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Una storia di EdoP

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Perché deve passare la legge sulla cannabis legale

Non era mai successo nella storia contemporanea italiana

Pubblicato il 26 luglio 2016

Il 25 luglio 2016 è una data molto importante per gli antiproibizionisti italiani. Per la prima volta un disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis inizia ad essere discusso in Parlamento. Non era mai successo nella storia della Repubblica.

L'area popolare e le destre promettono guerra. C'è chi, da buon centrista conservatore, ha addirittura detto che "la battaglia sulle unioni civili in confronto sarà ricordata come una passeggiata. La legalizzazione della cannabis non passerà mai."

Il testo della legge è stato elaborato da Benedetto Della Vedova, liberale radicale, mentre il suo relatore è un esponente della Sinistra italiana, Daniele Farina. Il primo ha fiducia e intende coronare il sogno politico dello scomparso Pannella, nonostante la ministra della Salute senza laurea in medicina, Beatrice Lorenzin, abbia ribadito il suo no recitando la frase fatta: "Alcol e droga sono una piaga per i giovani". Cosa avrà voluto dire? Forse che bisogna bandire anche gli alcolici? Chissà come saranno contenti i produttori di birre, superalcolici, liquori e vini made in Italy che vedono fatturati astronomici ogni anno, ma se invece così non è, non si sta parlando di rendere le droghe pesanti libere e alla portata di chiunque, ma si sta parlando di quelle chiamate 'leggere' che si vogliono rendere vendibili sotto monopolio statale, più rigido di quello del tabacco per evitare che persone di ogni età (non solo i giovani, cara ministra, consumano e fanno uso di certi liquidi o sostanze, dillo ai tuoi compari in Aula, che lo sanno benissimo!), ad esempio, finiscano in carcere per il 'fumo' o che forze dell'ordine, ad esempio, finiscano uccise in sparatorie per operazioni 'antidroga' in coltivazioni gestite dalla mafia.

COSA PREVEDE IL DDL SULLA CANNABIS LEGALE?

- si può detenere per uso ricreativo fino a 5 g di marijuana, che diventano 15 nel privato domicilio

- ognuno può coltivare nella propria casa fino a 5 piantine, semplicemente inviando una comunicazione senza autorizzazione

- semplificazioni per l'utilizzo terapeutico

- nascono i 'cannabis social club': circoli i cui membri (maggiorenni e non più di 50) possono contare sulle proprie 5 piante a testa e consumarne all'interno i prodotti

- la vendita della marijuana è a regime di monopolio di Stato (con possibili concessioni ai privati)

- il consumo è vietato nei luoghi pubblici chiusi e aperti: si può fumare solo in casa e nei circoli

- il consumo è vietato al lavoro sia privato che pubblico

- il Codice stradale non è attenuato (divieto di guida in stato d'alterazione)

- il 5% dei proventi è destinato alla prevenzione contro le droghe

C'è chi, come sempre, critica la proposta perché ancora troppo poco ambiziosa (i soliti poco realisti ed eterni radical chic scontenti), invece, secondo me è dannatamente avanzata per un Paese come il nostro, che dopo i Paesi Bassi, diventerebbe il secondo in Europa a proporre qualcosa di questo tipo.

Molti non hanno fiducia che passi, siamo troppo conservatori per approvarla, troppa paura insensata e terrorismo socio-politico. Io voglio avere fiducia, i favorevoli sono molti nel Partito Democratico, come moltissimi nel Movimento Cinque Stelle, nelle frange della sinistra parlamentare, perfino tra gli stessi cattolici centristi di Scelta Civica e perfino tra i berlusconiani. Lo Stato, banalmente, ci guadagnerebbe, abbatterebbe un mercato nero di sostanze illecite, non controllate e trasgressive.

Immaginatevi, senza troppe paranoie, un nuovo tipo di turismo dovuto a ciò: Francesi, Austriaci, Svizzeri e Sloveni attraverserebbero il confine facilmente e affluirebbero molti altri turisti da varie zone del mondo, con ulteriori proventi. I coffee shop amsterdammer si svuoterebbero dalle italiche presenze.

Le droghe pesanti infine, sono altra cosa, più pericolosa, che meriterebbe un discorso complesso a parte, ma per quelle leggere la strada c'è già, dopo un secolo di proibizionismo ipocrita e senza molti risultati positivi: basta solo percorrerla.

Se invece la cannabis legale non dovesse passare, potremo comunque dire di aver ottenuto finalmente un dibattito in Parlamento e di aver sfiorato una sua legalizzazione, facendoci ben sperare per il futuro.

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