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Una storia di AlessiaScipioni

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Andrò all'inferno perchè ho le giuste conoscenze...

Estratto da "Doppia F: Fabri Fibra attraverso gli occhi di chi lo ascolta

Pubblicato il 13 agosto 2017

Di sicuro Fabri è molto meno ermetico rispetto a Dante, ma l’utilizzo che fa, a volte, di certi simboli non è un caso. Non fa mai nulla a caso Sfiber. Ha una vera predisposizione naturale nel provocare. La provocazione è evidente, per esempio, sin dall’apertura di Dietrologia:

666

Il giorno 06/06/06 sono arrivato al numero 1 della classifica dei dischi più venduti in Italia con l’album Tradimento. Venerdì 17 settembre 2010 sono tornato al primo posto della top ten con l’album Controcultura. Chiaro, no? Ho venduto l’anima al diavolo. Che cosa ho ottenuto in cambio? In cambio faccio il lavoro che mi piace.

Senza contare che il Venerdì 17 è diventato un culto per i fibrogati, Fibra è riuscito a demolire nei suoi fans il timore della superstizione che alberga in quella combinazione a forza di nominarlo. Abbiamo una canzone che porta quel titolo, un mixtape che porta quel nome e, infine, Fabri lo sviolina spesso nelle sue barre. Vogliamo poi aggiungere che è nato il 17 ottobre? Che quasi tutti i suoi cd presentano 17 tracce? A forza di scherzare sulla sfiga del 17 venerdì è riuscito ad abbattere, nei suoi fans, la superstizione che terrorizza tre quarti d’Italia. Io conosco gente che quando cade il 17 venerdì stenta anche a respirare, persone che invitano alla cautela se esci di casa perché la sfiga è in agguato in quel giorno funesto. Io, ormai, festeggio quando arriva il venerdì 17 e mi sparo in cuffia tutto il mixtape omonimo, per non parlare della canzone Venerdì 17 che è la mia prediletta di Mr Simpatia.

Il 666 è un numero che appare spesso in ambito Sfiber, lo troviamo nella felpa rossa, completamente esoterica, che Fabri indossa nel video di Pronti, partenza e via; lo ritroviamo anche nella scritta Niente di Personale, molto nascosto ma c’è e si vede bene se uno guarda attentamente la scritta del video di quel dissing: il 666 è all’interno della lettera D.

Ci sono una marea di siti italiani che hanno trattato il video Pronti, partenza e via per via degli innumerevoli sfondi esoterici che vi erano contenuti, primo fra tutti il pavimento a scacchi bianco e nero, simbolo del dualismo del bene e del male, ma anche simbolo della massoneria. Questi siti però hanno un enorme difetto: trattano la materia con molta superficialità, anche quando a vista, certi siti, sembrano seri. Di solito, sono solo un gridare al lupo e niente di concreto. Su Pronti, partenza e via poi, hanno tutti toppato e alla grande aggiungo. È vero che il video è carico di simboli che richiamano il potere della massoneria, ma se nei suddetti siti leggo sempre che il video è altamente discordante dal testo della canzone e che quest’ultimo non ha niente a che vedere con la massoneria, beh allora capisco che non sei andato oltre quei simboli e hai trattato quel video senza capirne il senso e soprattutto non hai capito la canzone. Dire che il testo di Pronti, partenza e via non ha nulla che fa riferimento ai poteri forti è quasi eresia e dire che quei simboli, usati nel video, non hanno nulla in comune con il testo della canzone è, lo stesso, quasi eresia. Quel video è stato trattato proprio all’italiana, cioè con molta leggerezza e superficialità.

