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Una storia di Tyr93

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L'illusione è in ciò che vedi

Pubblicato il 24 ottobre 2016

«Fai il bravo, non fare il monello» ci raccomandano le mamme quando, da bambini, siamo intenzionati a fare una marachella. Mi ricordo che mia madre me lo ripeteva tante volte. Ad ogni volta che le mie orecchie udivano il suono di quelle parole, era come se dei paletti di legno mi si piantassero nel cuore e inevitabilmente segnassero una strada da seguire.

Per fortuna poi sono cresciuto e, anche se ha tentato comunque di metterne altri, non ci è più riuscita.

Ho davanti una pagina del corriere della sera dove leggo che la mia insegnante di italiano, che lavorava fino a pochi giorni fa nella scuola paritaria in cui mi sono iscritto, è stata trovata morta in un bosco a Como.

Rabbrividisco, chi avrebbe desiderato così ferocemente la sua morte? Era detestata all'interno della scuola, ma mai con tanto astio da poter essere uccisa. La campanella mi desta dal mio labirinto di pensieri. Sobbalzo e poi mi abbandono ad un sospiro di sollievo.

Il preside entra in aula e comunica ciò che è ovvio: la scuola è in lutto, una docente è stata assassinata. Fa la sua arringa e per cinque minuti parla della vita, argomenta di questioni universali; alcuni allievi fanno finta di essere completamente presi dalla questione, altri giocherellano con materiali da cancelleria ed altri ancora si stropicciano gli occhi gonfi dal sonno.

I miei pensieri vengono ancora rapiti dal titolo di cronaca e non posso fare a meno di ripensare a lei, a ciò che tutti sapevano della sua infanzia: vittima delle perversioni sessuali d'un padre alcolista. Abusava di lei e faceva promettere alla madre di fare la brava, altrimenti le sarebbe toccata la stessa sorte.

Come fanno tutti a sapere di questa storia? Un ex alunno fidato che si è poi rivelato un Giuda ha spifferato tutto ai quattro venti…

Si dice che lei volesse fare l'insegnante per dimostrare a se stessa che anche se non si ha avuta un'educazione corretta, si può comunque educare

Mentre il preside esce dall'aula fa il suo ingresso Jessica con andatura svogliata. Lei è stata il rimpianto della professoressa, è l´esempio empirico del suo fallimento.

Sono stato parecchie volte a casa di Jessica e posso dire con certezza che la sua situazione non è delle più rosee. Ha dei genitori super esigenti che la costringono a prestazioni scolastiche sopra la media «è brutta, ma almeno farà carriera e qualcuno se la chiaverá», si giustifica il padre con gli altri genitori.

«è intelligente, ma non si applica» dicono al consiglio di classe. Io vorrei tanto aiutarla, ma non posso, non ho potere.

Torno a casa e accendo la Tv, parlano dell'omicidio, hanno trovato un indizio, forse la firma dell'assassino, sul corpo della vittima, con un taglierino, l'assassino ha scritto: "è intelligente, ma non si applica".

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