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Una storia di P3PP4R10

Questa storia è presente nel magazine Storyville

Love Is Stronger Than Me (Ricordando Amy)

Si è sempre nudi verso il proprio destino

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Pubblicato il 23 luglio 2018 in Altro

Tags: amywinehouse backtoblack tributo luglio2011 cork

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Ricordo con esattezza il giorno in cui scoprii la musica di Amy Winehouse. E' stato durante il novembre 2007. Mi trovavo in Irlanda, in un Virgin Store a Cork. Davo una scorsa ai cd "special price": una tipica operazione da feticista musicale con pochi soldi e un po' di tempo libero a disposizione. Diedi un'occhiata a una pila di cd di genere Nu-Soul. Quello fu il mio primo incontro con il nome di Amy Winehouse e con la copertina del primo disco, Frank. Però non lo acquistai sul momento.


Tornando a casa su North Main Street, il mio coinquilino stava ascoltando proprio Lei, ed in particolare il pezzo Rehab, - "Mi fa impazzire 'sta ragazza!"- fu il suo commento entusiastico, in risposta al mio sguardo interrogativo. Ascoltammo anche i brani Back to Black e Valerie. Ecco, vedete: io quando sento un pezzo come Valerie, mi lascio prendere facilmente dall'emozione, perché dentro ci trovo tutto quello di cui il mio orecchio ha bisogno; sarà per via di quel fraseggio, oppure perché mi fa subito tentare un passettino di danza, così, senza alcun ritegno. Perché, in fondo che cosa sarebbe la nostra vita senza questi momenti di euforia e vitalità! Ma non divaghiamo...


Passò molto tempo prima che potessi scoprire la magia e la bellezza di Back to Black, album e di comprenderne appieno tutto il suo potenziale. Fu durante l'estate 2008, esattamente tre anni fa. In quel periodo avevo davvero bisogno di farmi cullare da canzoni come Love Is A Losing Game, Tears Dry On Their Own e Just Friends, con quei suoni e quella voce così vera così fragile, come il miglior cristallo: materiale da maneggiare con cura. Quel disco mi fece apprezzare le sue grandi doti. E poi quel pianoforte sapientemente arrangiato da Mark Ronson, capace di erigere coi fiati e con il resto degli strumenti un Wall-of-Sound di spectoriana memoria. Che musica, maestro! Amy Winehouse era la Mus(ic)a.

Si nasce nudi, ci si spoglia e ci si veste, tante volte, ma restiamo sempre nudi nella nostra fragilità, nella nostra interezza. Una voce nuda è una voce vera, ed Amy Winehouse cercava nelle sue canzoni quella verità primitiva del Nudo, senza vergogna, senza timore di poter bruciare come una candela romana, fino ad esaurire la propria luce nel giro di una breve stagione.


Quando a Norman Mailer chiesero di commentare il suicidio di Marilyn Monroe, lo scrittore americano fu illuminante: “Per sopravvivere avrebbe dovuto essere più cinica – disse - o almeno, essere più vicina alla realtà. Invece è stata un poeta di strada che cercava di recitare le sue poesie ad una folla che le aveva strappato i vestiti.”


Amy Winehouse aveva 27 anni e ci ha lasciati in un pomeriggio di luglio senza nuove canzoni da ascoltare.


Nota del 7 agosto 2011


Stanno paragonando la voce, la vicenda umana ed artistica a personaggi del calibro di Jimi Hendrix, Brian Jones, Janis Joplin e Kurt Cobain, ma Amy Winehouse non è come loro, e la sua biografia potrebbe essere accostata a quella di un altro leggendario artista britannico: Nick Drake, lui forse è l'unico ad avere qualcosa in comune con la triste ragazza di Camden.

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