Coda, timbro, firma e passa… il riassunto della vita media di un italiano quando deve fare qualcosa. È tutto un coda, timbro, firma e passa...per rendere meglio l’idea di come sta messo l’italiano lo ripete pure tre volte, in modo molto meccanico, monotono, come a dire: siamo solo numeri, firme, mica ci vedono come persone. Qualcuno ha il coraggio di dire che non è vero? Fai la fila alla posta, in banca, all’ospedale, al pronto soccorso, se devi fare una visita, se devi parlare con i professori, se vai in farmacia, fai la fila sempre quando hai a che fare con lo Stato o chi per lui...in quei casi il timbro non manca mai, anche in farmacia hanno il timbro, con una semplice data ma c’è il timbro...la firma te la chiedono anche se vai al bagno e via...avanti un altro! La burocrazia in Italia ti fa passare la voglia di campare e, spesso, rinunci all’impresa pur di evitare i vari coda, timbro, fila e passa. Faccio un esempio personale. Vado al CAD perché mia suocera ha bisogno di fare dei prelievi di sangue a domicilio, uno a settimana per dosare, all’occorrenza, un medicinale che prende. La prima volta che vado faccio la fila e presento la richiesta del medico, l’infermiera mi dice che devo farmi fare l’impegnativa per fissare le date del prelievo. Ok, faccio l’impegnativa, altra fila dal medico, e torno al CAD. Qui mi viene detto che devo prima regolarizzare l’impegnativa al CUP, quindi prima fila al CAD a vuoto e seconda fila al CUP per pagare il ticket. Arriva il mio turno al CUP e la signorina mi dice che per regolarizzare l’impegnativa devo avere già le date fissate dal CAD. Bestemmi perché al CAD ci sei stata un’ora prima e ti hanno detto, dopo mezz’ora di fila, che per avere le date devi regolarizzare l’impegnativa. Torno al CAD, di nuovo la fila, entro e dico che la signorina mi ha chiesto le date per regolarizzare l’impegnativa. Quella del CAD s’incazza perché sostiene che non servono le date, fatto sta che l’impegnativa senza le date non me l’hanno fatta pagare, quindi se s’incazza lei figuriamoci io...gli dico che non mi interessa se ci servono o meno, voglio quelle fottute date prima che ammazzo qualcuno. Mi fissa le date e torno al CUP, altra fila e finalmente pago la ricetta, ma non è finita, in quanto devo tornare al CAD per consegnare la ricetta, quindi altra fila e consegno la ricetta della discordia. Insomma, dalle 9 del mattino fino alle 12 per fare una semplice cosa. In Italia è così per tutto: se devi pagare una bolletta fai tre ore di fila, se devi andare in banca fai tre ore di fila, se devi andare al pronto soccorso, almeno che non è evidente che stai con un piede in una fossa, fai ore e ore di fila...mio marito, per dire, è invalido sul lavoro, a causa di un incidente avuto sul lavoro appunto, gli hanno amputato l’alluce del piede e ha perso la vista a un occhio. Ogni anno deve fare la fila all’INAIL per regolarizzare l’invalidità, forse quelli dell’INAIL penseranno che esista mago Merlino che gli fa ricrescere un alluce e che per magia gli torni la vista all’occhio, nonostante da quell’occhio non vede manco le ombre, cioè è completamente cieco.

In Italia, ogni sei mesi, la burocrazia ti scassa le palle con il modulo degli assegni familiari. Ogni sei mesi devi compilarlo con il tuo reddito ecc. Troppo semplice diventerebbe fare tale aggiornamento una volta l’anno, magari in concomitanza con il CUD oppure, ancora più semplice, sono io lavoratore che ti comunico quando la mia situazione famigliare cambia, se ci sono nuovi nati o meno, se ho divorziato o meno, ecc. Siamo nell’era digitale, dove tutto tramite un pc può essere collegato e aggiornato, lo Stato di tutto questo sembra non rendersene conto, ancora aspetta che sia il cittadino a comunicare i dati, il proprio reddito, se un pensionato è morto ecc. Però, se manchi a uno di questi obblighi assurdi, lo trovano il modo per stanarti, per magia riescono poi a sapere se hai dichiarato il reddito giusto, se tuo nonno è ancora in vita o meno, ma aspettano che sbagli eh, farlo sin da subito, anno per anno, risulterebbe troppo facile, si semplifica troppo la vita del cittadino e quest’ultimo, si sa, deve morire dietro la morsa della burocrazia italiana. Il cittadino deve perdersi dietro al coda, timbro, firma e passa perché se perdi tempo dietro alla burocrazia, se rimani impegnato in questa gabbia, non hai poi il tempo per pensare ad altro, per esempio a come i politici te lo mettono nel posteriore ogni due per tre al giorno. Uno è impelagato nella ragnatela spessa e non ha il tempo di realizzare che intanto lo Stato ha tolto la cassa integrazione gratuita per i lavoratori, prima il datore di lavoro non pagava nulla se metteva i dipendenti in cassa integrazione invece che licenziarli, ora, invece, paga trecento euro a lavoratore, quindi, fa prima a licenziarli direttamente. Ma tu non lo sai italiano, primo perché in tv mai te lo diranno, in seconda battuta eri troppo impegnato a pagare le bollette, le imposte, a fare ricorsi, a fare il coda, timbro, firma e passa per avere tempo sufficiente per informarti seriamente su ciò che fanno dei tuoi diritti.

È molto più facile, invece che analizzare un testo della portata di Pronti, partenza e via, fermarsi sui quattro simboli del video e, per i puristi, fermarsi al beat trascinante. Lo vogliamo analizzare noi questo testo? Vogliamo vedere se è davvero poco attinente con i simboli del video?

