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Una storia di AlessiaScipioni

Questa storia è presente nel magazine Il Codice Fibra

Mi responsabilizzerò, ma che t'affanni?

C'è chi ci mette un mese e chi trent'anni

Pubblicato il 29 gennaio 2018 in Giornalismo

Tags: Fibra rap TurbeGiovanili CiPensoDopo

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Continua il nostro viaggio alla scoperta del Fibroga, siamo ancora fermi su Turbe Giovanili e la canzone è Ci penso dopo. Già il titolo è illuminante, perchè lascia non solo intendere che nella vita si fanno delle scelte in base a una scaletta prioritaria, ma mette in evidenza proprio una frase tipica dell'età giovanile: ci penso dopo, ora non seccarmi! Ora voglio fare quello che dico io! Poi ci penso a quello che dici tu, ma dopo.

Dopo cosa? Generalmente, per un ragazzo (o ragazza) dopo quello che lo coinvolge e stimola di più, nel caso di Fibra: la musica.

Tutta la canzone è proiettata su questo filone, per lui conta la musica e al resto ci pensa dopo!

Ora lo so, state pensando...ma allora non c'è niente da spiegare, la rima è chiara. Sì, è chiara in effetti, ma attenzione perchè è una di quelle frasette a dopo binario, che Fibra ama tanto usare per intripparci il cervello.

E ti ripeto, mi responsabilizzerò...sta parlando con qualcuno con cui si scontra per qualche motivo, molto probabilmente perchè la persona in questione vuole da lui più serietà, più maturità, insomma che fosse più responsabile. Però attenzione, perchè responsabilità o responsabile significano anche: che deve rendere ragione delle azioni proprie o altrui. Domanda: un ragazzo che fa delle scelte, come il fare musica prima di ogni cosa, è una persona che sa rendere ragione delle proprie azioni? E un giovane che, per fare musica a ogni costo, è disposto ad andare contro tutti, è un ragazzo che sa decifrare e dare ragione alle azioni altrui? Direi di sì, in entrambe i casi, altrimenti avrebbe mollato la presa, ma non l'ha mai fatto. Quindi è chiaro che se è disposto a fare tutto e andare contro tutto si sente responsabile per farlo. La responsabilità, quindi, in quel caso è proiettata proprio sulla questione "serietà" o "maturità", quindi la persona a cui lo dice lo vede piccolo, lo vede immaturo, incapace...la dico? Per me sta parlando della madre. Questa è una di quelle rime che, dopo Ringrazio, hanno un altro sapore...e sono tante le rime di Fabri vecchie che prendono altro significato dopo Ringrazio. Perchè? Abbiamo detto che lo vede immaturo, piccolo...ricordate? Per lei è difficile accettare che ora sono grande...se è difficile adesso, figuriamoci nel 2002; oppure in Nessun Aiuto "A casa ancora mamma pensa che suo figlio non sia altro che un bambino, mi parla come fossi un cretino"...se lo vede bambino oggi, figuriamoci nel 2002. L'indizio che ha rime sparse a destra e a manca che parlano di questa situazione poi la fornisce lui stesso: la famiglia che mi odia perchè ne parlo in tutti i miei dischi!

Poi continua: ma che t'affanni? Affannare è un bel termine e vi spiego perchè. Tra i sinonimi troviamo questo: affliggere, addolorare, stringere il cuore; poi nel caso di Affannarsi troviamo: adoperarsi, dare l'anima, fare i salti mortali, darsi molto da fare; non è finita, nel caso di Affanno, troviamo: fiatone, angoscia, ansia, agitazione, profonda inquietudine.

Vi faccio notare che Fabri lo usa come verbo, quindi la via giusta è Affannare, o al massimo per uso nella lingua comune, Affannarsi. Quindi che sta dicendo? E qui inizia il doppio senso che ci intrippa il cervello. Se usa il termine come verbo, vero e proprio, allora sta dicendo "ma perchè ti affliggi così tanto? Perchè ti addolori così tanto? Per la sua scelta naturalmente di pensarci dopo al responsabilizzarsi, quindi è come se dicesse: è una mia scelta quindi perchè ti preoccupi tanto?

Se, invece, lo sta usando rifacendosi ad Affannarsi, allora il senso cambia, perchè è come se dicesse: perchè ti dai tanto da fare per farmi cambiare idea? In finale, c'è chi ci mette un mese e chi trent'anni...per fare cosa? Dipende, ed ecco il secondo doppio senso che ci intrippa il cervello, da quello che lui sta dicendo prima con Affanni e dall'oggetto di discussione. Anche se io la soluzione ce l'ho, ma ve la dico alla fine.

Se gli rompe perchè lo vede piccolo, allora sta dicendo che ci sono persone, che pur crescendo anagraficamente lasciano indietro un certo grado di maturità...non è detto che se uno ha 40 anni sia per forza un uomo serio, maturo, responsabile, ecc. come non è detto che un ragazzo di 20 anni non possa possedere una certa maturità. Io che frequento i social, vi posso garantire che ho visto quarantenni ragionare come bimbi e ragazzi di vent'anni mostrare una forte maturità. Poi succede anche il contrario, nessuno lo mette in dubbio, ma non è la certezza che esprime Fibra, la sua è una constatazione che a volte succede. In poche parole sta dicendo all'altra metà: sono giovane, a diventare maturo, responsabile e serio faccio ancora in tempo, ora è presto, ci penso dopo perchè posso diventarlo tra un mese o tra trent'anni, dipende dalla vita, ma ora non voglio pensarci, ci penso dopo, ora non è il momento.

Se, invece, l'oggetto di discussione è il fare musica, allora sta dicendo all'altra persona, che è inutile affannarsi, perchè c'è chi, per arrivare a un certo pubblico, ci mette un mese e chi invece trent'anni. Io rimango dell'idea che è meglio metterci, magari trent'anni no, ma una decina sì. Il successo rapido è quasi sempre un male, per l'artista soprattutto. Lo porta sempre a montarsi la testa, quando ottengono il successo facile, oggi infatti si sentono tutti superman dopo due views. Perchè? Perchè nessuno di loro ha quelle spalle larghe che si chiamano gavetta. Se vieni dalla gavetta sai che per arrivare in cima ti sei fatto un mazzo tanto e non ti senti superman, ti senti soddisfatto, realizzato. Oggi, invece, dopo due views si sentono autorizzati a prendere di petto artisti che hanno fatto storia, o che hanno carriere mondiali, perchè non sanno che mazzo ci vuole per arrivare in cima, si sentono glorificati, onnipotenti, quando, forse, sono solo dei miracolati!

Ma andiamo avanti. Io la soluzione penso di averla, perchè sono solita collegare tutto, rivedere, decifrare. Per me l'oggetto di discussione è il fare musica, i due protagonisti della rima sono Fabri e la famiglia, o la mamma se vogliamo semplificare. Perchè? C'è Ringrazio che, in parte, ce lo conferma, come del resto anche Nessun Aiuto, ma soprattutto ci sono molte interviste dove Fabri sottolineava il fatto che nessuno in famiglia voleva che lui facesse musica. Quindi, morale della storia:

Per mettere la testa sulle spalle c'è ancora tempo, ora voglio fare questo che sto facendo, non ti devi preoccupare, nè cercare di farmi cambiare idea, io non mi preoccupo di questo, perchè lo so che per arrivare c'è chi ci mette un mese e chi trent'anni...gliene sono bastati dieci di anni e al resto ci pensiamo dopo.

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