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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Co. pt.45: “Una burocrazia più semplice e veloce"

#MuovitiBurocrazia con "Brazil" di Terry Gilliam,"Guerra e Pace" di Fabri Fibra e “La concessione del telefono” di Andrea Camilleri.

Pubblicato il 04 febbraio 2016

“Se c'è una maniera di rimandare una decisione importante,

la buona burocrazia, pubblica o privata, la troverà.”

Arthur Bloch, Quinta legge di Parkinson, La legge di Murphy

In un mondo sempre più veloce e interconnesso ci sono ambiti in cui lo sviluppo sembra essersi fermato, e invece di accelerare, si frena. E’ quello che accade molto spesso a causa della burocrazia, che pone limiti, anche ai progetti più innovativi.

Quest’articolo, lo diciamo subito, nasce da una situazione che ormai per noi si potrae da troppo tempo e che rischia di mettere in crisi anche il nostro progetto aziendale.

Come ha dichiarato il nostro CEO Gianluca Manca in un'intervista a Cultora:

Stiamo chiudendo un accordo con un fondo da €600.000 ma non riusciamo ad ottenere una semplice informativa antimafia dalla prefettura di Salerno e non possiamo beneficiare dell’investimento. Abbiamo rilasciato la documentazione a luglio 2015 e ormai siamo bloccati da 7 mesi. È allucinante come la Pubblica Amministrazione ostacoli processi già complicati di per sé con procedure burocratiche che dovrebbero essere agili”.

Sette mesi, pari più o meno a duecento giorni, per un’informativa antimafia ferma in prefettura. Senza di essa i finanziamenti non arrivano e logicamente tutta l’attività ne risente. Nel caso di una startup come la nostra tutto ciò è ancora più dannoso, perché è proprio nella fase di lancio che c’è bisogno di forti investimenti in sviluppo e comunicazione.

Nella nostra stessa situazione si trova anche un'altra startup napoletana: iGoOn, che si occupa di condivisione di posti auto in tempo reale. Loro hanno un accordo già firmato che scade a febbraio, ma anche a loro manca una semplice informativa antimafia per chiudere il tutto.

Per questo motivo uno dei titoli a cui abbiamo pensato per quest’articolo è stato: “Burocrazia, Prefettura, ma andate a fan….”, poi ci siamo censurati, però secondo voi non suonava bene?

Ora però Intertwine Consiglia pt.45: “Una burocrazia più semplice e veloce” inizia con un film che compare in tutte le classifiche tra i film più belli della storia: Brazil di Terry Gilliam.

In un mondo dove lo statalismo e la burocrazia regnano incontrastati, anche una lettera sbagliata può essere causa di malintesi e causare la morte di una persona innocente.

E’ questa la storia raccontata in Brazil, il capolavoro di Terry Gilliam in cui a Sam, un semplice impiegato del Ministero dell’Informazione, viene dato l’incarico di correggere l’errore di stampa di un file causato da un insetto incastrato in una stampante. Ma è troppo tardi. A causa di quel banale errore una persona innocente (Archibald Buttle) è già morta al posto di un ricercato terrorista (Archibald "Harry" Tuttle).

“Lo prenderemo prima o poi il signor Tuttle e lo interrogheremo allo stesso voltaggio del signor Buttle”.

Brazil (che è il titolo di una famosa canzone degli anni Quaranta simbolo di evasione) è una bizzarra e straripante metafora contro le dittature in nome della libertà. Quella canzoncina riecheggia per tutta la durata del film e stride con la realtà rappresentata sullo schermo, grigia e asfissiata dalle scartoffie di una burocrazia opprimente e inaccessibile.

“Firmi qui. Qui sotto. Grazie. Anche qui. [...] Questa è la ricevuta per suo marito. E questa è la ricevuta per la sua ricevuta.” (Ufficiale giudiziario).

Sam (Johnathan Pryce) non accetta questo sistema di controllo, vorrebbe fuggire dalla routine e sogna, sulle musiche di Brazil, di poter volare e incontrare una donna bella e misteriosa.

Nel frattempo la vita quotidiana della città viene sconvolta da continui attentati: esplodono negozi, condutture dell’aria, ristoranti, ma le bombe scuotono tiepidamente una popolazione completamente assuefatta e indifferente.

Il gesto più sovversivo del film è quello di un idraulico (interpretato da Robert De Niro) che si oppone al sistema, riparando abusivamente nelle case.

"Che cos'è che non può sopportare?"
"I pezzi di carta: odio la burocrazia. Ascolti: tra un po' di tempo, grazie al vostro bellissimo sistema, non si potrà più aprire un rubinetto senza riempire un 27B/60. Be', a me non mi fregate."

Quello descritto da Terry Gilliam è un mondo dispotico che si rifà fortemente a 1984 di George Orwell e al suo universo ipercontrollato.

Il Brasile allegro della samba, delle spiagge lunghissime e del Carnevale è lontano.

Qui c’è lo stato e l’apparato mostruoso che ha creato per controllarci. Tubi ovunque creano un ambiente oppressivo, che si mantiene su una tecnologia impazzita, retrograda e controproducente, in cui un errore può costare la vita di un uomo.

Sam è un efficiente impiegato del Ministero dell'Informazione, che lavora presso l’archivio statale di una imprecisata città, capitale di un paese non identificato. Tutto quindi potrebbe farci pensare a un mondo fantasioso e lontano da noi.

Ma ora spostiamoci per un attimo dal grande schermo.