Il coda, timbro, firma e passa lo abbiamo già spiegato, la freddezza della burocrazia e l’esasperazione che porta in sé nell’animo dell’italiano. Infatti, la strofa come inizia?

Burocrazia, l’Italia si squaglia come burro e pazzia, una bella idea arriva sempre a notte fonda come la polizia.

Gioco di parole apprezzabile parecchio quello che mette in moto Fabri tra burro, pazzia e burocrazia, il burro infatti si scioglie facilmente a contatto con il calore, per come ha impostato la frase Fibra sembra quasi che se il burro dovesse fondersi a contatto con la pazzia verrebbe fuori senz’altro la burocrazia italiana, che porta appunto alla pazzia il cittadino. Quindi, già denuncia un malessere che viene imposto da certi poteri forti. Il video segue una logica all’inizio, con in sottofondo una specie di musichetta quasi spettrale, di quelle che sembrano presagire qualcosa di brutto in arrivo e, meraviglia, è proprio la logica che seguono le immagini in quel momento. Nell’ordine appare prima l’entrata della Galleria Grande della Reggia Venaria di Torino, quindi un luogo tranquillo, bello alla vista, ma incarna nel suo pavimento a scacchi un certo dualismo, poi appare il Faraone. Due immagini che identificano i luoghi dove viene girato il video: la Reggia Venaria e il Museo Egizio. Sembra quasi innocuo ma la musichetta incalza con il suo andamento spettrale, se l’ascolti bene quel sottofondo ti fa salire l’ansia, perché ti aspetti qualcosa di brutto che sta per accadere e, infatti, si passa subito dopo a qualcosa di meno bello. In primo piano, sul pavimento a scacchi, nell’enorme Galleria Grande c’è un dobermann inserito in un’immagine specchiata. Non è un cane qualunque, è un dobermann, un cane che di solito viene visto, nell’apparenza, come minaccioso e aggressivo, un cane cattivo insomma, ma nel suo essere il dobermann è un cane, in realtà, giocherellone, fedele e sociale, quindi nel suo essere è un cane buono. l’immagine è specchiata, quindi, quale delle due versioni è quella reale? Il dobermann è buono o cattivo? Quale quadrato della scacchiera ricopre: quello bianco o quello nero? La confusione delle immagini specchiate è che difficilmente capisci quale delle due foto sia l’originale, la fonte, la verità, quindi in quel contesto di dualismo, del dobermann specchiato non sparai mai quale sia quello vero, se il dobermann apparente che è cattivo, oppure quello reale che è buono. La confusione è già sintomo di malessere, quindi passiamo da due immagini serene, se vogliamo, a qualcosa di meno chiaro. La musica in sottofondo cresce e aumenta anche l’ansia, di conseguenza aumenta anche l’impatto visivo. Dopo il dobermann specchiato ti ritrovi un bel primo piano di un demone, la musichetta è al culmine, è imminente che sta per succedere qualcosa di brutto... aumenta l’andamento spettrale, eccolo c’è Fibra sul pavimento a scacchi della Galleria, ha un’espressione seria, faccio notare che è collocato esattamente nel centro del corridoio come se fosse uno spartiacque tra le due parti. Quali parti? Lo scopri subito dopo: c’è un Fibra che alle spalle ha i palazzi della città e sembra così buono, il dualismo torna di nuovo, infatti l’immagine successiva è lo specchiato del soffitto che si richiude su se stesso, come se si fondessero le due parti, quella buona e cattiva, la confusione è al culmine quindi, ancora di più non intuisci chi sia il vero e il falso di quel soffitto, la musichetta monta al massimo, cresce l’ansia nel sentirla e che succede? Parte il beat e, meraviglia, a quel Fibra tanto buono con la città alle spalle, o a quello serio che faceva quasi da confine tra bene e male, appare il Fibra cattivo, quello con la felpa esoterica, la finezza è che appare proprio sulla partenza del beat e, geniale, il Fibra buono che rappa Coda, timbro, firma e passa, si alterna a quello cattivo, prima con dietro Moloch e poi di nuovo con la felpa esoterica. Come se volesse dire: quello che tu credi normale nella tua confusione in realtà ha qualcosa di male che lo governa, ma vivi in un mondo in cui lo specchiato ti domina e non sei capace di distinguere le due parti, chi comanda chi e perché. O meglio, è come se volesse dire, mentre tu pensi di fare una cosa giusta per adempiere ai tuoi doveri di cittadino e ti fai il coda, timbro, firma e passa, qualcun altro, nell’oscurità, i poteri forti appunto (Moloch è un dio dell’oscurità, simbolo di sacrifici umani, legato al mondo di Satana e, magia, tanto caro alla massoneria moderna) si arricchisce mentre ti perdi nel coda timbro firma e passa proprio come ti perdi nello specchiato. Non riesci a codificare la reale lettura di ciò che ti circonda, il coda, timbro, firma e passa è detto in modo meccanico, come dicevo prima, indica la freddezza e il distacco con cui la politica si scinde dai cittadini lasciandoli in balia della burocrazia, guardandoli come se fossero solo numeri. Pensate a quante volte vi sviolinano solo percentuali, gli italiani vengono identificati solo così: il tasso di disoccupazione è al 40%, ma in concreto, qualcuno di voi ha mai visto come vivono questi disoccupati? Quali problemi devono affrontare? Come si ritrovano a sopravvivere? No, sapete solo che il 40% della popolazione non ha un lavoro, siamo numeri, percentuali, probabilità matematiche...non siamo uomini, persone, esseri umani, questo indica il coda, timbro, firma e passa.

