade divergevano in un bosco, ed io,

io presi la meno battuta,

e questo ha fatto tutta la differenza

-Robert Frost-

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