Pensiamo ai ministeri, ai funzionari, agli impiegati, ai timbri, ai bolli, alle file lunghissime (per fortuna per queste stanno nascendo varie app), ai fascicoli legati a stento con del filo, ai fogli tenuti stretti che a volte sembrano voler tentare la fuga…

tutto ciò è tanto distante da quello che vediamo ogni giorno?

Continuiamo l’intreccio di questa settimana con “Guerra e pace”, ma non parliamo del celebre romanzo di Tolstoj, ma del disco di Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, numero uno indiscusso della scena rap italiana.

Il disco è contraddistinto da una profonda analisi delle problematiche che attanagliano il nostro Paese. Il primo singolo è stato: “Pronti, partenza, via!”, un’aspra critica all’Italia, e alla sua burocrazia:

“Coda, timbro, firma, passa… Burocrazia

l’Italia si squaglia come burro e pazzia..”

e perennemente in procinto di una nuova partenza:

“ma da anni è una finta partenza, dopo l’ultima grande occasione si rimane così senza”.

La titletrak “Guerra e pace” condensa il significato del disco, raccontando le contraddizioni di un Paese e di un popolo combattuto tra voglia di cambiare e inettitudine a farlo:

“A 35 anni il Paese mi ha bloccato. Ho comprato un seminterrato per fare lo studioPer lavorare, il mio futuro. E' tutto fermo da mesi, il Comune non risponde…In coda non si respira. Se non conosci nessuno resti in filaUna fila che non sai dove comincia e finisce”.

Fabri Fibra in questo disco sembra cresciuto e più concentrato a raccontarci la verità di questo paese.

L’album inizia con "Bisogna Scrivere", che nel ritornello campiona una frase di Baudelaire dei Baustelle.

Nel disco spiccano le collaborazioni con Neffa (in Panico) , Elisa (in “Dagli Sbagli Si Impara” e con Al Castellana (in Che Tempi).

Devo confessare che non sono mai stato un grande conoscitore di Fabri Fibra e ritenevo le sue canzoni piacevoli, ma da ballare in disco al ritmo di “Tranne Te, Tranne Te”, ma in realtà con questo disco ho scoperto testi complessi, che rispecchiano il modo di vedere di tanti giovani. Per questo i motivi del suo successo sono anche abbastanza semplici.

Nei suoi testi, oltre ad emergere delle critiche alla società italiana, si notano frasi che potrebbero entrare nel patrimonio delle citazioni di ognuno:

“Sono in cerca di Dio come ogni scrittore”,

“Ci vuole un gran coraggio ad essere perdenti”, “Sbaglia meno chi ha poche idee”,

“Non c’è l’evento se non c’è l’attesa”,

“La rivincita migliore è il successo”, ecc.

Guerra e Pace, come dice il testo della canzone stessa, è un disco che racconta:

“Il Paese è lento, incastrato nel passato. I ragazzi non dicono, non fanno, non si lamentano.

Lo accettano così com'è. Ma quando poi se ne accorgono sul web, rompono il caxxo a me”.

Chiudiamo l’intreccio di questa settimana con “La concessione del telefono” di Andrea Camilleri. La motivazione della scelta ve la spieghiamo con una frase dell'autore stesso:

"Nell'estate del 1995 trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale (che riproduco nel romanzo) per la concessione di una linea telefonica privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia”

E’ un romanzo che non appartiene alla serie di Montalbano, ma racchiude tanti elementi originali.

In primis la storia, che si svolge nella Sicilia di fine Ottocento. Qui Filippo Genuardi, piccolo commerciante di legnami, invia tre lettere al prefetto Vittorio Marascianno per richiedere l'installazione di una linea telefonica tra il suo magazzino e l'abitazione del suocero, ricco uomo d'affari.

Non ottenendo risposta, cerca degli "appigli" nel Palazzo rivolgendosi a Calogero (don Lollò) Longhitano, pezzo da novanta della mafia.

Ma a cosa serviva questo telefono?

L’uomo ha una relazione con la moglie del suocero e l’impianto telefonico serviva proprio a contattare l'amante non appena il marito fosse assente. Ma per un equivoco il suocero scopre la verità e pazzo di gelosia lo uccide, suicidandosi poco dopo.

Queste e altre sono le vicissitudine narrate, ma altro elemento originale è la struttura dell’opera perché Camilleri riesce a mixare la forma epistolare alla trascrizione dei dialoghi.

Camilleri definisce le due forme: "cose scritte" e "cose dette".

Le prime comprendono lettere, siano esse richieste in carta bollata o missive fra amici o bigliettini segreti, articoli di giornale, circolari degli uffici pubblici e sono riportate nella loro "autenticità" grafica; le "cose dette" invece sono i dialoghi fra i personaggi della storia, riportati come in un copione .

Sebbene in questo romanzo lo sguardo sia molto critico verso la Sicilia di fine Ottocento con l’asservimento al più potente e l’uso ad personam delle cariche pubbliche, bisogna ricordare come Camilleri sia un autore che da sempre, attraverso i romanzi, racconta la Sicilia, con ambientazioni, atmosfere, personaggi e dialoghi che emanano quel fascino e quella simpatia tipica della sua terra.

Vogliamo chiudere questa puntata di Intertwine Consiglia con delle richieste e una risata.

Una richiesta è per i nostri amici della prefettura di Salerno, affinchè ci diano al più presto questa benedetta Informativa Antimafia.

Altre due sono per voi:

1) Condividere questa storia con l’hashtag #MuovitiBurocrazia

2)Se avete cosa da chiedere alle istituzioni potete farlo collaborando alla Storia lanciata da NaStartup su Intertwine: “Cosa ti serve dalle istituzioni? Hai idee da proporre? Problemi?”

“Burocrazia: bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli.”

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