Votavi Lega, si? Prega! Ora chi voti? Boh Reagan. Ora Belen, prima chi? Megan. Roba magica, Simsalabim sì?

Il video a questo punto mostra, è vero, molti simboli che riconducono al potere massonico, ma anche una grande quantità di immagini specchiate, sempre più in movimento, sempre meno visibili nella loro totalità, sempre meno distinguibili. Quindi, aumenta la stessa confusione che Fibra denuncia nella strofa riguardante la politica. Ricordate la Lega e il suo motto?

«Noi ce l’abbiamo duro! Roma ladrona!». Sembravano i nuovi giustizieri in nome dell’onestà.

Nei fatti però che è successo? Vi riporto la notizia che riecheggiava, nel 2012, sul giornale La Stampa, ho preso un articolo a caso eh, ma tanto riportavano tutti la stessa notizia più o meno.

Un' inchiesta nata da alcuni movimenti finanziari all'estero e sfociata negli investimenti sospetti dei fondi elettorali della Lega nord in Tanzania, travolge il partito di Umberto Bossi e lo stesso segretario in persona. Emerge infatti dai decreti di perquisizione non solo che i conti della Lega sono falsi ma che i soldi pubblici distratti dal tesoriere Francesco Belsito sarebbero stati usati per sostenere «i costi della famiglia Bossi» e, secondo indiscrezioni, per ristrutturare la villa di Gemonio del leader leghista. (La Stampa, 03/04/2012, articolo di Paolo Colonnello).

Quindi chi, in sostanza, votava Lega con la speranza di ripulire Roma dai politici ladroni, ha, invece, contribuito alla ristrutturazione della dimora Bossi. Però, attenzione, lo scandalo arriva sempre quando ormai si sono mangiati anche il barattolo della colla, come diceva mia nonna, mai prima eh, come dice Fibra “a notte fonda come la polizia” cioè quando ormai il misfatto è bello che fatto.

Ora finita la Lega chi voti? È bravo qui Fibra ad alternare nomi del mondo dello spettacolo e la finezza sta proprio nel Reagan, ex Presidente degli stati Uniti d’America, ma anche ex attore. A quei tempi dello scandalo, prima di Monti, il nostro Presidente era Silvio Berlusconi, imprenditore, guarda caso, televisivo. Quindi altamente riconducibile allo spettacolo, alla figura di Reagan, ma il bello è che Fabri sviolina icone come Belen e Megan, la prima era all’apice del successo, a quei tempi, la seconda era sparita dopo che ci avevano rotto le palle con lei per due anni almeno spalmandola ovunque come se fosse prezzemolo. Ovunque giravi c’era Megan, poi è sparita, è arriva Belen, ora è sparita anche Belen...roba magica appunto, appari e scompari come niente quando passi in tv e la politica sembra seguire la stessa legge, ma soprattutto la stessa confusione. È chiaro che un personaggio noto riceve consensi, in quanto appunto famoso, quindi è logico che prende voti (furbi qui gli italiani come può esserlo un topo che si infila nella bocca di un gatto), infatti che succede? Si improvvisano tutti politici: dai cantanti, alle soubrette, ai conduttori, il lascia passare è firmato da chi? Berlusconi, appunto. Nel video questo senso di confusione è riportato, in moto massiccio, dall’effetto specchiato delle immagini e l’alternarsi dei famosi simboli di potere. Domanda: la confusione a chi serve? A voi cittadini o a chi vi governa? Datevi la risposta e trovate anche il perché ci sono i simboli esoterici espliciti nel video.

Pronti, Partenza, Via! Si va per mari e monti Partenza, Via!

Nella confusione, il minimo che puoi fare, è andare per mari e monti, cioè allo sbaraglio, con il meno peggio, il meno meglio: a voi la scelta. Sottile qui è il gioco tra il nome di Mario Monti, che rivestiva la carica di Presidente dopo Berlusconi con il Governo Tecnico, e l’andare per mari e monti. Durante il ritornello appare, nel video, per la prima volta la figura del leone (tanto esperti quelli dei siti illuminati poi gli sfugge il leone...ma siete seri? Io la so la risposta del perché...vanno dietro sempre ai soliti simboli che si conoscono, i soliti animali, come la civetta e il gufo, quelli che, a forza di vederli, sempre, ti entrano in testa, ma se sei veramente esperto in materia di esoterismo non può sfuggirti la figura del leone), quest’ultimo appare, guarda caso, specchiato mentre, una volta si lecca i baffi (chissà perchè) poi, una seconda, mentre ruggisce. Il leone in simbologia è ambivalente, infatti appare specchiato, in più ruggisce, e si dice che esso rappresenti la voce di Dio ma anche quella di Satana, non è un caso che sia specchiato nel video quindi, sta proprio a rappresentare la sua ambivalenza, la sua doppia natura, il dualismo che torna e confonde, perché in quel contesto non saprai mai se il leone rappresenta il bene o il male. Appare sul ritornello, quindi, Fibra potrebbe dire “chissà se l’andare per mare e monti sarà un bene o un male?”, o ancora meglio se vogliamo legarci al gioco di parole con Monti: “chissà se questo governo tecnico sarà un bene o un male?”.

Interessante nel video è Fibra sdraiato sul pavimento a scacchi, che fa il gesto con le mani di andare via, come se la cosa lo infastidisce. Potrebbe rappresentare, in quel contesto, l’italiano che si arrende alla confusione e che vive lontano dalla politica in realtà, tale concetto lo riprendeva anche a The Flow parlando appunto dei simboli del video. Affermava che i politici vivevano lontano dalla realtà degli italiani, in poche parole che gli importa poco di come stanno i cittadini, ma anche quest’ultimi, vivono lontano dalla politica e dalla realtà che li circonda, se pensano fortemente che basta mettere qualche simbolo esoterico per essere un massone o un portavoce della massoneria. Mi ricordo di titoli che echeggiavano a un Fibra che era una nuova pedina in mano della massoneria. Oppure i siti che parlano, quotidianamente, della religione cristiana, che lo identificavano come un portavoce del demonio. Io, dal mio canto, concordo con Fabri, stanno ben lontani della verità. La massoneria esiste ma ha ben altro da fare che mandare input tramite un video di un artista, che tali simboli possono essere usati per mandare messaggi di altro genere, come ad esempio, denunciare uno sfondo massonico, come nel caso di Pronti, partenza e via, il cui testo è legato alla politica, all’economia, alle banche, alla gabbia in cui vivono gli italiani, allo stallo del paese nella crisi ecc. Il testo parla della casta, del caso dei Monti dei Paschi di Siena, della crisi causata dalle banche, dell’Italia che deve ripartire sempre ma, di fatto, rimane ferma, della politica dove si incontrano sempre i soliti nomi, che i politici si azzuffano per i soldi e il potere invece che fare gli interessi dei cittadini, la confusione che alberga nella testa degli italiani, confusi dalla tv, dai giornali ecc. Politici che decantano l’onestà e poi rubano anche l’anima a Satana. Cioè l’Italia è questa, se tutto questo non è riconducibile a un potere forte che lavora nell’oscurità, di sottobanco, non so, allora, cosa potrebbe rappresentare un potere forte. Quest’ultimo, nel video, è rappresentato dai vari simboli esoterici ripresi dalla cultura egizia per la maggiore, anche il gufo per dire, appare specchiato nel video, come a indicare che non saprai mai se si riferisce al semplice animale o a quello che rappresenta in linguaggio esoterico/massonico. La confusione, il caos, l’incapacità di reagire e rompere la gabbia, perché in Italia ci rimane solo il gridare dalla rabbia. Siamo talmente confusi, in ambito sociale e politico, che non riusciamo più a distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo, la politica da altro. Ultimo appunto, quale animale appare alla fine del video? Un avvoltoio, a voi le dovute conclusioni.

Di fronte a una bellezza del genere, perché quel video e quel testo sono geniali, che fanno gli italiani? Gridano al massonico, chiudono gli occhi, tappano le orecchie per via del beat allegro e affossano la canzone. Perché? Lo dice Fibra stesso: è scomodo come l’antidoping per un ciclista.

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